Romano De Marco
Romano De Marco
Crepuscolo letterario di Luciana Fredella

Se la notte ti cerca

Lo scrittore Romano De Marco parla dell'ultimo romanzo

Da poco più di un mese Romano De Marco è tornato in libreria con un nuovo romanzo dal titolo "Se la notte ti cerca" con la casa editrice Piemme. Il thriller è ambientato nella capitale, nella Roma "bene", quella del quartiere Parioli, dove viene assassinata una donna, Claudia Longo, una cinquantenne separata, inizialmente considerata vittima di un amante occasionale. Il caso viene affidato alla commissaria Laura Damiani, (già apparsa in Ferro e fuoco, in Io la Troverò e Città di Polvere) che scoprirà che il delitto della Longo è legato ad altre due morti, archiviate come accidentali, ma che hanno qualcosa di sospetto. Il legame fra le 3 vittime è un locale di incontri per persone sole, il "Single", dove Laura si infiltrerà per avviare un'indagine non autorizzata e dove riscoprirà un lato di sé sopito da tempo: la femminilità. Con sospetti fondati e infondati, tensioni, sorprese e false piste, si scoprirà la verità e confermerà la straordinaria capacità dell'autore di costruire un romanzo unico che ha contaminazioni nel thriller, nel giallo, nel noir, e perché no, anche nella denuncia sociale.

Lo scrittore Romano de Marco scrive per passione e leggendo i suoi romanzi non è difficile crederlo. Nel 2009 per la collana Giallo Mondadori scrive Ferro e fuoco successivamente pubblica Milano a mano armata con cui vince il premio Lomellina 2012. Nel 2013 è la volta di A casa del diavolo mentre con Feltrinelli nel 2014 pubblica Io la troverò, nel 2015 Città di polvere e Morte di luna. Nel 2017, per Piemme pubblica L' uomo di casa con cui arriva in finale al premio Scerbanenco 2017 e vince il premio dei lettori. Ha partecipato a diverse antologie, tra le quali : Il mestiere più antico del mondo? (Escort, Massaggi cinesi: Open. 2016); Notti oscure (Il salto di Natale. 2016); Non a caso (Un'altra vita. 2017); Nero Mediterraneo (Assassinio sulla costa dei trabocchi. 2017); Gli stonati (Legalizziamola. 2017). Per le interviste del Crepuscolo Letterario incontriamo lo scrittore Romano De Marco che ha da poco pubblicato "Se la notte ti cerca" – Piemme 2018

Se la notte ti cerca è un romanzo che da molti spunti di riflessione. Innanzitutto pone l'accento sulla solitudine, intesa come il lato oscuro dell'anima: della vittima, della commissaria, di chi un tempo ha avuto successo, dei collaboratori della Damiani. Come mai ha voluto mettere in evidenza questo aspetto? È un tema molto attuale, perché lo strapotere dei social, la comunicazione totale, la presunta connessione globale, hanno creato diversi tipi di solitudine, come quelli dovuti alla creazione di vite parallele, distanti anni luce da quelle reali. La solitudine, però, nel romanzo viene analizzata sotto diversi punti di vista. C'è la solitudine di chi ha scelto di dedicare la vita al lavoro, quella di chi non ha il coraggio di dichiarare la propria omosessualità, quella di chi non ha avuto la forza di voltare pagina dopo una grave delusione sentimentale e così via.

Laura Damiani è apparsa in Ferro e fuoco e l'abbiamo ritrovata al fianco di Luca Betti nelle indagini in Io la troverò e a capo della squadra antirapine in Città di polvere. È molto legato alla commissaria oppure il suo carattere, la sua testardaggine e il suo agire fuori dalle regole è più funzionale a questa storia? I miei personaggi sono sempre gli stessi, tutti i miei romanzi si svolgono in un unico "universo narrativo". Ogni storia, però, è autoconclusiva e non richiede che debbano esser letti romanzi precedenti o, addirittura, successivi. Laura è stata co-protagonista in altri romanzi ambientati in luoghi diversi e in momenti diversi della sua vita. Qui la ritroviamo da poco trasferita a Roma, trentasettenne, in crisi esistenziale. Era perfetta per indagare sulla morte di donne rese vittime dalla solitudine perché, in parte, anche lei sta vivendo questo tipo di situazione.

Proprio all'inizio del romanzo, la vittima, mentre si prepara ad incontrare il suo carnefice, ha un ricordo relativo alla fine del suo matrimonio e a come sia stata inghiottita da un buco nero in cui ha avuto la meglio il rancore e la corsa all'apparire per sentirsi desiderata. Oltre alla solitudine, fa venire in mente quanto possa essere devastante una separazione. Per comprendere così a fondo questo disagio, si è avvalso di consulenze psicologiche o è un conoscitore profondo dell'animo umano? Molto semplicemente ho subito una separazione e un divorzio e mi sono reso conto di come, a un certo punto di una simile esperienza, ci si trovi a un vero e proprio bivio. Se ci si lascia il dolore alle spalle e si sceglie di continuare a vivere, di "voltare pagina", nessuna rinascita è preclusa. In caso contrario, se il dolore diventa una scusa per giustificare il desiderio di vendetta e di rivalsa, si rischia di diventarne schiavi e di non riuscire più a farne a meno. È ciò che accade a Claudia Longo, la prima vittima del romanzo, sulla morte della quale aleggerà un mistero che sarà risolto solo nelle ultimissime pagine.

Nel libro, molto marginalmente, viene affrontata una tematica molto delicata e spesso ignorata: l'omosessualità latente. Il bigottismo, l'omofobia hanno inibito il rispetto per l'altro e trovo che a volte i libri diano(forse involontariamente) gli strumenti per aprirsi a ciò che è sconosciuto. Per lei mettere in evidenza alcuni aspetti "nascosti" dell'altro può contribuire a guardare le cose con occhi differenti e ad accettare situazioni diverse? L'omosessualità, per fortuna, è un argomento sdoganato e diffuso come lo è, ormai, l'abitudine di fare "coming out" e di non negare le proprie scelte di vita in ambito affettivo e sessuale. Forse nel thriller è un argomento ancora poco trattato, e proprio per questo, dovendo parlare di solitudine, mi è sembrato un tema perfetto da trattare.

Roma è la città eterna, la città che testimonia la storia dell'umanità, la città che viene considerata una delle più belle del mondo. In Se la notte ti cerca non è così: lei descrive il degrado reale, i disagi sociali di certi ambienti e di certe zone come il Laurentino38, e la stessa Laura cammina tra le strade più note di Roma quasi con disgusto. Questo romanzo poteva essere ambientato altrove? In questo romanzo si parla di vite sbagliate, di amori difficili, di confusione esistenziale. Roma era lo sfondo perfetto per una storia così. Purtroppo, per chi ama la città (come il sottoscritto) non è possibile non rilevare e sottolineare lo stato di spaventoso degrado urbanistico, sociale ed economico nel quale la città versa. Al punto da far pensare a un declino inarrestabile. Le famose "buche" tanto citate sui social, ne sono il perfetto esempio.

La narrazione presenta due registri: la narrazione in prima persona, nei capitoli in corsivo e in quelli in cui parla Laura, e la narrazione in terza persona. È una strategia?Da parecchio tempo una voce narrativa "polifonica" è diventata il mio naturale registro. Aiuta a rendere la lettura più varia e interessante, a tenere il lettore incollato alla pagina e ad accrescere la tensione. Sì, possiamo dire che si tratta di una strategia…

Mentre leggevo ho ascoltato, man mano che venivano citate, le canzoni di Andy Lovato, al secolo Danny Losito. È stato come fare un tuffo in un passato recente e Le sono grata per avermelo fatto riscoprire. Andy ha trovato nella musica la forza di andare avanti ma non tutti hanno questa forza e a volte le passioni possono degenerare nelle ossessioni. È possibile dare alla solitudine il significato di ossessione? Assolutamente sì. La solitudine, a volte, è una scelta consapevole e ossessiva che serve quasi da giustificazione per coltivare risentimento e astio nei confronti di chi ci ha ferito. È il caso di Claudia, prima vittima del romanzo, che appare solo nel prologo.

Durante un incontro con i lettori a Foggia è emerso un aspetto che vorrei riproporre ai lettori di CanosaWeb: Claudia Longo viene assassinata in modo brutale e dalle testimonianze del fratello, dell'ex marito, della figlia, nessuno è dispiaciuto per lei, come se la morte fosse stata la conclusione più giusta della vita della vittima. L'unica che prova compassione per lei è proprio la commissaria. È più facile perdonare o condannare? È molto più facile condannare, soprattutto oggi che i social sono diventati delle vere e proprie "gogne mediatiche". Secondo il mio punto di vista, Claudia è una vittima della sua incapacità di "voltare pagina" della quale parlavamo poc'anzi. Molti l'hanno vista come un personaggio orribile e negativo. Nel romanzo, Laura Damiani sarà l'unica a volerle restituire dignità, impegnandosi nello scoprire chi sia il responsabile della sua morte.

Ci sono dei riferimenti a 2 dei suoi colleghi scrittori, sono i suoi preferiti?Leggo talmente tanto che faticherei ad indicare degli scrittori preferiti. Comunque, se ti riferisci a Raul Montanari e Sergio "Alan D. Altieri"… sì, sono stati grandi maestri e resteranno sempre tra i miei autori preferiti.

Attualmente sta scrivendo? Ritroveremo Laura? Scrivo praticamente sempre, anche se posso farlo solo nei ritagli di tempo… Come detto prima, Laura tornerà di sicuro, ma non nel prossimo romanzo, bensì in quello successivo.

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