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«Servono agevolazioni sulla Tares 2013»

Unimpresa Bat scrive ai sindaci della sesta provincia

Scrivendo a tutti i sindaci del comuni della provincia Bat e al presidente Francesco Ventola, Unimpresa Bat richiede agevolazioni e abbattimenti delle tariffe per le attività di commercio su aree pubbliche, nonchè l'abbattimento della percentuale sul tributo provinciale.

«In relazione a quanto previsto dai vigenti Regolamenti comunali relativi alla disciplina della Tares, predisposti e/o già approvati dai comuni della Provincia di Barletta-Andria-Trani per il corrente anno 2013,
  • premesso che l'attuale situazione di crisi economia e finanziaria che sta colpendo drammaticamente le micro e piccole imprese del territorio non accenna a dare segnali confortanti mentre per la fine dell'anno sono stimate chiusure di altre migliaia di aziende e che il settore del commercio su aree pubbliche nei mercati periodici settimanali o giornalieri è quello che, al pari degli esercizi commerciali a sede fissa, stanno subendo gli effetti di questa situazione che pare irreversibile;
  • che il venire meno di un prezioso e storico servizio pubblico cioè quello rappresentato dalle micro e piccole imprese di servizio, che sopravvivono facendo affidamento esclusivamente sulle proprie risorse umane e finanziarie, significherebbe un danno inestimabile ed irrecuperabile per la popolazione dal punto di vista sociale ed elemento reale di calmierazione dei prezzi a garanzia della qualità; con la presente siamo a chiedere l'applicazione di tutte forme di abbattimento e di scontistica possibili sulle tariffe Tares 2013 nei confronti di negozianti, artigiani e ambulanti e comunque nella forma percentuale da un minimo del 30% fino all'80%, come si sta operando in altri comuni italiani dove è forte il sentimento collettivo di salvaguardia del valore dell'impresa di servizio e non speculativa.

In funzione dell'elevato aumentato carico tributario che l'applicazione della Tares causerebbe sui già fragilissimi bilanci delle imprese del nostro territorio, si invita a considerare anche ulteriori abbattimenti, anche fino al 100%, per gli esercenti commerciali che abbiano subito danni sociali ed economici ma anche di altra natura derivanti dall'assunzione di provvedimenti fortemente penalizzanti e attualmente non condivisi ma perduranti. Si chiede che l'applicazione delle riduzioni richieste avvenga mediante la sospensione delle rate in scadenza e di quelle da pagarsi l'anno successivo a quello di riferimento, come nel caso dei commercianti su aree pubbliche nei mercati che versano la tassa con tale modalità. Al fine di tentare un seppur lieve alleggerimento della tassazione e per sollecitare una minima forma di rilancio dei consumi, seppur di entità quasi insignificante, si chiede che l'applicazione delle agevolazioni avvenga anche nei confronti delle famiglie dichiaratamente a basso reddito e sulla base del numero dei componenti il nucleo familiare con riduzioni che siano individuate nella fascia dal 20% al 50%.

A proposito delle attività di commercio su aree pubbliche all'interno delle aree mercatali chiediamo che in relazione al capitolo "Tributo giornaliero" dei regolamenti comunali si proceda con la previsione espressa e specifica relativa ai principi di applicazione della tassa e, in particolare che il tributo venga applicato in base a tariffa giornaliera ai soggetti che occupano o detengono temporaneamente, ossia per periodi inferiori a 183 giorni nel corso dello stesso anno solare, con o senza autorizzazione, locali od aree pubbliche o di uso pubblico, basando sulla base giornaliera la formula di calcolo previsto in fattispecie e che, in mancanza della corrispondente voce di uso nella classificazione contenuta nel regolamento è applicata la tariffa della categoria recante voci di uso assimilabili per attitudine quantitativa e qualitativa a produrre rifiuti urbani e assimilati. In particolare si chiede che la tariffa applicabile, determinata rapportando a giorno la tariffa annuale relativa alla corrispondente categoria di attività non domestica, sia aumentata non del 100% ma del 20% massimo. Per quanto riguarda il tributo provinciale chiediamo che anch'esso venga ridotto di conseguenza e per le medesime motivazioni».
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