Ospedale Canosa
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Vita di città

Riordino ospedaliero: un fuggi fuggi di notizie

Le dichiarazioni di La Salvia

In seguito al nuovo Piano di Riordino Ospedaliero, presentato il 19 febbraio 2016 in Commissione regionale Sanità, e al trasferimento del Pronto Soccorso e dei reparti di Medicina e Geriatria dell'ospedale di Canosa in strutture "nuove di zecca" e perfettamente a norma, interviene il sindaco di Canosa, Ernesto La Salvia. "Sempre più difficile!!!": così avrebbe gridato il bravo presentatore di un circo al crescere di difficoltà dell'esercizio del funambolo. E questo pare l'irreale palcoscenico sul quale si sta consumando lo spettacolo della sanità pugliese: un fuggi fuggi di notizie e mezze comunicazioni da rivedere e condividere con tutto e tutti, a 6 giorni dalla presentazione del Piano e dall'approvazione dello stesso. Non riusciamo ancora a capacitarci di come si sposi invarianza di spesa, mantenimento di posti letto ed efficienza, con chiusura di presidi nei quali i letti sono presenti e certamente non trasferibili prima di alcuni anni; ma tant'è! Per rendere più difficili gli "esercizi", la scorsa notte si è concluso il trasferimento del Pronto Soccorso di Canosa dalla vecchia sede alla nuova, e questa mattina si è "consumato" il trasferimento delle divisioni di Medicina e Geriatria nei nuovi reparti: nuovi di zecca e così a norma da essere "anormali" per l'utente medio (leggi: ammalato malcapitato!). Si: quando era direttore generale della Asl Bat, Giovanni Gorgoni, si bandiva e realizzava la trasformazione di alcuni locali del PO di Canosa al fine, tra l'altro, di adeguarlo ad accogliere i citati reparti e liberare i piani superiori, perché si potesse dar seguito alle delibere regionali che vedevano allocate a Canosa il "Centro Risvegli" e "Lungodegenze". Ed i fondi erano in parte comunitari, in parte statali. Comunque soldi nostri. Oggi la necessità di quei posti ha fatto sì che una Direzione Sanitaria, a fronte della criticità tra domanda ed offerta di letti per ammalati, corresse ad aprire le strutture già pagate, collaudate e certificate nell'esclusivo interesse dei cittadini. Non un solo soldo in più, non una sola persona in più. Solo migliore qualità della "vita ammalata" e geografie che permettono di fare efficienza. Non crediamo di appartenere a quella classe di politici piagnistei capaci solo di chiedere un "favore" all'amico di turno: e non consideriamo un favore, per questo campanile, nel chiedere di evitare di sciupare il soldo pubblico. Se la ragione degli scarsi risultati, tra spesa e ricavi, sta nell'elevato costo del personale ci chiediamo: non si può intervenire su questo? Perché, a parità di persone, che cosa si risparmia! O forse, con o senza deroghe, il numero degli addetti deve diminuire: ed allora come può migliorare l'assistenza?!

Farò un esempio per cercare di essere chiaro. A me pare che delle tre condizioni: stessi letti, stessi addetti, migliore performance, solo 2 alla volta possano essere prese in considerazione. Con gli stessi letti e lo stesso personale non può aumentare la performance. Con gli stessi letti migliora la performance se aumenta il personale attivo; e ancora: gli stessi addetti migliorano la performance se si occupano di meno cose avendo il tempo per farlo meglio: ed il numero dei posti letto allora? Ma le stesse persone non aumentabili non sono le stesse che dovranno passare al territorio se potenziato? E le risorse (ed i tempi!) dove stanno? Chi li ha preventivati? Purtroppo, in questi ultimi anni, sembra di assistere ad una sceneggiatura già vista; e con gli stessi attori. Voglio ringraziare pubblicamente le varie direzioni della ASL BAT determinate, fino a quando possibile, a gestire attraverso il patrimonio di persone e cose loro messo a disposizione, la salute della gente al meglio e senza spendere nulla in più. Un bell'esempio di come si può migliorare senza chiudere. Ma avendo progettato negli anni precedenti. Permettetemi solo una domanda che affligge la mente non eletta alla funzione economica-bocconiana: se mantenete la spesa chiudendo questo "inutile" ospedale che cosa risparmiamo? Il costo del riscaldamento e dell'energia elettrica? Poco più dello stipendio di un super manager, probabilmente".
Ufficio Stampa - Francesca Lombardi
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