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Vita di città

Discriminazioni di classe sociale nelle scuole di Canosa ?

E' vergognoso chi si permetta di creare queste classi d'elite!. I genitori che ci scrivono abbiano giusti motivi e prove da esibire

Sono alcuni anni che alla redazione arrivano denunce come questa che di seguito riportiamo :

Buongiorno,
scrivo a nome di tutti i genitori della classe 1° A di una scuola ........ di Canosa di Puglia , perchè ci sentiamo "OFFESI" , dalla decisione dell'Istituzione scolastica di acconsentire alla richiesta assurda da parte di un genitore di trasferire il proprio figlio, da una sezione all'altra per motivi discriminatori, quali il livello sociale della classe, che non sarebbe all'altezza dell'alunno/a trasferita. Permettendo questo, in un ambito scolastico che dovrebbe educare ed istruire, si sminuisce il lavoro degli insegnanti che compiono il loro dovere con competenza ed amore, e si offendono in "primis" i bambini ed i genitori. E' vergognoso chi si permetta di creare queste classi " d'elite", che non hanno niente da insegnare, ma che accentuano solo l'ignoranza che vige in questo paese.......ci chiediamo, ma tutto questo accade solo perchè si tratta di un "personaggio pubblico"...!

Riteniamo che i genitori che ci scrivono abbiano giusti motivi e prove da esibire a dimostrazione di quanto denunciano. Ci chiediamo perchè il tutto è tollerato ed a volte agevolato dalle istituzioni scolastiche fatto da presidi, professori, maestri, impiegati, applicati di segreteria, bidelli. In questo clima di omertà nessuno denuncia. Queste sono pratiche penalmente rilevanti !
L'istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. (ONU, Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, art. 26)
Al fine di eliminare e prevenire la discriminazione .. gli Stati aderenti si impegnano [...] Di non consentire, in qualsiasi forma di assistenza concessa dalle autorità pubbliche alle istituzioni scolastiche, eventuali restrizioni o preferenza basate solo sull'appartenenza degli allievi a un particolare gruppo ..! (UNESCO, Convention against Discrimination in Education, art. 3)

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto ... . (Costituzione italiana, art. 34)
"Appare evidente dalle norme sopra evidenziate, la concezione dell'istruzione come un servizio pubblico necessario ad assicurare il pieno sviluppo della persona umana anche rispetto alla condizione di partenza sfavorevole di qualcuno. Quindi, l'impegno dell'autorità pubblica, come richiesto dall'art. 3, secondo comma della Costituzione, consiste nella rimozione di quegli ostacoli di ordine economico-sociale che caratterizzano il cammino di individui capaci e predisposti allo studio avanzato".

Alla luce delle leggi violate sarebbe auspicabile far radiare da tutte le scuole "Italiane" un Preside o un intero Consiglio d'istituto per discriminazioni perpetrate nei riguardi di ragazzi che vengono così divisi per "classi sociali".

Qualche buon avvocato, che non abbia raccomandato il proprio figlio in "classi d'elìte" s'intende , potrebbe far venire fuori questo marciume culturale. (Ci sono avvocati volenterosi a Canosa di Puglia? ) Basterebbe una semplice denuncia agli organi di polizia o inviare una lettera agli uffici del Ministero della Pubblica Istruzione per far fare dei semplici controlli delle classi dei vari istituti di Canosa ,in base al Modello 740 delle famiglie di appartenenza degli alunni, oppure in base al titolo di studio o al ceto sociale dei rispettivi genitori. Siamo sicuri che diverse conferme alla denuncia del genitore salterebbero fuori!

Ci rivolgiamo a tutti coloro, bravi maestri buoni professori che hanno a cuore l'educazione dei nostri ragazzi e chiediamo loro di denunciare queste pratiche che ci riportano ad un medioevo culturale. I presidi tutti vigilino sull'operato dei Consigli di Istituto e si facciano carico di riportare democrazia ed ordine ed uguaglianza nella istituzione che gli è stata affidata.

La redazione
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