Great Dying
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Le Pillole

Un nuovo Great Dying, la grande moria?

I pericoli per il mondo globale

Circa duecentocinquantaduemilioni di anni fa vi fu uno sterminio di massa noto come "Estinzione del Permiano-Triassico" conosciuto nel mondo Anglosassone come "Great Dying". Si era al limite tra periodo geologico Permiano e quello Triassico e fu la più grande estinzione di specie naturali che la Storia del Pianeta ricordi. Scomparvero specie marine, animali vertebrati, persino gli insetti, famiglie, circa l'83% delle specie viventi.Le cause, accertate dagli studiosi, addebitano questa Grande Moria al cambiamento climatico. L'aumento della temperatura media terrestre, dovuto ad un incremento delle attività vulcaniche, accompagnato dalla fuoriuscita dal mare di idrati di metano aveva comportato siccità, scioglimento di ghiacciai, innalzamento del livello medio marino, cambiamento di flusso delle correnti marine, pericoloso deficit di ossigeno con paritetico aumento di ossido ed anidride carbonica nella atmosfera terrestre .Sono gli stessi frutti che in parte oggi stiamo assaggiando nel nostro mondo !

I tweet infelici del Presidente degli Stati Uniti sul beneficio del riscaldamento globale non possono cancellare, malgrado il Suo essere di fatto l'uomo più potente del mondo, i pericoli per il mondo globale derivanti dall'innalzamento graduale ma inesorabilmente progressivo della temperatura media terrestre .Dobbiamo aspettare a braccia conserte un nuovo "Great Dying " ridendo delle battute del Signor Donald Trump? La posizione ufficiale del nuovo Governo Americano sulla ratifica delle regole di comportamento sostenute e firmate dal Presidente Obama nel corso di COP 21 a Parigi nel dicembre 2015 passa dalla denuncia dell' accordo della campagna elettorale, confermata e ribadita più volte in questo primo anno di Presidenza , alla mezza dichiarazione del 10 gennaio ultimo scorso. In una conferenza stampa, congiunta con la premier Norvegese Erna Solberg, il Presidente USA ha riaperto la porta della speranza del Mondo affermando che "in teoria" la posizione Americana su quegli accordi denunciati dal Suo Paese "potrebbe rientrare". Gli Stati Uniti insieme ad India e Cina è, qualitativamente e quantitativamente , il grande inquinatore. I dollari di finanziamento, ricevuti in campagna elettorale, dal miliardario Trump, dalle lobbies Americane del carbone e dello shale oil danno un orribile peso a quel condizionale.

La realtà propugnata dalla Organizzazione Metereologica Mondiale dice che gli anni 2015, 2016 ,2017 sono stati gli anni più caldi per il Pianeta ed il miglioramento del 2017 rispetto al 2016, l'anno più caldo da sempre, non può farci dormire sonni tranquilli. Nel 2017 ci ha graziato l'assenza benvenuta dell'uragano El NINO e dei disastrosi effetti conseguenti. Il mondo deve tenere alta la guardia: NATURE, il giornale scientifico Americano, ha pubblicato alcuni giorni fa i risultati degli studi di Peter M. Cox, Chris Huatingford e Mark Willianson sulla variabilità della temperatura media globale accettabile prima del disastro. Con i più aggiornati modelli di calcolo metereologico hanno scoperto che il range di variabilità assunto dalla IPCC, la Organizzazione Intergovernativa sui Cambiamenti Climatici, come base per le proposte di azione di COP 21, pari a una variazione tra 1,5 e 4,5 gradi centigradi, deve considerarsi superato .Dai loro calcoli quel range si abbassa pericolosamente tra 1,2 e 3,0 gradi centigradi (2 gradi centigradi era il limite superiore di COP 21).

Chi pensa che stiamo disquisendo di frazioni di gradi centigradi si sbaglia; mezzo grado di incremento della temperatura media globale aumenta il grado di scioglimento dei ghiacciai polari, innalza il livello medio marino, porta aridità, desertificazione, siccità in alcune zone del nostro Pianeta ed invece provoca uragani, alluvioni in altre. Dobbiamo lottare tutti insieme per evitare il flagello dei gas serra e controllare gli incipienti effetti negativi del clima terrestre .Positivo dunque lo studio finanziato dalla Comunità Europea ed assegnato come leadership alla nostra ENEA, cofinanziato a tema dalle imprese Barilla Italia (grano duro), Dcoop Spagna (olivo) , Sogrape Vinhos Portogallo (vite) . Il progetto Med Gold 1, Oro del Mediterraneo, ha lo scopo di tenere sotto controllo il cambiamento climatico per proteggere, salvaguardare le produzioni dei Paesi Mediterranei, il nostro oro derivante dalla coltura del grano, dell'olivo, della vite. Sono nipote e figlio di contadini e ,per cultura familiare so, ad esempio che c'è profonda assonanza, addebitabile al clima, tra olivo e mosca dell'olivo, tra vite e peronospera, tra siccità e scarso raccolto di grano ed altro. Ma questo al signor Trump chi lo racconta?
Nunzio Valentino
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