Le Pillole

Etsi Omnes Ego Non....Canosa ed il Premio Diomede!

Il mormorio della piazzetta riverbera anche nella capitale

ETSI OMNES,EGO NON ... quantunque tutti , io no!
Le parole dell"apostolo Pietro ritornano in mente in questa calura romana . Il corpo,complice un banale incidente in Marocco,gode di una insperata pausa e fa il pensiero piu"forte dell"azione. Il ritmo ossessivo del vivere globale si è acquietato;gli occhi godono di un sentito sguardo al cielo,le orecchie gustano il profondo suono del silenzio.

Il lavoro di routine è,per autonoma decisione,finito;dopo quaranta anni il giovane pensionato cerca nuove vie, nuovi esami. Con lo stesso impegno,con la stessa voglia di sognare ed andare avanti,che ,grazie a Dio,esiste e resiste. Oggi è tempo di dare,di aiutare,sopratutto i giovani,spiegando la importanza dei valori,la famiglia in primis. Oggi è tempo di smettere di correre,di fermarsi a pensare,di capireil valore del dare,cominciando dal piccolo, poco vissuto anche se tanto amato,dalla mia terra,da Canosa.

Questa nostra terra oggi soffre di una crisi economica e di valori drammatica , una crisi che rinviene da lontano,da quel globo che soffoca i più deboli, che fa sempre più poveri i poveri. Una crisi resa più nera dalla mancanza e/o dalla precarietà del lavoro. Unico scudo la robustezza morale delle nostre famiglie,che danno decoro anche alla povertà,che stanno spendendo il risparmio nel tempo cumulato dai nostri vecchi. Fino a quando? Bisogna invertire la tendenza, riarare il campo,riseminarlo, forti del consenso di nuovi operai nella messe.

Non sarà facile cambiare ma dobbiamo provarci per lasciare ai nostri figli qualcosa ,come hanno fatto i nostri padri per noi . Dobbiamo però imparare a dare senza chiedere,grati dopo il duro lavoro magari solo di un semplice sussurrato grazie. Tutto questo è solo il sogno di un afoso meriggio romano ? Certo il terreno da lavorare è duro,molti caporali non gradiranno l"arrivo dei nuovi operai,difenderanno il sopruso e lo statu quo ad ogni costo,perchè è difficile rinunciare anche se di apparenza trattasi e non di vero potere.

Certo bisognerà affrontare un problema per volta.Comincerei dalla cultura, il giusto fondamento di una nuova casa di valori. A Canosa tanta strada è stata fatta:la riscoperta del nostro patrimonio archeologico ,la sua valorizzazione e divulgazione,l"oscuro,indispensabile lavoro dei mass media locali,il premio Diomede,la valorizzazione dei nostri prodotti agricoli. Non basta, bisogna insistere completando e complementando l'opera,cominciando dalla scuola che vorrei più aperta al contributo esterno.

Bisogna sopratutto non sminuire il lavoro fatto con stonature magari solo dettate da voglia di protagonismo e culto di personalità. E veniamo al Premio Diomede; è stato come noto il frutto di una brillante intuizione di un non canosimo,il professor Arnesano. Io stesso sono stato onorato dello stesso ,sezione Canusium 2008. Ma cosa pensa oggi la nostra gente del premio e di come viene gestito? Credo non dobbiamo sciupare questa bella vetrina ma dobbiamo rafforzarla,ripensarla. Dobbiamo pensare positivo e volare alto,rinnovando modi,metodi e persone,se necessario.

Il mormorio della piazzetta riverbera anche nella capitale. Ricerchiamo insieme regole che assicurino trasparenza e valore. E se un anno non avessimo le figure giuste, saltiamo pure ! Questo il mio pensiero, aperto al contributo ed anche alla contraddizione, chiuso a chi volesse mettere in discussione principi su cui ho costruito la mia vita.
Grato per la vostra attenzione

Nunzio Valentino
n.valentino@cenacolosrl.com
Premio Diomede
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