Bettino Craxi  Hammamet Tunisia Nunzio Valentino
Bettino Craxi Hammamet Tunisia Nunzio Valentino
Le Pillole

La mia libertà equivale alla mia vita

La storia umana e politica di Bettino Craxi

Sono passati 20 anni dalla morte il 19 gennaio 2000 di Bettino Craxi ad Hammamet in Tunisia . Sono stato a visitare i suoi resti mortali , quella pietra bianca che guarda il mare, il 23 marzo 2018. Su quella pietra, nel Cimitero Cristiano , campeggia un libro su cui sono scritte queste parole "La mia libertà equivale alla mia vita". E' stato per me un momento di pensoso silenzio: il valore ed il disvalore umano di un uomo che aveva segnato una lunga stagione politica dell'Italia Repubblicana. Avevo di proposito rubato del tempo ai miei impegni professionali in Tunisia perchè, finito il fragore mediatico di Tangentopoli, periodo da me vissuto con attenta partecipazione, non avevo chiara visione di un uomo, tanto potente prima, tanto triste, da ricercato o esule in terra straniera anche se saldamente amica. Ancora oggi non è univocamente accettato un giudizio storico, distaccato, coerente, sul pupillo di Nenni, capo indiscusso dei Socialisti Italiani per diciassette anni, statista di peso, grande attore della Internazionale Socialista.

Dopo 20 anni dalla Sua morte,complice il film "Hammamet" del regista Gianni Amelio e la splendida interpretazione di Pierfrancesco Favino, il dialogo si è riaperto. Il film tratteggia l'uomo e ne da una visione introspettiva fatta di lontananza, malattia, di stupito rapporto verso chi prima convinto amico e poi , nel momento di bisogno ,per opportunità politico-legale, assente. Resta la famiglia, i figli, la moglie che mi è stata indicata quel giorno da un ristoratore locale, mentre passeggiava sulla riviera di Hammamet. Per i Tunisini Craxi e la sua famiglia sono stati sempre, ieri e oggi,considerati gente per bene, benefattori . Sono sicuro che le ancora contrapposte valutazioni di oggi possono essere mezzo per ricominciare a fare considerazioni politiche di primo piano in un Paese dove la Politica di valore latita. Tralasciando i pesanti addebiti legali, le condanne passate in giudicato, la latitanza, ma anche i ripensamenti postumi di un galantuomo come Francesco Borrelli sulla mostruosità del tintinnare delle catene, sulla ribalta di procuratori che aizzano la folla che lancia monetine, credo sia buona cosa ricordare ai politici di oggi il precursore nella qualità di Presidente del Consiglio dei Ministri del quarantaduesimo Governo della Repubblica, dal 4 agosto 1983 all'1 agosto 1986, della modernizzazione del Paese, di una fragorosa affermazione della volontà nazionale anche verso i potenti della Terra, della conquista del quinto posto nella classifica mondiale dei Paesi a vocazione industriale, di una decisa azione infrastrutturale al SUD, unica strada da percorrere per soluzionare ancora oggi l'eterno problema della Questione Meridionale.

Nella valutazione del politico non va omessa la capacità che rende realtà la resurrezione di un partito affondato sotto la soglia tragica del 10% nelle politiche del 1976 capendo che il connubio Democrazia Cristiana, Partito Comunista era rovina per il Partito Socialista del garofano rosso. La dura lotta ideale a sinistra con Enrico Berlinguer nacque da un un concorso di idee e Craxi fece sue e del suo partito quelle di Pierre Joseph Proudhon sulla "assurdità antidiluviana del Comunismo". La opposizione al "Compromesso Storico " fu conseguenza di questo nuovo approccio politico a sinistra, la morte di Aldo Moro il 9 maggio del 1978 la data di definitiva chiusura . Va dato atto tra le altre cose che nel periodo di prigionia dello statista pugliese Craxi fu il solo leader politico, insieme ad Amintore Fanfani e a Marco Pannella, a dichiararsi disponibile ad una "soluzione umanitaria" , alla trattativa mirata alla liberazione di Aldo Moro ,l'ideatore del Compromesso Storico .

Dopo aver letto il Rapporto Eurispes 2020, analisi rigorosa della realtà Italiana, attenzionando le considerazioni sul nostro Sud il pensiero è tornato indietro nel tempo . Mi sono ricordato infatti di una intervista di Bettino Craxi , Presidente del Consiglio , al Mattino di Napoli del 15 agosto 1985 . "I dati che riguardano il Mezzogiorno sono impressionanti; basti pensare che la quasi totalità della disoccupazione è concentrata al Sud e che la povertà investe il 18% della popolazione Meridionale". Craxi sognava il compimento della Unità Nazionale, la integrazione economica nord/sud, la piena utilizzazione del patrimonio di intelligenza, di laboriosità, di spirito di sacrificio racchiuso nelle mani e nel cuore dei Meridionali. Avrebbe voluto cambiare le regole di vita del Paese, partendo dalla Costituzione, rimase solo, ad "abbaiare alla luna" come Lui stesso dichiarò,di fronte ad un Parlamento sordo, confuso nelle idee. La storia ci ricorda dopo quegli anni il "Crollo del Muro di Berlino ", il 9 novembre 1989, la fine del blocco Sovietico e delle regole di tutoraggio di Yalta, la necessaria riconversione del Partito Comunista Italiano per approdare infine alla stagione di Tangentopoli. Una alleanza strana tra Magistratura, media e popolo aizzato distrusse i partiti in Italia, necessaria cinghia di trasmissione tra Popolo e Potere, come ci ha insegnato Antonio Gramsci , soprattutto in momenti di profondo cambiamento: "Il vecchio mondo sta morendo ,quello nuovo tarda a comparire . In questo chiaroscuro nascono i mostri"

La Politica da quella batosta non si è più ripresa ,frammentandosi , senza vere nuove idee come fotografa ancora una volta il Rapporto Eurispes 2020 :frattura tra Sistema e Paese , disagio sociale, qualunquismo, paura che sfocia spesso nell'odio, pessimismo strisciante sopratutto tra le giovani generazioni. Questo brutto stato di cose produce danni agli uomini ed anche alla economia del Paese , di cui mette in discussione la tenuta sociale. Chiediamo a gran voce il ritorno, la ri-fondazione della Politica con nuove radici, con attori portatori di idee nuove ,positive ,aggreganti e non divisive ,attenta a soluzionare una volta per tutte il problema Sud. Eurispes ha certificato che il Sud, descritto piagnucoloso, con il cappello in mano ,considerata la percentuale di popolazione rispetto al Centro- Nord , nel periodo 2000+ 2017 è creditore ,con riferimento ai finanziamenti statali di 840 miliardi di euro . E' ora di finirla con la telenovela del Sud incapace , ci va ridato il dovuto e il ridare conviene a tutto il Sistema Italia .

Cito il Presidente Eurispes Gian Maria Fara : "Ogni ulteriore impoverimento/indebolimento del Sud si ripercuote sull'economia del Nord, il quale vendendo meno al Sud guadagna meno e fa arretrare la propria produzione danneggiando e mandando in crisi la stessa sua economia ". Anche nel ricordo di Bettino Craxi ma con i numeri alla mano del Rapporto Eurispes ,cara Politica , dirada il chiaroscuro Gramsciano , i mostri bussano alla porta del paese.
Nunzio Valentino
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