Guardia di Finanza - Controllo Carburanti
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Le Pillole

Carburanti : Affari importanti tra Mafie e Colletti bianchi 

Avrà miglior sorte l' operazione "Petrol-Mafie S.P.A. " ?

Non è una novità per gli addetti ai lavori che il mercato dei carburanti per autotrazione è condizionato da sporche, elusive ed evasive pratiche, aiutato da riciclaggio di denaro sporco e coadiuvato da "frodi carosello". La dimensione economica di tale mercato convince soggetti esterni ed interni al sistema a malversare, ma, come al solito, i titoloni dei giornali non possono, non debbono fare di tutta l'erba un fascio. Nello stesso mercato opera gente onesta che non evade, non delinque ed io ne conosco tanti, anzi sono felice di non aver mai incrociato i promotori e gli operatori dei passati, degli ultimi, in ordine di tempo, illeciti. Racconterò i fatti senza nomi perchè mi preme raccontare a voi il meccanismo malavitoso, sperando che questa volta, dopo il boato mediatico, qualcuno in galera ci resti per espiare.

L'operazione Petrol-Mafie è stato il frutto del lavoro investigativo di corpi speciali della GDF e dei Carabinieri, coordinati dalle Direzioni Distrettuali Antimafia ed Antiterrorismo di Roma, Napoli, Catanzaro, Reggio Calabria. La conclusione delle indagini ha coinvolto più di 1000 donne e uomini, interessando per dimensione geografica l'intera Italia. Sono stati eseguiti 55 ordini di custodia cautelare, 15 fermi e sono stati sequestrati beni per circa un miliardo di euro. I reati contestati dalle Procure li racconterò come una "storia nera" dove Camorra, Casalesi, Ndrangheta, Mafia Siciliana vanno a braccetto con professionisti, donne e uomini, assimilati dal concetto generico di "Colletti bianchi", dall'Inglese white collars, gente che "non si sporca le mani", classe superiore distante, anche nel delinquere, dalle classi socio-economiche più squalificate. Il tema chiave del racconto ruota intorno alle cosi dette "pompe bianche" .

Una signora della Roma bene eredita dal marito malato una nota ed un tempo importante azienda di stoccaggio e distribuzione di carburanti in grande difficoltà economiche e di liquidità. La Signora cerca ed incontra un faccendiere che la introduce ad una nota famiglia di camorristi, vicina ai Casalesi. La camorra rifinanzia con denaro rinveniente da operazioni malavitose (pizzo, rifiuti, droga , investimenti immobiliari) l'impresa della Signora che rifiorisce con un incremento del fatturato esponenziale nel giro di pochi anni. Gli affari vanno bene non per corrette operazioni di mercato, ma per il parallelo lavoro sporco di 20 parallele aziende, intestate a prestanome, che fanno solo operazioni cartolari sui prodotti (false operazioni e false fattura-zioni). Le movimentazioni vere avvengono in nero frodando le accise e l'IVA, le vendite attirano le pompe bianche che pagano in nero prodotti che acquistano sotto i costi di mercato.

Ci guadagnavano tutti, venditore, acquisitore, mafiosi, ci perdeva solo lo Stato, i cui regolati proventi erano sistematicamente evasi. Ci perdevano gli imprenditori onesti che pur sapendo, pur perdendo quote importanti di mercato, non volevano avere come interlocutore il potere mafioso, che dopo qualche colpo di pistola di avviso di guerra, era riuscito a costruire una pax mafiosa, allungata a tutti gli affari nazionali, dove ognuna famiglia poteva partecipare alla equa spartizione dei frutti del piatto. Questa pace era risultata possibile allargando gli affari ad acquisti da paesi della Europa dell'Est, ad importazioni celate o accompagnate da false dichiarazioni merceologiche dei prodotti trasportati, miscele di carburanti ed olio combustibile, alla meglio gasolio ad uso agricolo, il tutto venduto alle pompe bianche come gasolio di autotrazione.

Gli affari promettenti avevano consigliato accordi con imprenditori stranieri ed un progetto importante di stoccaggio nella zona industriale di Porto Salvo (Vibo Valenza) da servire con boa di attracco al largo e pipe-line sottomarina , di cui le parti proponenti si dicevano sicuri di ottenere le autorizzazioni in tempi brevi. Io spero che la operazione di Polizia Giudiziaria possa segnare una era nuova nel panorama di business carburanti, che interessa aziende importanti del nostro paese. Spero ma ,viste le passate esperienze, non ne sono certo. Ventitre operazioni similari, effettuate con uguale rumore e speranza degli onesti tra il marzo 2015 e ottobre 2018 (90 arresti, tanti indagati, tanti proventi illeciti sequestrati) aspettano un primo dignitoso ingresso in aule giudiziarie. Avrà miglior sorte l' operazione "Petrol-Mafie S.P.A. " ?
Nunzio Valentino
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