Discarica Tufarelle
Discarica Tufarelle
Le Pillole

Altri guai per la nostra amata Canosa

Esclusa dalla bonifica dell’area Tufarelle

Canosa non riesce a trovare pace costruttiva per rendere stabile uno sviluppo culturale e turistico, che pur si vede. Dopo la nuova discarica in zona Tufarelle, il cui destino aspetta il responso del TAR, dopo l'annuncio della programmata con tante ulteriori promesse, ricche di tabelle, del Pronto Soccorso del morituro nostro Ospedale, un altro guaio è calato da Bari sulla città, avvolto da un inspiegabile silenzio . Questi i fatti :
- Il Bollettino Ufficiale della Regione Puglia del 14 settembre 2017 riportava un avviso di determina del Dirigente del Ciclo Rifiuti e bonifiche per la presentazione di domande di finanziamento corredate da progetto e documentazione amministrativa per la bonifica di aree inquinate.
- Canosa ha presentato nei termini temporali fissati, novembre 2017, richiesta per la la bonifica dell'area Tufarelle a fronte della cosi specificata azione 6.2 relativa a progettazione ed esecuzione di piani di caratterizzazione ed elaborazione di analisi di rischio di siti potenzialmente inquinati ovvero alla esecuzione di indagini integrative di caratterizzazione al fine di aggiornare le conoscenze sullo stato di potenziale contaminazione ed elaborazione di analisi di rischio .
- Il Bollettino Ufficiale della Regione Puglia del 12 aprile 2018 ha riportato la determina del Dirigente del Ciclo Rifiuti e delle Bonifiche che ufficializza la esclusione insieme ad altri Comuni del progetto del Comune di Canosa, a cui è concesso entro il 1 maggio 2018 di presentare documentazione suppletiva per rimuovere le irregolarità riscontrate e più in generale le eccezioni segnalate .
- La istanza del Comune di Canosa è stata rigettata perchè pur proponendosi per la azione 6.2 a rischio e va dichiarato il superamento di alcuni inquinanti, pur non avendo fatto la relativa analisi di rischio. La Regione ha ricordato al Comune il principio, che è legge dello Stato Italiano del chi inquina paga; nei nostri documenti in istanza non risultano atti di richiesta a coloro o colui che l'inquinamento dichiarato ha provocato. In conseguenza la Regione ha fatto atto di censura al Comune ed ai Suoi Amministratori invitando a correggere gli atti o in alternativa a mettere in campo azioni atte a risolvere il problema operando in mancanza di risorse pubbliche .
Il riassunto di questa ulteriore triste storia è che non abbiamo solo perso un finanziamento molto importante sulla strada della ricerca di una verità provata scientificamente sull'inquinamento dell'area Tufarelle, ma potrebbero domani fioccare denunce a valenza penale per omissione colposa di atti pubblici dovuti e con questa situazione pagherebbero un prezzo salato i nostri prodotti agricoli di zone le verdure, le pesche, le percoche. E' inoltre prevedibile una battuta di arresto del turismo a vocazione non solo culturale ma anche eno- gastronomico.
Concludo con un accorato appello al Sindaco, alla Giunta, ai Consiglieri Comunali di maggioranza e di opposizione, alla mia Gente di Canosa : fate fronte comune, non serve allo stato dei fatti la conta delle colpe sugli atti eseguiti o no, la ricerca di eventuali colpevoli. Mi raccomando: sarebbe assurdo lavarsi le mani con Ordinanze Sindacali che, dichiarando la calamità ambientale, mirino a terziarizzare le decisioni scaricandole alla responsabilità di una specifica Conferenza dei Servizi. Si recupererebbe tempo, ma il guaio cadrebbe per intero, ulteriormente, ufficialmente certificato, su turismo ed agricoltura. Perchè non facciamo ragionamenti mirati a far pagare coloro che hanno determinato il superamento in falda delle soglie di contaminazione, determinando sfioramenti superiori a cinque volte il limite di Legge?
Nunzio Valentino
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