Sacra Spina a Canosa
Sacra Spina a Canosa
Stilus Magistri

La Sacra Spina:Verità misterica del Venerdì Santo  

A Canosa, è esposta nella Chiesa Santi Francesco e Biagio

In preghiera, nella mattinata di ieri. è stata accolta l'insigne reliquia della Sacra Spina e posizionata presso il simulacro della Vergine Desolata nella Chiesa dei Santi Francesco e Biagio di Canosa di Puglia. La Sacra Spina, venerata nella Cattedrale di Andria, giunse dalla terra Santa con i Crociati in Francia nel 1200 e fu custodita dai d'Angiò, finchè Beatrice d'Angiò, sposa del Duca di Andria dei del Balzo, la donò al Capitolo della Cattedrale di Andria nella primavera del 1308. La Sacra Spina manifesta il suo prodigio di arrossamento delle macchie di sangue, di infiorescenze che sbocciano sulla spina e sulla punta, di altri fenomeni inspiegabili scientificamente, che si sono verificati il 25 marzo del 1910, il 25 marzo del 1932, il 25 marzo del 2005. In questa calendarizzazione, il 25 Marzo, giorno dell'Annunciazione coincide con il Venerdì Santo e la Divina Misericordia manifesta il prodigio nel giorno del concepimento di Gesù e della sua Crocifissione, nel primo ed ultimo giorno di sangue del Signore, che si fa carne (et Verbum caro factum est) e che viene Crocifisso per la Redenzione dell'umanità.

La Sacra Spina non è solo Archeologia Sacra della Terra Santa ma soprattutto è verità misterica che si manifesta nel prodigio che congiunge l'Annunciazione con la Passione e Morte di Gesù. La stessa verità misterica la ritroviamo nella Beta Vergine di Loreto, quest'anno Pellegrina a Canosa nella Cattedrale di San Sabino. Nello studio della Dalmatica, veste di grazie e di luce della Madonna di Loreto, da secoli remoti, come abbiamo appreso dall'Archivio Storco del Santuario di Loreto, una devozione riservata rimuove la Dalmatica ponendo un Velo nero nel Venerdì Santo, da cui ri conservano lembi come reliquie per contatto, di cui abbiamo riscoperto una pregevole del 1889 nella Chiesa di Gesù e Maria.

La Sacra Spina della Cattedrale di Andria, cui abbiamo donato la riproduzione del TITULUS CRUCIS su tavoletta di legno benedetto, come anche nella Chiesa del Carmine di Canosa, non è tanto una spina, ma un vero e proprio aculero di cm. 7 che ha trafitto il capo di Gesù. Dalla Sindone emergono ben 80 trafitture del capo di Gesù su cui fu posto e conficcato un casco di spine, un "pileus" (elmo dei soldati romani), che ha provocato dolori indicibili. Quel sangue della Sacra Spina ha intriso non solo il capo e la fronte del Signore in un rivolo a forma di 3, ma anche il grembo della Madre Addolorata del Venerdì Santo. L'umanità è trafitta nel dolore e nelle fede da tante spine conficcate nella fragilità delle membra umane e in questo tempo travagliato nelle spine del coronavirus.

Nel 2005 nel prodigio un docente agnostico riferì a Mons. Giuseppe Ruotolo: "non ho parole!" In fondo noi tutti non abbiamo parole, perché è la Parola del Signore, che fa memoria storica e vita di fede della Passione d Cristo, anche nella sua crudeltà: "e i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo" (Giovanni, cap. 19, v. 2). Forse anche noi credenti e non credenti non abbiamo parole, ma "compassione" del dolore del Signore e fede senza parole, perché la Verità del Vangelo ci rende beati senza commento, senza parole, ma affidandoci nel cuore muto , che Dio Padre legge nel silenzio.Signore mio e Dio mio!
Maestro Peppino Di Nunno
Foto a cura di Savino Mazzarella e Luigi Barbarossa
La Sacra Spina a Canosa di Puglia Parrocchia SS Francesco e Biagio-2021La Sacra Spina a Canosa di Puglia Parrocchia SS Francesco e Biagio-2021La Sacra Spina a Canosa di Puglia Parrocchia SS Francesco e Biagio-2021La Sacra Spina a Canosa di Puglia Parrocchia SS Francesco e Biagio-2021La Sacra Spina a Canosa di Puglia Parrocchia SS Francesco e Biagio-2021La Sacra Spina a Canosa di Puglia Parrocchia SS Francesco e Biagio-2021La Sacra Spina a Canosa di Puglia Parrocchia SS Francesco e Biagio-2021La Sacra Spina a Canosa di Puglia Parrocchia SS Francesco e Biagio-2021
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