San Michele
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Stilus Magistri

Festa di S. Michele Arcangelo

Ritrovato il Colle Sant’Angelo di Canosa

Nella Festa degli Arcangeli del 29 Settembre 2020 la memoria approda al culto degli Arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele radicati nella cultura giudaico-cristiana e laica, nell'arte sacra, nella storia, nella devozione e nelle tradizioni popolari. Il nostro territorio, la nostra città, legate al Gargano e a Monte Sant'Angelo si colloca in questo contesto, già dai tempi del Vescovo Sabino che pellegrino visitò nel VI secolo la grotta sacra dell'Arcangelo. Nella prima metà del '900 i nostri padri, come mi raccontava la buonanima di mia madre Rosetta nei ricordi dei suoi dodici anni nel 1937, si recavano in pellegrinaggio col carretto contadino sul Gargano a Monte Sant'Angelo in un tempo di cinque giorni. Anche noi ritorniamo pellegrini e ci soffermiamo all'ingresso del Santuario posando la lettura sulla lapide con l'iscrizione che mi ha trasmesso il giovane amico del Condominio Pierluigi Di Noia.
TERRIBILIS EST LOCVS ISTE
HIC DOMVS DEI EST
ET PORTA COELI

Letteralmente il testo si traduce in
"Questo è un luogo terribile. Qui è la casa di Dio e la porta del cielo".
Il termine "terribile" è un ammonimento al rispetto del luogo sacro e incute il timore di Dio. Il testo presente anche in alcuni antichi edifici sacri d'Italia e di Francia è tratto dalla Sacre Scritture dell'Antico Testamento e lo ritroviamo nella Vulgata in latino, nel Libro della Genesi, cap. 28, v. 17.
" Quam terribilis est, inquit, locus iste! Non est hic aliud nisi domus Dei et porta caeli"
«Quanto è terribile questo luogo! Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo»
Il testo si riferisce a Giacobbe che dopo una visione in sogno fa erigere una stele nella città chiamata Bet-El, Casa di Dio.

Il Colle Sant'Angelo di Canosa
Nello studio di nuove ricerche storiche dei Sette Colli di Canosa, dal testo in latino del '700 del Prevosto Tortora, e l'annotazione dell'Abata Damadeno, abbiamo riscoperto dall'oblio i due colli storici di Canosa, il colle dei Quaranta Martiri e il colle S. Angelo che dalla Via Santa Lucia porta al sito archeologico di San Leucio, sconosciuto nella fine dell'800. Sul Colle era eretta la Rocca, l'Arx dedicata all'Arcangelo Michele, la "famigerata S. Angeli Arx" distrutta dai Longobardi nell'invasione dell'Italia Bizantina nel 588. d. C. Lo attesta e lo ricorda anche il Prof. Giuseppe Morea nel convegno del 22 aprile 1969 nell'Aula Magna del Circolo Didattico "Santa Lucia" : "Oltre al Castello acropoli diomedea sul Colle detto dei Santi Quaranta Martiri, un'altra fortezza, detta dei Santi Angeli, era situato sul colle detto di Sant'Angelo"; "sulla collina di Santa Lucia, dove si trovava l'altra fortezza, detta dei Ss. Angeli, distrutta dai Longobardi nel 588 d. C.".

Io come maestro nella Scuola Santa Lucia, non c'ero ed ero anch'io ignaro di questa storia caduta nell'oblio, ma viene attestata ancora oggi dalla strada ai piedi del Colle in via Santa Lucia, come prima traversa a destra salendo, intitolata VIA S. ANGELO. Il toponimo compare già nell'Archivio storico della toponomastica di fine '800 con una lapide in terracotta purtroppo scomparsa nelle nuove costruzioni o occultata da rifacimenti di facciata di Palazzi, come avvenuto in altre vie antiche, che vanno preservate nelle lapidi in terracotta. Quaranta anni fa raccoglievo la voce sapiente in dialetto dei contadini che si recavano in quei campi dicendo: "scème séuse a sand'àngele", "andiamo (dal verbo latino eximus) sopra a sant'Angelo".

Abbiamo consegnato la scheda storica dei Sette Colli con il Presidente ANCRI BAT Canusium, Cav. Cosimo Sciannamea, al Sindaco Roberto Morra nel 2019, nell'accoglienza della sensibilità culturale condivisa dal Sindaco, che ha espresso la disponibilità a collocare le tabelle dei toponimi all'inizio dei due colli storici del paese dei Sette Colli. Attendiamo con fiducia il recupero dell'oblio dalla metà del '900 e l'apposizione della lapide di Vico S. Angelo.

Porgiamo gli auguri al Colle Sant'Angelo di Canosa, ai Michele al maschile e al femminile e ai Reverendi Parroci della Chiesa locale, Don Michele Malcangio, Don Michele Cognetti, Don Michele Pace a a quanti si chiamano Gabriele o Gabriella, Raffaele o Raffaella. Ieri sera dalle finestre di Canosa si ammirava la cresta del Gargano con le luci di Monte S. Angelo, affacciandoci dal Colle S. Angelo di Canosa di Puglia.
Ob amorem patriae
maestro Peppino Di Nunno
Monte S.Angelo (FG)TERRIBILIS  EST  LOCVS  ISTE HIC  DOMVS  DEI  EST ET  PORTA  COELISette Colli al Museo di CanosaSan Michele - Minervino Murge
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