Canusium
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Storia e dintorni

Un ciottolo al Nuovo Museo Archeologico Nazionale

Pietra di fondazione nella Scuola Mazzini

Con il convegno in video-conferenza promosso ed organizzato da CanoSIamo, l'associazione dei canosini di Roma, presieduta da Salvatore Paulicelli , vogliamo porgere un omaggio alla vetrina progettuale del Nuovo Museo Archeologico Nazionale presso la Scuola "Giuseppe Mazzini" di Canosa di Puglia. Ascoltammo e accogliemmo questa prospettiva sognata dal '900 presso il Teatro Comunale "R. Lembo" dalle parole del Sindaco Roberto Morra e ora la ritroviamo in continuità nel progetto curato dalla Istituzioni e dalle Associazioni ed in particolare dall'Amministrazione Comunale. La convivenza con la Scuola, come abbiamo sostenuto dagli anni '80, promuove il Museo non come "contenitore", ma come "agenzia di cultura", nelle parole del compianto e illuminato Ispettore Lavermicocca, congiuntamente ad un'altra Agenzia di Cultura quale è la Scuola.

Ed è la Scuola Primaria a costituire fondamento di formazione in un territorio acciottolato di civiltà, come abbiamo operato, con altri Docenti, a visitare i siti archeologici già dagli anni '80. Alcuni incipientemente non hanno creduto agli studi archeologici dei bambini, ma riporto alla memoria quei bambini di Classe 4 che visitando gli Ipogei Lagrasta, denominarono spontaneamente il sito come "Ipogei Medella", come in fondo ho riscoperto nella toponomastica del «Vico Medella Dasme», poi soppiantato antistoricamente dal Cadorna della Guerra Mondiale. Apprezzo culturalmente la presenza nel Convegno della Fondazione Archeologica, nella persona stimata del Presidente Dott. Sergio Fontana sulle orme del precedente Dott. Sabino Silvestri. Alla nuova sede dell FAC ho donato la pagina di storia di "Canusium fuit et quod fuerit" del Damadeno. Apprezzo la presenza della Associazione PRO LOCO, nella persona del Presidente Elia Marro, evocando la memoria personale che consegno alle nuove generazioni, quando Presidente della Pro Loco nel 1988, cultore del Patrimonio Archeologico di Canosa, mi presentai a valorizzare la scoperta dell'Ipogeo di Vico San Martino, proprio sul viale che scende dalla Scuola Mazzini. Fummo rigettati nonostante la presenza del giornalista Andrea Cimmino di RAI TRE, e accompagnati poi nel diritto, riprendemmo l'Ipogeo con l'emozione di vedere con gli occhi i reperti del IV sec. a. C..

Erano altri tempi, immaturi, mentre oggi, ci accostiamo a questa nuova vetrina museale, polo di riferimento culturale e socio-economico non solo cittadino, ma del territorio. Eravamo presenti e partecipi con gli studi documentati a Roma nel 1985, accolti in delegazione dal Ministro dei Beni Culturali, Nino Gullotti, dopo la Sua visita a Canosa in Cattedrale col Sindaco Raffaele Rizzi, a promuovere il riconoscimento della Cattedrale di San Sabino, quale Museo Nazionale, che oggi in merito di Mons. Felice Bacco, ha avuto attuazione anche nel Museo dei Vescovi. Ho scritto per la prima volta l'Archeologia Letteraria nel Libro di Dialettologia del 2015, riscoprendo i ciottoli del fiume Ofanto, "u vrìcce de l'Offete", che hanno acciottolato e lastricato le vie dell'Eneolitico in contrada La Palata, da noi promosse tra resistenze e negligenze dalla Preistoria del 3.500 avanti Cristo. Ritroviamo i ciottoli sulle via Traiana, conficcati di taglio a spina di pesce; ritroviamo i ciottoli sul Regio Tratturo del Ponte Romano, dove posiamo ancora oggi i piedi; ritroviamo le strade acciottolate nel Borgo Antico del Castello e suggellate ancora oggi in via Ospedale Vecchio; ritroviamo i grossi ciottoli, i sassi con cui era "imbrecciata" la Via della Stazione nei ricordi del nonno Luigi Matarrese, quando prima dell'alba ascoltava il rumore di carretti contadini che partivano al lavoro per i campi. Sono "li pìsceke", derivati dal Latino "pisculum", noti anche ad Ascoli Satriano e che recuperava l'amico della Fondazione Franco D'Ambra.

Me ne parlava i dialetto mia nonna Rosa Catalano, quando evocava uno stato psicologico di abbattimento, somatizzando un peso sul petto: "me sénde nu pìsceke 'm bìtte". In verità, cara nonna della Spagnola del 1918, in questa primavera 2020 sentiamo tutti questo sasso sul petto oppresso, in attesa delle rinascita mondiale della sanità. Ma "u pìsceke" di Corso Garibaldi, dinanzi all'Aiuola San PIO X, è una pietra di fondazione per il Nuovo Museo Archeologico di Canosa. Lo offro materialmente al Sindaco, al Comune, alla Fondazione, alla Pro Loco, alla Soprintendenza, alla Scuola Mazzini, da me riscoperta nella Fondazione della posa della Prima Pietra nel 1924. Una nuova a antica pietra si pone a fondazione del Museo, con gli auguri per tutti i Canosini, anche trapiantati in altre terre, a Roma , a Torino, a Milano, nel Veneto. Auguri Canosa! Siamo uomini della pietra e su questa pietra scriviamo una nuova pagina di storia e di progresso materiale, culturale, spirituale per Canosa di Puglia.
Ob amorem patriae
Maestro Peppino Di Nunno
  • Dialetto
  • Museo Archeologico Nazionale Canosa
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