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Storia e dintorni

I Partigiani del nuovo millennio

Rendiamo unico e di tutti il 25 Aprile!

Quello che stiamo vivendo è un momento storico senza eguali: lo è per la mia generazione ma anche per quella precedente perché sembravano lontani, tanto lontani, i tempi dell'epidemia della spagnola o sembrava lontano, troppo lontano, il pericolo di una epidemia quando ascoltammo per la prima volta attraverso i telegiornali la presenza di un virus presente dall'altra parte del mondo. Sembrava lontano tutto ciò ed invece è qui, tra noi, ed è entrato con prepotenza nel nostro quotidiano non lasciandoci il tempo di abituarci all'idea di obbedienza e di lotta. Obbedienza e lotta, due cose così vicine e così lontane tra loro che difficilmente avremmo mai potuto pensare potessero trasformarsi nel nostro presente e nel nostro imperativo categorico. Sembravano lontani, dicevo, i tempi della "spagnola" e sembravano lontani anche i giorni fausti di fine aprile del 1945 quando i partigiani e le forze alleate sconfissero la coalizione nazifascista in Italia. Giorni di giubilo per l'intera nazione che potè, finalmente, riprendere la conduzione della propria vita senza i fantasmi dei bombardamenti, delle rappresaglie, della fame e della restrizione delle libertà di azione.

Una serie di circostanze temporali, una serie di vicissitudini politiche, hanno fatto si che negli ultimi decenni si perdesse pian piano il significato storico, etico e morale del 25 Aprile, quel sentimento di unità nazionale in ricordo di migliaia di combattenti, militari e civili, periti al servizio della Patria ed in ricordo di migliaia di vittime inermi ed innocenti. Così lontana e pur così vicina, verrebbe da dire, pensando al ruolo dei partigiani che, imbracciando un fucile e trovando riparo tra i monti, combatterono contro il nemico che ben conoscevano ed i medici, gli infermieri, i volontari della protezione civile che, con spirito di abnegazione, combattono un nemico, ahimè, invisibile.

Forse una similitudine forzata, oppure no se si pensa che in entrambi i casi c'è una guerra di mezzo. Sembravano lontani i tempi di una guerra e invece è quella che stiamo subendo ed i nostri soldati sono i medici, infermieri e oss che combattono in prima linea per salvare vite umane e contrastare la diffusione del virus. Così come durante la seconda guerra mondiale anche oggi abbiamo un esercito civile composto da uomini e donne, ragazzi e ragazze, che, quotidianamente, è in trincea al fianco degli operatori sanitari e affronta il quotidiano con professionalità, competenza basandosi sulle proprie forze: i volontari delle associazioni di protezione civile. I partigiani di questa assurda guerra.

Ed è per questo che oggi, 25 aprile, anniversario della liberazione d'Italia, dobbiamo stringerci ancor di più attorno al tricolore e ricordare, ora più che mai, il presente ed essere grati al passato È per questo che oggi, più che mai, dobbiamo lottare perché "non passi lo straniero". Oggi, 25 aprile 2020, prima festa nazionale in tempo di epidemia, festeggiamo la liberazione avvenuta 75 anni fa ma soprattutto ricordiamo, sosteniamo e viviamo il presente al fianco di chi lotta per noi.Oggi rendiamo unico e di tutti il 25 aprile!
Marco Tullio Milanese
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