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Esclusiva su Canosaweb: Canosa al Quirinale

Vasi canosini esposti alla mostra “NOSTOI – Capolavori Ritrovati” di Francesco Morra

CANOSA AL QUIRINALE
Vasi canosini esposti alla mostra "NOSTOI – Capolavori Ritrovati" di Francesco Morra

Una Loutrophoros apula al centro della stanza affiancata da due enormi vasi, anch'essi apuli: figure rosse su sfondo nero di guerrieri, armi, dei dell'antica Grecia, riti funerari: Achille e Fenice, Ade e Persofone, Orfeo e Dioniso, Pelope e Ippodamia. Quei vasi così particolari e pur tuttavia così familiari, già visti, come se facessero parte, da sempre, del vissuto di ogni canosino. Avvicinarsi alle targhette per leggere nomi già sentiti: il Pittore del Vaso di Dario, il Pittore del Sakkos Bianco. E una corsa al catalogo della mostra, per sfogliarlo avidamente e leggervi la conferma delle proprie sensazioni: "il Pittore del Sakkos Bianco, attivo probabilmente a Canosa. […] Questo cratere in coppia con il precedente faceva parte del corredo di un'unica tomba, probabilmente canosina".

Ci sono dunque dei vasi di Canosa all'interno dell'eccezionale mostra che si tiene al Palazzo del Quirinale, a Roma, aperta sino al 2 marzo prossimo: NOSTOI – Capolavori ritrovati. Nostoi, Il Ritorno: così erano denominati i poemi greci del ciclo epico che descrivevano il ritorno dei greci in patria dopo la distruzione di Troia. Nostoi: il ritorno in Italia di 68 pezzi di eccezionale valore artistico-archeologico, vittime di scavi clandestini e trafugati illegalmente all'estero, rientrati nel nostro Paese a seguito degli accordi raggiunti dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali - guidato dal Ministro Rutelli - con importanti musei americani: il Vaso di Eufronio, la statua di Vibia Sabina, la Lex Sacra di Selinunte su lamina di piombo, solo per citare alcuni dei pezzi più famosi che sono ritornati.

I vasi di Canosa sono collocati all'interno della stanza dedicata alla Magna Grecia e Sicilia: sono certamente canosini il cratere apulo a figure rosse con scena d'oltretomba raffigurante Ade e Persefone, ed il cratere raffigurante una scena dell'Iliade: la richiesta di Fenice - re di Pilo – all'irato Achille di tornare a combattere per i Greci, entrambi del Pittore del Sakkos Bianco. Ed è certamente di Canosa anche la Loutrophoros raffigurante la partenza di Ippodamia, giovane sposa di Pelope, su una quadriga trainata da quattro cavalli bianchi, anch'esso del Pittore del Sakkos Bianco.
Probabilmente trafugati illegalmente da tombe canosine sono anche i vasi del Pittore di Dario. Tutti questi vasi erano finiti al Museum of Fine Arts di Boston, al Paul Getty Museum di Malibu, al Metropolitan Museum of Art di New York.

Vasi di una straordinaria bellezza che raccontano di come la mitologia greca fosse parte integrante della nostra Kanusion. E per questo appare ancora più stridente la profanazione del patrimonio archeologico della nostra città: vasi rubati da scavi clandestini, da tombe spogliate e derubate, da tombe distrutte e sfregiate; la storia millenaria di una città lasciata, per troppo tempo, colpevolmente, in mano ai nuovi barbari: i tombaroli-saccheggiatori. La Storia di Canosa dispersa in mille rivoli ed in mille pezzi in ogni parte del mondo.

Ma che cosa potessero raccontare gli Ipogei di Canosa – e perciò cosa è andato irrimediabilmente perduto - ci è testimoniato anche da uno straordinario reperto trafugato illegalmente da una tomba di Ascoli Satriano: un trapezophoros, il sostegno di una mensa in marmo colorato con due grifi che sbranano una cerva. È scritto nel catalogo che "come unico elemento di confronto si ricorda che in uno degli ipogei monumentali di Canosa, il Lagrasta I, fu rinvenuta una grande tavola di marmo con cornice".

Agli archeologi il compito di dirci di più sui nostri vasi; ma il canosino che passi da Roma non perda l'occasione di fare un salto al Quirinale; vale la pena di riassaporare, guardando quei vasi, la Leggenda ed i Miti della nostra millenaria Città.

ORARI DI VISITA DELLA MOSTRA: La mostra è aperta al pubblico, con ingresso gratuito e senza bisogno di prenotazione, nei giorni feriali da martedì a sabato dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.30 alle ore 18.30. L'orario di apertura domenicale è dalle ore 8.30 alle ore 12.00 in concomitanza con l'apertura al pubblico delle sale di rappresentanza. La domenica è previsto il pagamento del biglietto d'ingresso di €. 5,00; l'accesso è gratuito per chi non abbia compiuto il 18° o abbia superato il 65° anno di età.

Copyright Canosaweb
Francesco Morra

Link: video di presentazione ufficiale della mostra (7 minuti) con da Corrado Augias:
http://www.beniculturali.it/video/Nostoi.asp
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