Ciliege la bella di maggio
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Territorio

Le importazioni di ciliegie dall’estero stanno tra l’altro inquinando il mercato

La guerra delle ciliegie arriva in Regione

La guerra delle ciliegie arriva in Regione, con l'impegno nell'immediato a ridefinire rapporti di trasparenza e costi con la GDO, riconoscere i prezzi agli agricoltori che non vadano al di sotto dei costi di produzione elaborati da ISMEA, programmazione e aggregazione di prodotto per le campagne future e promozione sui mercati nazionali ed esteri. E' l'esito della riunione convocata dall'Assessore regionale all'Agricoltura Donato Pentassuglia, su richiesta di Coldiretti Puglia, per far fronte comune contro le speculazioni e il deprezzamento sui mercati delle ciliegie pugliesi che in campagna costano meno di un caffè, tanto che gli agricoltori preferiscono non raccoglierle.
"Le importazioni di ciliegie dall'estero da Spagna, Grecia e Turchia stanno tra l'altro inquinando il mercato immettendo prodotto estero senza indicazione chiara dell'origine e della provenienza. E' urgente mettere in campo controlli serrati per assicurare la possibilità ai consumatori di acquistare prodotto locale che, non essendo soggetto a lunghi tempi di trasporto, garantisce freschezza e genuinità uniche, soprattutto alla luce degli sforzi che gli imprenditori locali hanno compiuto per garantire un prodotto di alta qualità", denuncia Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia.
Con le pratiche sleali si aggravano le distorsioni dal campo alla tavola, visto che per ogni euro di spesa in prodotti agroalimentari freschi – aggiunge Coldiretti Puglia - come frutta e verdura solo 22 centesimi arrivano al produttore agricolo ma il valore scende addirittura a 2 centesimi nel caso di quelli trasformati dal pane ai salumi fino ai formaggi. La crisi causata dal Covid rischia di peggiorare la situazione, con ripercussioni sugli anelli più deboli della catena alimentare, gli agricoltori e i consumatori.
"Servono al contempo nuovi mercati per l'ortofrutta pugliese e maggiori tutele per i produttori – ha insistito il direttore Piccioni - circa il prezzo di vendita dei prodotti che possa tutelarli e consentirgli la copertura dei costi di coltivazione, gestione e raccolta dei prodotti così da poter distribuire maggiori ricchezze anche ai lavoratori".
L'ortofrutta pugliese va messa al centro del Patto per l'Export, perché le esportazioni in Germania, Regno Unito e Russia hanno registrato un calo del 21% nel 2020 rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, come effetto della Brexit e dell'embargo russo, trend negativo già registrato nel 2019 che si è aggravato a causa del Covid.
Per sostenere le esportazioni, la crescita e le nuove opportunità di lavoro – aggiunge Coldiretti Puglia - occorre investire sulla competitività del Made in Italy a partire dall'apertura a nuovi mercati esteri e dal superamento delle grandi difficoltà create dall'embargo russo, attraverso l'avvio e la promozione di un progetto "Ortofrutta italiana" attraverso il quale vengano sponsorizzati i prodotti a marchio Italia sui mercati europei e non, così come sta facendo la Spagna e la Francia.
Particolarmente importante l'aspetto occupazionale, con migliaia d i nuclei familiari della provincia di Bari, cui la produzione delle ciliegie offre una consistente fonte di reddito, aggiunge Coldiretti Puglia. Il fabbisogno di lavoro per ettaro di ciliegeto specializzato è pari a circa 600 ore, l'85 percento delle quali assorbite nelle operazioni di raccolta e considerando la produzione provinciale media di ciliegie e la produttività media del lavoro di raccolta, pari a 10 - 15 Kg/h/operaio, l fabbisogno annuo di manodopera – aggiunge Coldiretti Puglia - raggiunge 2,1 milioni di ore lavorative, tutte raccolte nell'arco temporale di due mesi circa.
La produzione regionale pugliese risulta concentrata nella provincia di Bari che da sola rappresenta il 96,4% della produzione totale regionale, riferisce Coldiretti Puglia. Con le sue 47 mila tonnellate la provincia di Bari è la prima provincia italiana per produzione di ciliegie raccogliendo il 34% della produzione nazionale e la produzione di ciliegie in Puglia è pari al 39,8% del totale nazionale. La graduatoria dei prodotti agricoli pugliesi nel contesto nazionale – afferma Coldiretti Puglia - vede al primo posto anche le ciliegie con una superficie di quasi 20.000 ettari, di cui oltre 17.000 della sola provincia di Bari, la quale copre più dell'85% della superficie investita. Evidente la perdita di reddito e liquidità – conclude Coldiretti Puglia – causata dal maltempo in quella che è certamente un'altra annata da dimenticare per la produzione di ciliegie in Puglia.
  • Coldiretti Puglia
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