La Salvia
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Vita di città

Il Centro per l’Impiego Provinciale trasferito in locali comunali

La nuova sede è congrua, centrale, decorosa ed economica,oltre che certificata

"In un momento storico in cui gli sconvolgimenti sociali fanno tremare i polsi, in cui chiudono gli ospedali, i precari della scuola rischiano di non lavorare più se non si piegano a trasferimenti scomodi, il divario tra poveri e ricchi accresce le tensioni della comunità, c'è chi non ha bisogno di difendere il proprio posto di lavoro ma pretende di sindacare sull'edificio da "occupare", anche se questo ha un costo extra per le tasche dei cittadini". Con queste parole il sindaco Ernesto La Salvia replica alla petizione sottoscritta da 368 persone, che chiedono al primo cittadino di non spostare la sede del Centro per l'Impiego da via Venezia a via Bovio. Sicurezza e logistica sono i disagi sollevati per la nuova sede. Un trasferimento, tuttavia, che farebbe risparmiare alle casse comunali 22mila euro annui, dato che i nuovi uffici sono di proprietà dell'Ente di Palazzo San Francesco."Il Centro per l'impiego - sottolinea La Salvia - è una struttura di competenza provinciale ospitata nel Comune di Canosa, il cui scopo è quello di orientare quanti fossero in cerca di lavoro, promuovendo una formazione mirata alle esigenze del territorio".

"Siamo avviliti che si debba ritornare sull'ovvio – prosegue il primo cittadino - e ci dispiace molto che vengano strumentalizzati 'i bisogni dei giovani che devono essere aiutati', per difendere una 'casta': quella di chi ha un posto di lavoro, a casa propria, con certezza di stipendio, e tanto di garanzie dallo Stato. Una delle prime azioni dell'Amministrazione comunale è stata quella di razionalizzare la spesa dell'Ente: abbiamo ridotto ogni costo possibile, mettendoci sempre la faccia, e correndo il rischio che la mancanza di feste e festicciole pagate dal Comune passasse per 'immobilismo' amministrativo. Ma veniamo al dunque. Questa collettività per mantenere il Centro per l'Impiego spendeva annualmente circa 22mila euro di affitto; il trasferimento dei pochi bambini che frequentavano l'asilo di via Bovio, ha permesso la liberazione dei due piani di cui è composto lo stabile. Quello superiore è stato adibito a sede per le Politiche sociali. Mentre il piano inferiore, utilizzato dalla scuola per attività ricreative e come refettorio, riscaldato ed illuminato a spese del Comune, dopo essere stato ristrutturato nei servizi igienici, intonacato e ridipinto, è stato indicato come sede per il 'Centro per l'Impiego'. Abbiamo disdetto già più di un anno fa il contratto di locazione, ritenendo idonea la sede che è stata dotata anche di monta scale per l'abbattimento delle barriere architettoniche. Ciononostante abbiamo la presunzione di ritenere che una serie di ostracismi abbiano nei fatti impedito la rapida chiusura della vicenda attraverso la legittima sindacalizzazione e richiesta di assoluto adeguamento a norme, regolamenti ed autorizzazioni. Paradossalmente, ma è giusto che sia così, quello che andava bene per i bambini, ha dovuto essere certificato 'a norma' per andar bene anche per gli adulti. Ma anche questo è stato fatto. Si è detto che i locali di via Bovio fossero uno scantinato, insalubre, e che non era a norma. Oggi i tecnici, anche quelli provinciali, certificano con la Asl, che l'ufficio di via Bovio è salubre, luminoso, con adeguato ricambio d'aria, sul piano di calpestio e con abbattimento delle barriere architettoniche.Ma come se non bastasse siamo stati oggetto di una raccolta di firme di poco più 350 utenti 'istituzionali', che ritengono esserci più parcheggi a via Venezia di quanti non ve ne siano in via Bovio, che hanno paura dei furti possibili nella sede indicata e che credono che gli operatori possano non avere spazi sufficienti (!). A tal fine, chiedono di continuare a pagare il fitto o a trasferirsi in altra sede idonea (come quella in cui sono oggi). Che però non fa parte del patrimonio del Comune. Quindi con un altro affitto da pagare. Speriamo che il solleone di questi giorni chiarisca loro che i sacrifici, ammesso che debbano essere fatti, non tocchino sempre chi di sacrificio oramai vive e si rivolge agli uffici pubblici per avere aiuto.La 'certezza', sul luogo di lavoro come sulla propria professionalità, non è messa in dubbio se si cambia la sede; ci è stato pure detto 'ce ne andiamo a San Ferdinando': peccato che nella cittadina indicata non ci sia a disposizione che un ufficio di 20mq, già occupato da due dipendenti!"

"La nostra risposta è chiara – conclude il sindaco -. La nuova sede è congrua, centrale, decorosa ed economica. Oltre che certificata. Se poi si vuol far posto ai disoccupati, lasciando il proprio posto di lavoro, si è sempre liberi di farlo".

Ufficio Stampa Comune di Canosa
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