Palazzo di Città
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Vita di città

I problemi del mondo agricolo

Incontro a Palazzo di Città

Tutti i problemi che stanno vivendo gli agricoltori del territorio sono stati accolti dall'Amministrazione comunale e sviscerati nel corso di un incontro che si è tenuto ieri, 16 settembre, nell'aula consiliare del Comune di Canosa. Hanno preso parte i piccoli imprenditori agricoli impegnati nella vendemmia ed oggetto dei necessari controlli degli organi competenti, alla luce dei recenti fatti di cronaca, mentre nelle piazze pugliesi i sindacati organizzano manifestazioni contro il caporalato e lo sfruttamento dei lavoratori. Ad accogliere il grido di dolore degli agricoltori, vessati dalle tasse, dal basso costo dei prodotti coltivati e da sanzioni onerose, dovute spesso al fatto che a lavorare nei campi sono figli e parenti non regolarizzati, c'erano il sindaco di Canosa, Ernesto La Salvia, l'assessore all'Agricoltura, Leonardo Piscitelli, che a loro volta avevano convocato anche i rappresentanti delle associazioni di categoria, tra cui Felice Ardito, presidente provinciale della Cia (Confederazione italiana agricoltori), Marino Pilati, direttore della federazione Coldiretti di Bari, ed anche alcuni degli "addetti al controllo", tra cui Giuseppe Romanazzi, direttore territoriale del servizio di Ispettorato del Lavoro, Giulio Cristiani, direttore provinciale dell'Inps, ed Ignazio Di Mauro, direttore del Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (Spesal) della Asl Bt. Presenti pure il consigliere regionale di Canosa, Francesco Ventola, e, a dimostrazione della diffusa percezione della problematica, anche il sindaco di Minervino, Rino Superbo, con una rappresentanza dei lavoratori di quel comune. "Non possono pensare a noi come fossimo Marchionne" è una delle espressioni più esaustive della percezione di pressione ed attenzione nei confronti dei lavoratori agricoli, emersa nel corso dell'incontro. "Noi abbiamo paura di voi", invece è un'altra asserzione rivolta in maniera concitata da un agricoltore ai rappresentanti dell'Ispettorato del lavoro; un agricoltore che diceva di aver ricevuto una multa di 4200 euro per aver portato a lavorare nei campi un proprio familiare non regolarmente assunto: "si tratta di prescrizioni che non nascono oggi come funghi (dal 1985!). E che derivano dall'evoluzione della legge 626 del 1994 sulla sicurezza stessa del lavoratore", ha spiegato Ernesto La Salvia.

Nel corso dell'incontro l'assessore all'Agricoltura ha distribuito ai tanti intervenuti, copie del decreto interministeriale del 27 marzo del 2013 che si applica nei confronti dei lavoratori stagionali e di quelli occasionali, e copie del "Piano mirato di Igiene e sicurezza in Agricoltura", un manuale d'informazione per lavoratori, redatto nel 2011 dal dalla Asl Bat Spesal e dalla Regione Puglia, ma che contiene tutte le leggi in vigore sulla "sicurezza" in agricoltura. "Abbiamo discusso – ha detto Piscitellidelle disposizioni del decreto, sottoscritto dai Ministeri del Lavoro e delle politiche sociali, della Salute e delle Politiche Agricole, che si applicano nei confronti dei lavoratori stagionali che svolgono presso la stessa azienda un numero di giornate non superiore a cinquanta nell'anno, che non richiedono specifici requisiti professionali, e che si applicano anche nei confronti dei lavoratori occasionali che svolgono prestazioni di lavoro accessorio che svolgano attività di carattere stagionale nelle imprese agricole".

"Gli adempimenti in materia di controllo sanitario – sintetizza ancora Piscitelli - si considerano assolti, su scelta del datore di lavoro, senza aggravi di costi per i lavoratori, mediante visita medica preventiva, da effettuarsi dal medico competente ovvero dal dipartimento di prevenzione della ASL. La visita medica preventiva ha validità biennale e consente al lavoratore idoneo di prestare, senza la necessità di ulteriori accertamenti medici, la propria attività di carattere stagionale, nel limite di 50 giornate l'anno, effettuate anche presso altre imprese agricole, senza la necessità di ulteriori accertamenti medici. È necessario quindi, al datore di lavoro, acquisire copia della certificazione medica che attesti l'esito della visita. Tutto questo eviterebbe che accadano ancora morti sul lavoro dovute a malattie che non si sa nemmeno di avere".

"I certificati medici, gli operai avventizi, i voucher, la difficoltà all'osservanza delle norme per la brevità dell'ingaggio, la variabilità della tipologia dello stesso (vendemmia non é potatura o altro): é solo una parte dei problemi emersi – ha sottolineato il primo cittadino di Canosa -. Sconcertante il ritardo di conoscenza degli operatori, confusi tra leggi e leggine che nessuno ha chiarito loro e la cui applicazione é vissuta come confuso fastidio piuttosto che strumento di difesa della salute degli operai. Il caporalato, per fortuna, non viene ritenuto un problema per il territorio. Dopotutto il tessuto economico é fatto da decine di lavoratori con pochi ettari, dai 5 agli 8, terreni a gestione familiare da sempre, specie durante la raccolta, da sempre capaci di accendere, prima del ricorso assunzioni, la mutua solidarietà di amici ai quali ricambiare "il favore". Forse la ragione del malessere é altrove – ha concluso il primo cittadino -: il basso costo del prodotto non consente che la sopravvivenza dei lavoratori, i quali "subiscono" i costi della manodopera, dei prodotti agricoli utilizzati, delle intemperie, e del valore del prodotto poiché nemmeno quello é stabilito da loro (il prezzo lo fanno i commercianti!). La sensazione é che i controlli ed i controllori siano avversari, ostili nemici piuttosto che funzionari pagati per difendere la vita e la dignità del lavoratore. Ma nel corso di questo incontro è stato chiarito che il certificato medico ha una durata di due anni e che è possibile far lavorare nei campi un proprio familiare non regolarizzato, solo se vive nello stesso nucleo familiare dell'imprenditore, oppure se lavora a titolo gratuito. Questo incontro, così come i precedenti, serve a supportare i lavratori. L'impegno mio e dell'Amministrazione comunale è proprio questo: quello di fornire informazioni e servizi utili ai cittadini e alle imprese operanti nel settore agricolo, affinché l'intera categoria possa crescere e sviluppare economia".
Ufficio Stampa Francesca Lombardi
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