Canosa di Puglia
Canosa di Puglia

Canosa: risposte inadeguate per la cura di un territorio ricco di risorse ma fragile

La nota di ITALIA NOSTRA ONLUS-Sezione di Canosa di Puglia

E' difficile governare le trasformazioni di una città come la nostra, dove si alternano testimonianze storiche, archeologiche, punti panoramici con rilievi collinari, pendenze, vuoti sotterranei. Le varie Amministrazioni che nel corso degli ultimi 60 anni si sono alternate alla guida del Comune non hanno saputo leggere il territorio contribuendo così ad aggravare ancora di più problemi per loro natura già difficili. Una zona industriale creata nei primi anni 60 su un'area archeologica, la previsione di vaste aree di nuova espansione edilizia a macchia d'olio, che si sommavano alle aree per l'edilizia economica e popolare già previste dalla Legge 167/62. Successivamente, nei primi anni 2000, furono approvati ben sei Piani per gli Insediamenti produttivi individuati per lo più in vaste aree agricole di pregio. Infine, il Piano Urbanistico Generale approvato al termine del secondo mandato del Sindaco Ventola fu bocciato dalla Regione e approvato, nel marzo 2014, dopo che furono apportate sostanziali modifiche concordate con la Regione.

Il Piano negli anni successivi non ebbe nessuna attuazione. Restavano irrisolti molti nodi: aree industriali sovradimensionate rispetto ai reali bisogni della città, zero impianti produttivi realizzati, zero posti di lavoro creati, non attuato il principio della perequazione urbanistica che avrebbe garantito una giusta ripartizione dei diritti edificatori tra tutti i proprietari di suoli interessati dalle trasformazioni edilizie, così come restavano non attuati gli interventi di compensazione urbanistica per quei suoli dichiarati edificabili ma interessati da vincoli archeologici o da vincoli geomorfologici (vuoti sotterranei, fianchi collinari). Infine , dopo l'approvazione del Piano Paesaggistico Territoriale della Regione nel 2015, occorreva adeguare il PUG alle norme sovraordinate del Piano Paesaggistico.

Nel 2019 l'Amministrazione Morra, allo scopo di uscire dalla fase di stallo, avviò un procedimento di revisione della strumentazione urbanistica prevedendo una doppia variante, la variante di adeguamento del PUG al Piano Paesaggistico Regionale (PPTR), e la variante di alcune parti del PUG (il ridimensionamento e la razionalizzazione delle aree industriali, l'attuazione della perequazione e della compensazione urbanistica, ecc…). Si voleva così dare una sistemazione organica a tutte le problematiche rimaste fino ad allora irrisolte. Dare regole certe, eque e trasparenti per tutti i proprietari di suoli, un sistema che evitasse valutazioni difformi tra le varie situazioni. Questo procedimento trovò la condivisione della Regione. Il procedimento avviato iniziò il suo iter con lo svolgimento di riunioni di Conferenza di Servizi con i vari Enti ( Regione, Provincia, Autorità di Bacino), il Consiglio Comunale deliberò il Documento d'intenti nel quale venivano dichiarate le priorità della variante. Ma l'Amministrazione Morra non è stata poi in grado di portare a compimento il procedimento avviato.

La nuova Amministrazione Comunale formatasi dopo le elezioni dello scorso giugno ha rimesso in discussione il procedimento avviato dalla Amministrazione precedente, limitando la variante al solo adeguamento del PUG al Piano Paesaggistico. Per tutte le restanti problematiche rimaste fino ad ora irrisolte, l'Amministrazione Malcangio intende procedere facendo più varianti da portare di volta in volta all'approvazione del solo Consiglio Comunale. E' un modo per sottrarre le trasformazioni del territorio al controllo di merito della Sezione Urbanistica della Regione. E' una impostazione che Italia Nostra NON CONDIVIDE. E' una scelta, che non sappiamo quanto sia conforme alle Norme Tecniche di Attuazione del PUG, ed è l'opposto di una pianificazione urbanistica coerente e ordinata.
Mario Riccardo Limitone – Presidente ITALIA NOSTRA ONLUS-Sezione di Canosa di Puglia
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