Papa Bergoglio
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Le Pillole

Meritocrazia e Povertà

Il povero è considerato un demeritevole e quindi un colpevole

Meritocrazia e Povertà possono sembrare ad un primo esame categorie distanti, comunque non relazionabili. Sono invece la fattuale realtà di due problematiche di grande impatto sociale : l' istruzione ed il lavoro. Ricordiamo insieme la risposta, forte nei contenuti, di Papa Francesco nel maggio 2017 all'ILVA di Genova sul tema meritocrazia. "La meritocrazia sta diventando una legittimazione etica della disuguaglianza. Con il dominio della Globalizzazione è cambiata la Cultura della Povertà."

"Il povero è considerato un demeritevole e quindi un colpevole", parole ulteriori del Sommo Pontefice. Se la povertà è colpa, demerito del povero, i ricchi sono esonerati dal fare qualcosa che non sia solo carità sfuggevole?

Una teoria meritocratica negativa, fondata sulla divisione, sul narcisista successo dell'Io, in Italia ha prodotto una Casta ristretta che ha preso malamente il posto delle vecchie aristocrazie creando rancore sociale e paura nel nostro Popolo che per ritorsione ha premiato il populismo nelle Elezioni Politiche del 4 marzo. La Casta meritocratica da circa trenta anni ha vissuto creando il proprio successo non sul vero merito ma usufruendo di grosse dosi di pesante supporto fatto di famiglie, di relazioni sociali, di disponibilità economica con avvio anche a studi di avanguardia, fatti anche all'estero, con rigoroso pagamento familiare. Come si può pensare che questa Casta condizioni il proprio successo ricordandosi di dare ai meritevoli una parte delle opportunità gratuitamente e senza alcun merito ricevute ?

Alla nostra Italia manca una meritocrazia meritevole; la ultima rilevazione ,riferita al 2017, di "MERITOMETRO" vede l'Italia ultima, in una classifica tra i 14 Paesi della vecchia Europa ,prima la Finlandia con uno "score" di 67 punti, noi con 23 punti, dieci punti sotto la Spagna. Anche per placare rancore e paura di gran parte della nostra gente , serve importare , applicare modelli etici di sane scelte meritocratiche, portando alla attenzione della Politica, delle Istituzioni la importanza di dare a tutti i giovani, anche a quelli stranieri residenti in Italia, un adeguato livello di istruzione, presupposto indispensabile a garantire equità di livello di benessere nella popolazione.

In una Italia cosi caratterizzata continua nel mentre a crescere il divario tra Nord/Centro e Sud del Paese non solo per opportunità di lavoro, per condizione economica familiare, ma, e ritengo questo elemento nefasto per il prossimo futuro del nostro Sud ,per livello scolastico e opportunità professionali dei nostri giovani. Essi in tanti nella fascia di età successiva all'obbligo abbandonano precocemente gli studi, solo il 21,6 % si laurea contro il 30% medio del Nord/Centro, tanti, e sono quelli promettenti del 100 e lode, emigrano nelle Università Italiane da Roma in su . Questi giovani, è anche questa la mia storia professionale, da laureati non tornano indietro,contribuendo allo spopolamento ed all'impoverimento della nostra amara terra. Non è la qualità dell'insegnamento nelle Università del Sud l'elemento condizionante, si parte subito per evitare di partire con maggiori difficoltà dopo una laurea conseguita al Sud poco valutata. All'Italia ed al Sud per ripartire serve ricostruire condizioni di una nuova sana meritocrazia che formi una nuova Elite che sappia scardinare la Casta che ha costruito il successo, il potere, la ricchezza truffando spesso sulle regole di equità sociale, senza alcuna remora, anche negando principi morali basilari. L'Italia ripartirà solo se saprà abbandonare il vecchio metodo fatto di coptazione nelle segrete stanze del potere non solo di banche, imprese ma anche delle Istituzioni e della Pubblica Amministrazione, di raccomandati non culturalmente idonei .

Solo questo nuovo profondo cambiamento, che anche con il nuovo al Governo non si vede, potrà ridare fiducia agli sfiduciati, a chi vive con il rancore sociale nel cuore, a chi pensa che il migrante sia la ragione della propria paura.La nuova Elite sarà tale se saprà creare condizioni di rispetto della dignità umana, di opportunità di lavoro solo rimedio stabile alla precarietà, alla povertà. La nuova meritocrazia legittimerà la uguaglianza sociale ed il rispetto dei principi etici. Solo cosi eviteremo quella spaccatura del Paese che comincia ad essere evidente , auspicata dal nuovo populismo contro cui la nostra sola garanzia è la Carta Costituzionale nelle mani del Presidente Mattarella.
Nunzio Valentino


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