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Le Pillole

Caos mediatico…La scuola degli smartphone

Dibattiti accesi sul futuro della Scuola Italiana

L'anno scolastico è incominciato, Nunzio e Giulio con il grembiule e zainetto trasportabile a Cagliari e Roma in prima elementare. La nostra Italia va meglio, ma il caos mediatico fatto di annunci senza risultati concreti, disegna un futuro che si presenta grigio. Questo caos tutto tecnologico occupa ormai la vita di tanti di noi che sobbalzano al tweet e si intristiscono se il cinguettio non arriva. Il caos mediatico zavorra la Italia migliore, facendo cattiva compagnia alla nostra Politica mediocre, all'irrisolto, da anni, problema del Debito Pubblico, ad una Burocrazia ottusa se non collusa o corrotta, ad una Giustizia lenta. La forza di una società viva sta invece nel raziocinio, nel pensiero che anticipa il cambiamento, ostacolato spesso, a livello personale, da individualismo, egoismo, pigrizia mentale, paura del nuovo. Il ruolo della vera buona scuola è operare giorno per giorno per dare e ricevere dai ragazzi interesse, creatività, accettazione di sfide, anche impossibili, ad un primo frettoloso esame.

In tal senso ho letto con grande interesse il libro di Emilie Wapnick "How to be everything", pensieri e soluzioni per aprire la propria mente, mettere a frutto il proprio talento. Oggi nel mondo economia e tecnologia hanno un percorso, uno sviluppo imprevedibili, se commisurato al tempo di realizzazione. Nessun serio economista, tecnologo può giurare su quale sarà il nostro mondo tra trenta, quaranta anni, quando i millenials ed i ragazzini di oggi saranno donne ed uomini maturi. Il sospirato futuro è materia filosofica dove fede e ragione si mescolano, spiegando l'importanza di mantenere al centro del Creato, l' Uomo costretto a prendere atto del lavoro rubato dai robot, a vivere e lavorare in maniera diversa quasi giorno per giorno. Citando ancora Emilie Wapnick, si salverà solo chi saprà essere multifunzionale, in quanto "ci sono cose che le macchine non sanno fare, come il pensiero creativo, la sintesi delle idee, l'empatia". Sono queste le buone ragioni che rendono necessaria, indispensabile una vera buona scuola, che deve essere centro della responsabilità istituzionale di lasciare un futuro degno ai nostri nipoti. Io ricordo ancora oggi dopo tanti anni la mia scuola, i miei maestri: risuonano nelle mie orecchie, le loro letture del Convivio di Dante o della fisica della relatività generale di Einstein, accompagnate dal commento dei Suoi scritti prima e dopo la funesta Seconda Guerra Mondiale. Tornavo a casa a rileggere, a pensare, ad approfondire il senso profondo della voce dei miei maestri.

Anche per il mestiere che ho fatto per tanti anni, amo il nuovo tecnologico, mi sforzo ancora adesso di restare al passo dei tempi moderni, ma il vecchio è la giusta base per amare il nuovo, che corre alla velocità della luce e cambia di giorno in giorno. Amo però ancora i momenti di riflessione, dimenticando con gioia intima clamori, immagini, tweet. L'annuncio della Ministra della Pubblica Istruzione Valeria Fedeli della istituzione di una commissione ministeriale per "costruire le linee guida per l'utilizzo degli smartphone in aula" ha riacceso braci mai spente, ha attivato dibattiti accesi sul futuro della Scuola Italiana, che aspetta ancora una riforma corposa, della dimensione di quella Fascista del Ministro Gentile. Riforma corposa non caos mediatico, signora Ministro!


E' la scuola che va cambiata e la ricetta non è certo il libero uso in classe degli smartphone; mancano aule e laboratori, mancano i professori, i supplenti spesso sono empatiche nomine della dirigenza, i presidi viaggiano da una scuola ad un'altra spesso distanti nei luoghi di studio più disagiati. Caos mediatico è la esecuzione di corsi per la sicurezza in scuole strutturalmente insicure, con calcinacci che cadono ed umidità che sale.Nessuno sembra preoccuparsi seriamente di questi nostri ragazzi, sempre più soli, vittime o attori di bullismo strisciante o seriamente pesante. La loro attenzione per la didattica è ridotta al lumicino, lo sforzo degli insegnanti spesso risulta vano, braccati come sono anche loro dai problemi della vita, la famiglia distante, lo stipendio poco remunerativo, le ore inutili spese a compilare programmi ed avanzamenti inutili.

Gli smarphone potrebbero essere il mezzo per supplire alla mancanza in classe di un computer per banco, potrebbero essere strumento di ricerca collettiva in classe, ma chi può giurare che i ragazzi soli, annoiati, poco attenti di oggi non ne farebbero un uso improprio? Chi potrà controllare video e registrazioni illecite? In un mondo in cui l'uomo più potente della terra, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, twitta all'alba messaggi di centoquaranta caratteri per dire il Suo pensiero assonnato su eventi terribili come la ultima bomba a Londra, tralasciando per mancanza di spazio il missile Nordcoreano che sorvola il Giappone, la vecchia compassata Diplomazia è costretta a rincorrere e presto potrà morire. Questo, lo dico con triste mestizia, è la cattiva scuola dei potenti di oggi . Di fronte a cotanti illuminati esempi chi avrà la capacità di dire ai ragazzi spegni il tuo tecnologico giocattolo? Peggio se ad autorizzare il suo formale essere parte dei tools di classe fosse un regolamento, confuso, contraddittorio, come tanti in circolazione, la cui lettura interpretativa richiede una buona laurea in Giurisprudenza.Buon Anno scolastico ragazzi e ricordate che domani potrete essere multifunzionali se il tempo passato a scuola non lo avrete banalmente perso .
Nunzio Valentino
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