Le Pillole

Le Pillole di Nunzio Valentino: Canosa, città dispersa, unita solo dal dolore

Riesci ad essere unita solo di fronte al dolore dei Tuoi figli


Canosa, città dispersa , riesci ad essere unita solo di fronte al dolore dei Tuoi figli .
Il tema "città dispersa " è oggetto di studi urbanistici; oggi anche sociologhi ed economisti hanno a cuore il tema ,visto l"impatto economico e sociale che una città a tessuto urbano disperso ha . Pensate solo per un attimo alla nostra "zona 167 " slegata dalla città e al parallelo abbandono in mani spesso esterne della nosra zona Castello . L"approccio che ci interessa oggi non è questo , la dispersione ci interessa come "disaggregazione,sparpagliamento degli elementi di un insieme , di un gruppo ,di una comunità" . Da questo punto di vista ,Canosa è oggi città sostanzialmente dispersa , che non ha perso però la capacità di amare , di fare scudo nel momento del dolore cittadino . Abbiamo pianto insieme ,per citare i lutti recenti, Gianni Lomuscio, ci siamo stretti intorno ai familiari di Giuseppe e Michele, ci manca tanto Annarella Di Sibio ,che il Signore ha voluto prematuramente chiamare a se ,lasciando vuoto il nostro Presepe.
L"AMORE CHE POTE" MORIRE NON ERA AMORE , citando Berthold Averbath .

Questo nostro amore che tende a placare il dolore non è morto a Canosa ; purtroppo non riesce a rigenerarsi diventando amore che unisce ,cemento di aggregazione nei momenti meno tristi e più operosi di vita cittadina. Canosa ,città di donne e uomini soli ,spesso chiusi nelle case a lottare contro il bisogno o la noia , con gli occhi chiusi per non vedere una città che muore . Il tessuto sociale della nostra città , complici gli abbandoni intelligenti alla ricerca di un lavoro , è sempre più povero; a Canosa anagraficamente non nasce più nessuno , la miseria avanza e con lei la disoccupazione o la nera occupazione , la delinquenza detta legge , la droga è a portata di scuola o di villa comunale , i rifiuti continuano ad assediare anche l"aria della città . Di fronte a questo quadro che persiste ,le istituzioni latitano ,continua la guerra preconcetta e senza fine ,tra opposizione e maggioranza. In estate l"amministrazione comunale ,per giustificare la mancanza del " panem et circenses " estivo ,ha pubblicato e distribuito alla popolazione la " Situazione del Comune di Canosa " ,il sunto di due anni di conti e di azione amministrativa . Si legge lo sforzo immane di tenere a posto i conti , ma il cuore non si scalda , manca completamente un minimo accenno di nuova progettualità per riqualificare,sviluppare il paese ,dare speranza di lavoro e pane a chi anche la speranza ha perso . Siamo sempre più soli , per tenere i conti in ordine abbiamo anche abbandonato il patto territoriale Nord Barese Ofantino . Abbiamo perso anche la gioia ,la buona abitudine di congratularci con chi supera coi fatti il mediocre tessuto di idee cittadino. La città dovrebbe essere orgogliosa di un Suo figlio capace ,partendo da uno scantinato ,di creare Farmalabor ,azienda che da lavoro di concetto,si sarebbe detto un tempo, a tanti Canosini bravi .

Quanti a CANOSA sanno che Farmalabor è stata la seconda azienda privata italiana autorizzata dal Ministero della Salute al commercio all"ingrosso di preparati vegetali a base di cannabis? Quanti sanno del premio assegnato alla stessa azienda per la ricerca e sviluppo ( la nostra, tra venti aziende nazionali ,premio Andrea Pinifarina ) Quanti si stanno prodigando per affiancare lo sforzo anche economico di Sergio Fontana per progredire restando nel territorio Canosino? Solo accuse reciproche , dimissioni che si susseguono ,resta solo l"impressione che il Palazzo è chiuso e rifiuta con stoico approccio chi umilmente si dichiara disponibile a dare una mano ,gratuitamente ! Sorrido pensando che ,se non stiamo attenti ( grazie don Felice per le opportune precisazioni ) ,qui ci rubano o mettono in discussione anche l"unicità e la Canosinità del nostro vescovo Sabino ! Cari Canosini, se rilleggete " Dentro la città " del luglio 2000 , Antonio Caldoro nel suo " L"albero delle monete " parlando di bilancio ereditato dalla fresca giunta Lomuscio diceva che lo stesso era un disastro da gestire per i prossimi cinque anni di sindacatura , ma che di fronte a tale situazione bisognava reagire . Ricordava in particolare come traccia possibile da segiure un mio intervento nel 1998 all"Osservatorio Socio Politico in cui avevo esemplificato parlando di un "sindaco con la valigia", una sorte di amministratore che fa marketing della Sua città ,cogliendo opportunità in Italia ed all"estero per la stessa .

A Canosa è mancata in questi lunghi diciotto anni questa figura ,tanta brava,operosa gente, ma chiusa nel perimetro cittadino . Alla città dispersa ma capace ancora di amare manca l"idea ,la forza di abbandonare il provincialismo paesano e "volare dove osano le acquile " per conquistare il futuro !

nunzio.valentino@rosetti.it
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