Stilus Magistri

Ricerche Storiche 3^ Parte : Il Dies Natalis di San Sabino (9 Febbraio) e la vita del Santo !

A cura del maestro Peppino Di Nu

Il dies natalis di San Sabino (9 Febbraio) e la vita del Santo nell'arte del Boccati nel Duomo di Orvieto e nella letteratura di San Gregorio Magno (3^ parte)

1. Tentato avvelenamento di San Sabino e morte dell'Arcidiacono Vindemio
La tavoletta (collezione della Galleria Nazionale dell'Umbria) raffigura l'episodio del tentativo di avvelenamento del Vescovo Sabino da parte del suo Arcidiacono acceso dalla cupidigia dell'episcopato.
Hujus autem venerabilis viri, cum ad exemplum vitae sequentium in longum senium vita traheretur, ejus archidiaconus ambitione adipiscendi episcopatus accensus, eum exstinguere veneno molitus est.
Mentre la vita di quel venerabile uomo veniva protratta verso una lunga vecchiaia, come esempio di vita da seguire, il suo Arcidiacono, acceso dall'ambizione di ottenere l'episcopato, meditò di ucciderlo con il veleno.
Facto igitur signo crucis, venenum episcopus bibit securus. Eademque hora in loco alio quo inerat archidiaconus ejus defunctus est, ac si per os episcopi ad archidiaconi viscera illa venena transissent. Cui tamen ad inferendam mortem venenum quidem corporale defuit, sed hunc in conspectu aeterni judicis venenum suae malitiae occidit.
Fatto il segno della Croce, il Vescovo bevve senza timore il veleno. Il suo Arcidiacono morì nello stesso momento in un altro luogo dove si trovava, come se quel veleno fosse passato, attraverso la bocca del Vescovo, nelle viscere dell'Arcidiacono.
Tuttavia a costui venne meno il veleno corporale che doveva portarlo alla morte, ma lo uccise il veleno della sua malvagità al cospetto del Giudice Eterno.

2. Morte di San Savino
E' la tavoletta smarrita, forse presente nella collezione Spiridon a Parigi, che raffigura il dies natalis, il giorno della morte di San Sabino che costituisce la solennità patronale del Pater Urbis a Canosa di Puglia. Alleghiamo un'immagine in bianco e nero su cui il Boccati ha posato la sua arte e la sua spiritualità.
Sanctus Sabinus sanctissime moritur (Testo del Prevosto Tortora[1], Roma 1758)
Pretiosam[2] Sabini mortem eius sanctissimae vitae plane respondentem, monita & praedictiones ab ipso agoni proximo factas, lacrymas a suis filiis fusas, magnifica funera eidem celebrata plenissime describit noster Anonymus[3], qui solum de anno, quo mortuus, & de loco, in quo tumulatus fuit Sabinus, dubios nos linquit ita concludens: "Sanctissimus Praesul omnigloria dignus, post quinquaginta ac duos annos, quibus suam sanctam gubernavit Ecclesiam, quinto Idus Februarii[4] ab hac luce migravit ad Dominum".

San Sabino muore in santità
La preziosa morte di Sabino, corrispondente in tutto alla sua santissima vita, le esortazioni e le predizioni fatte da Lui, prossimo all'agonia, le lacrime profuse dai suoi figli, i solenni funerali celebrati allo Stesso, vengono descritti minuziosamente dal nostro Anonimo, il quale, solo nell'anno in cui è morto e nel luogo in cui fu sepolto, ci lascia dubbiosi così concludendo: "Il santissimo Presule, degno di ogni gloria, dopo cinquantadue anni, in cui ha governato la sua santa Chiesa, nel quinto (giorno ) alle idi di Febbraio, trapassò al Signore." (traduz. di Giuseppe Di Nunno) .

Abbiamo riportato un tassello di San Sabino patrimonio culturale e spirituale della Chiesa canosina, del popolo e della città. E' un figlio di Canosa, un Vescovo di Canosa, il Patrono della città.
Nella benedizione e protezione paterna rendiamo lode a San Sabino e rendiamo grazie al Signore
nelle radici cristiane della nostra storia e civiltà, nella luce dell'intelletto, nella preghiera dello spirito, nella gioia eterna della santità.

Ricerche storiche del maestro Peppino Di Nunno (www.canosaweb.it)
N.B. Si riporta il divieto di riproduzione delle immagini.



[1] Angelo Andrea Tortora, Prevosto a Canosa dal 1752 al 1780 (anno della morte). E' il maggiore storico della Chiesa Canosina, sepolto nella Tomba dei Prevosti in Cattedrale, intestata al Prevosto Silicio.

[2] Pretiosam mortem - cfr. il Salmo 115 dell'Antico Testamento: "Preziosa agli occhi del Signore è la morte dei giusti"

[3] L'Anonimo è uno scrittore sconosciuto del IX secolo, autore dello scritto agiografico "Vita"di San Sabino e citata più volte dal Prevosto Tortora.

[4] Il quinto giorno alle Idi di Febbraio (13 Febbraio) corrisponde al 9 febbraio, dies natalis e giorno della morte di San Sabino.
1. Tentato avvelenamento di San Sabino e morte dell’Arcidiacono Vindemio2. Morte di San SavinoSan Sabino muore in santità
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