Incoronata Canosa
Incoronata Canosa
Stilus Magistri

Restaurato il simulacro dell’Incoronata

Ritrovata la poesia popolare manoscritta dell’800

Nella dmenica del 7 Maggio 2017, la Parrocchia della B. V. del Carmelo, retta da Don Peppino Balice, ha celebrato la memoria di Maria SS. Incoronata del Santuario di Foggia, portando in processione il simulacro restaurato custodito e venerato nella Chiesa di Canosa di Puglia(BT) , nel culto popolare radicato dell'800, come attesta anche l'antico stendardo. Alla Processione ha partecipato anche il Rettore del Santuario dell'Incoronata Don Ugo Rega, che ringraziamo per la presenza di un culto popolare dei nostri padri della civiltà rurale, che in pellegrinaggio, anche a piedi e a piedi scalzi si recavano al Santuario dell'Incoronata. Lo stesso linguaggio dialettale evoca nella voce popolare tramandata oralmente: "àda sciòje scàlze all'Encurnète" (devi andare scalzo all'Incoronata), per chiedere una grazia a devozione. Il simulacro restaurato, come ci presenta Don Peppino Balice, conserva e valorizza le parti lignee del volto, delle mani e dei piedi della Madre di Dio, di colore scuro in analogia al volto originale in noce scuro della Madonna nera di Foggia. Il resto è di cartapesta, forse oggetto di un primo restauro quando il simulacro era un manichino ligneo preziosamente vestito.In basso figura "o Strazzacàppe", il pastore dei buoi, testimone della visione prodigiosa della Vergine Incoronata. Le foglie di quercia del bosco sono naturali e verranno rinnovate ogni anno.

Tornando in questi giorni da una visita in ospedale a Foggia, l'amica di famiglia Rosetta Massa, presso il fiume Carapelle ha evocato la filastrocca cantata nei pellegrinaggi: "a 'mmarruète o pònde de la Crapélle / e scème a truè Marie 'Ncurnnatélle" (Siamo arrivati al ponte del Carapelle e andiamo a trovare Maria Incoronatella). E nel mattino di domenica scorsa, il marito ottantenne Ignazio Di Nunno evoca a memoria alcune strofe recitate durante il pellegrinaggio all'Incoronata, apprese dal fratello di suo nonno paterno, Ignazio, durante i viaggi nei campi e al Santuario. Nonno Ignazio memorizzò e scrisse a mano nel 1952 a 17 anni le 34 strofe, che ci mostra nel suo prezioso e inedito manoscritto. Il manoscritto di fine '800 che sarà consegnato all'Archivio Storico del Santuario, fu opera, come riporta l'ultima strofa, di "Antonio Di Canto e lu fratello Dunato" che "studiarono la storia dell'Incoronata", illustrata nella poesia popolare del territorio. La poesia riporta i luoghi di provenienza dei pellegrini, in cui viene citata anche Canosa. La poesia illustra la visione prodigiosa del pastore dei buoi, "o Strazzacàppe".

7^ strofa:
"O strazzacàppa e coi buoi in campeggia
davanti al bosco e l'apparì lu raggio,
ma vide Madre Maria all'oscurità,
in ginocchio l'adorò e se ne sciù".

La decima strofa riporta la devozione dell'olio santo:
"O Dio questa caldarella è in abbondanza
e d'olio giornalmente si dispensa,
quanto più ne live, più n'avanza
pare che ne venga 'ngurrenza".

Riscopriamo il manoscritto nelle radici popolari di fede cristiana alla Madre di Dio INCORONATA, rivivendo la memoria dei nostri padri, il messaggio mariano dell'Incoronata e la Parola di Dio, riscoprendo questa sacra identità del territorio nella globalizzazione, che non cancella le radici spirituali delle fede popolare. Presso il Battistero all'inizio della processione abbiamo incontrato anziani commossi, ma anche giovani e piccoli vesti da angioletti sul carro, due piccoli sono figli di una giovane mamma di 27 anni, Maria Incoronata, che ci canta alcune strofe apprese da sua nonna, nella continuità delle generazioni. Il Rettore del Santuario Don Ugo Rega e Don Peppino Balice con la comunità presente si pongono in cammino con Maria SS. Viva Maria Incoronata!
Maestro Peppino Di Nunno
Video di Savino Mazzarella
Madonna dell'IncoronataMaria SS. Incoronata  Simulacro  di CanosaMaria SS. Incoronata  Simulacro  di CanosaDevoti dell'IncoronataDon Ugo Rega e Don Peppino BaliceMaria SS. Incoronata  CanosaIgnazio Di NunnoLo Strazzacappa
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