Stilus Magistri

Pelo e Contropelo

Già nella preistoria l’uomo si radeva,per piacere ai baci e alle carezze di Eva

Abbiamo modo di apprezzare il Calendario del Campanile sulla figura del "barbiere". E' un bel lavoro! E' un tassello di storia e di cultura, che va a colmare una parte del "buco nero del 900", evidenziato a ragione dal dott. Francesco Morra. Il barbiere è una figura che la mia generazione ha vissuto nel taglio dei capelli e che si ritrova nelle pagine del Calendario. Certo era una fatica sentire il peso della macchinetta con cui ci "tosavano" con un taglio radicale soprattutto nella parte occipitale del capo.

Era il tempo della diffusione dei pidocchi ("pediculs capitis") e dalla pediculosi ci si difendeva con una tosatura radicale a zero: u caràune!" pesso si mortificava il soggetto con il detto dialettale "Caràune, caràune, caràune / damme na fédde de melàune ... ggi stranamente la rasatura radicale del capo è diventata anche una moda: "o tempora o mores!".
Dedico a questa lettura un mio componimento in rime del 2006 sulla barba, pensando a quel rasoio che "mest Péppe" affilava sulla striscia di cuoio e a quella lametta di Gillette di sette lire che ha rivoluzionato il radersi la barba.
Buona barba a tutti i maschi!

maestro Peppino Di Nunno




LA BARBA

Scrivo e penso ai Greci e ai filosofi pensatori
che crescevano la barba insieme ai valori,
corta per gli stoici, lunga per gli epicurei,
ma sull'Olimpo la tagliavano anche gli dei.

Penso in fondo che sia un segno della nostra civiltà,
così inizia per i maschi la storia dopo la pubertà
a radersi la barba fino al giorno dell'aldilà.

E' dagli albori dell'umanità questo rito
che per tutti i maschi continua all'infinito
e mentre con l'età c'è la caduta dei capelli
la barba non cade mai pur tagliata dai coltelli.

Già nella preistoria l'uomo si radeva
per piacere ai baci e alle carezze di Eva,
così nelle pitture rupestri i primi uomini sbarbati
vengono nell'arte incisi e raffigurati.

Con una lama di pietra erano atti dolorosi
"ma il piacere non ha confini,
anche negli atti apparentemente più fastidiosi",
così diceva il Marchese De Sade per la "rasatura del viso"
pensando dopo ad un fresco e vellutato sorriso.


Nel 3.000 a C. egizio fu il rasoio più antico
conservato nel Louvre come un coltellino amico,
mentre oggi c'è un museo della rasatura
a Milano con duemila rasoi di ogni misura.

Ricordo mio padre e i tempi del "barbiere"
toglievano anche i denti in ogni quartiere,
barbieri-chirurghi come i "tonsores" romani,
da venti secoli già nacque questa arte delle mani.

Senza studi di medicina era esperto di peli e di pelle
il barbiere quasi un estetista per guance più belle,
una volta méste Minghe Farfalla curò un cliente,
gli guarì "le petìscene" , sul viso erano un difetto evidente.
Dal barbiere si sentiva suonare chitarra e mandolino ,
si discuteva di politica e del buon vino,
dal barbiere si andava spesso con l'abbonamento
e lui con il rasoio ti radeva sempre attento.

Figaro diventò il famoso barbiere di Siviglia,
con la musica di Rossini spuntò anche le sopracciglia,
mentre oggi si chiama parrucchiere, quasi un estetista
che al volto maschile dà una bella vista.

Anche un trattato fu scritto da un coltellinaio francese
che lasciò nelle stampe il libro della " Pogonotomia"
dal greco pogon –barba e tagliare da tomìa.


E' dalla barba che nacquero anche i baffi
da baciare o da ..leccarsi i baffi,
storici in Mazzini, Garibaldi e Vittorio Emanuele
dipinti dagli artisti su preziose tele.

La barba, simbolo di virilità, di religione e di saggezza
fu rasata poi da Gillette per estetica e bellezza,
nell'800 nacquero nella storia le famose lamette
che tagliavano poi anche le basette,
mentre oggi con una, due o tre lamette
si fanno rasature quasi perfette.

A parlare di rasatura ho fatto anche una lezione
ma uno può dire "che barba!" questa nozione,
quasi vi ho fatto pelo e contropelo.

La barba, sì è un trucco del sesso maschile ,
ma lascia il volto virile e gentile.

Saluto tutti i maschi che seguono questo stile,
a voi dedico queste rime dal mio cuor gentile

Peppino Di Nunno


Note:

A Milano in via Montenapoleone, 18 è aperta al pubblico la collezione "G. Lorenzi", che costituisce un museo dell'arte del rasoio.
Nel 300 a.C. aprì a Roma la prima bottega di barbiere. La figura di barbieri-chirurghi si è protratta fino all'800.
Le due categorie erano unite in una corporazione.
"Impetigine": diffusa malattia della pelle con eruzione di piccole pustole superficiali raggruppate sul viso.
Ricordo in vico Girolamo Savonarola (una traversa del Corso) la figura di mést Péppe, che suonava il mandolino e prestava lezioni di matematica nelle "scuola in casa".

Nel 1770 Jean Perret, celebre coltellinaio francese diede alle stampe il trattato sulla "Pogonotomia" (ou l'art d'apprender a se raser soi-même) riferito alla rasatura del viso e all'uso delle lame. Lo stesso inventò il primo rasoio di sicurezza (a pialla) per la protezione della lama.
La vera rivoluzione nel campo della rasatura avvenne nel 1895 con King Camp Gillette. Nacque così la lametta usa e getta.
Nel 1914 la lametta fu realizzata in acciaio inox. Oggi l'azienda Gillette detiene il monopolio mondiale (circa il 75%) del mercato del taglio della barba. L'invenzione del Mach 3 è costata alla Gillette più di 750 milioni di dollari!
Nella Scuola elementare dove opero, circa 20 anni fa, una gentile collega che ricordo con affetto, Maria F., mi fece notare : "Peppino, anche i maschi ogni giorno si truccano!".
Già, immaginiamo noi maschi come sarebbe la nostra immagine sociale, tutti con la barba
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