Stilus Magistri

Li fièure de checozze !

Un buoquet da mangiare....!

Passeggiando a Canosa di Puglia in via Imbriani, nel luglio d'estate al mattino si ammira un bouquet di fiori gialli. La nonna, Chiara, li mostra compiacente, mentre è giunta da Torino anche la nipotina per assaggiarli a tavola nella gustosa frittata dei fiori di zucca. Giungono dai campi alla sera, freschi e al mattino sono in mostra in vetrina.
Un tempo era il piatto d'estate con "le checozze a la poverédde" (le zucchine alla poveretta), ricavate da una pianta generosa, di cui si magia tutto: la verdura con le foglie e gli steli, i frutti delle zucchine, i fiori.
Mia madre Rosetta mi racconta la pazienza di eliminare i filamenti fibrosi dagli steli, di lessarli e di cuocerli con il pomodoro: "una volta una professoressa mi consigliò di far mangiare il piatto delle zucchine per i ragazzi in tempi di esami!".

Certamente la riserva di fosforo nelle zucchine dà giovamento, ma si apprezzano altre proprietà di un frutto che contiene molta acqua (95 %), poche calorie durante la calura estiva, vitamina a e C, fosforo e potassio.
E' una pianta erbacea annuale, Cucurbita pepo, che appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee, dei meloni e dei cetrioli.
Tutto si mangia di questa generosa pianta con tipici piatti pugliesi e lucani della nostra madre terra: le foglie, le zucchine, i fiori lessati in una buona frittata!
Li fiéure de checozze, le checuzzédde, le ciòme de checozze: un tempo si mangiavano "a la poverédde", ma questa è la ricchezza d'estate della nostra terra, della nostra cucina mediterranea.
Prima un bouquet di fiori e poi…Buon appetito!

maestro Peppino Di Nunno
Fiori di zucca
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