Stilus Magistri

Ostensione di Padre Pio

“Toccare la santità” nel cammino di fede




Dal giorno sabato 1° giugno 2013 avverrà a San Giovanni Rotondo l'ostensione permanente del corpo di San Pio nella Chiesa Inferiore di San Pio, che, come mensa di Eucarestia, diventa tempio della santità visibile di Padre Pio, anche per quanti non lo hanno conosciuto in vita.
Abbiamo seguito la diretta di RAI UNO del 21 maggio, nel servizio guidato da Paolo di Giannantonio del tg.1, con gli interventi di padre Carlos Maria Laborde, Padre Guardiano del Convento di San Giovanni Rotondo e di Stefano Campanella, Direttore di TeleRadio Padre Pio.

Nella condivisione vogliamo riflettere su alcuni pensieri, che illuminano la scelta ed educano ad accostarci alla visita del corpo nell'urna di cristallo, come è avvenuto per altri santi.
Padre Carlo sottolinea il senso della "vicinanza" a San Pio, che aiuta alla comunione di preghiera con il Santo.
"Toccare la santità – dice Stefano Campanella – fa parte del culto dei Santi e dei Martiri, nel venerare anche le reliquie dei Santi, come già avvenuto per Papa Giovanni XXIII".

E il giornalista aggiunge la nuova dimensione dei pellegrini, che si accosteranno, "dal miracolo alla crescita di fede", comunicando con il volto di San Pio, nella Chiesa Inferiore, affrescata nella Cappella di recente dagli artisti dall'Atelier dell'Arte Spirituale del Centro Aletti di Roma, con la guida di suor Elisa Galardi, agostiniana, in continuità all'opera dei mosaici di padre Marko Rupnik, gesuita sloveno, con l'Atelier del Centro Aletti di Roma.
Il giornalista apprezzato del tg. 1, Paolo di Giannantonio pone anche la domanda dei tempi attuali, quando "nella crisi ci si affida più ai Santi", non chiedendo una grazia per sé stessi, ma un aiuto per il Paese ed il Popolo.

L'arte continua ad esprimere la bellezza della santità e la luce della Fede, ma sarà il volto ed il corpo di San Pio a costituire non solo un segno visibile di storia, ma una testimonianza di fede e di santità.
Il corpo di San Pio è il testimone del "rappresentante stampato delle stimmate di Nostro Signore", come ha dichiarato Papa Paolo VI il 20 febbraio 1971 e costituisce il volto riflesso della Passione e Crocifissione di Cristo.
Ma non è solo un corpo senza respiro, perché è il prodigio di speranza e di santità eterna, se consideriamo che in quel corpo dell'umile e povero frate Cappuccino, le stimmate sono scomparse nell'Eucarestia dell'ultima Messa e dopo la morte. È il corpo con la piaga impressa sulla spalla destra, a riflesso della piaga di Gesù, che ha portato sulle spalle il patibulum, braccio orizzontale della Croce, sulla Via del Calvario: la piaga dolorosa fu rivelata nel 1948 in confidenza a Karol Wojtyla, futuro Papa Giovanni Paolo II.

È il corpo che ha vissuto il transito della crocifissione nel Regno dei cieli, anticipando la Resurrezione delle ferite del corpo, come avverrà per tutti noi dinanzi a Dio, nel Credo del Signore.
San Giovanni Rotondo, da bambino l'ho sentito raccontare da mia nonna Rosinella e da mia zia Sabina; l'ho conosciuto da giovane con i miei familiari; l'ho visitato da credente e peccatore nel Santuario di Santa Maria delle Grazie; l'ho visitato da ammalato nell'Ospedale Casa Sollievo; l'ho sognato con Padre Pio in quel mosaico della Madonna delle Grazie, prima di un intervento chirurgico; l'ho realizzato nella Croce monumentale in miniatura con i bambini della Scuola Elementare di Canosa; l'ho studiato con il Gruppo di Preghiera della Chiesa della Passione di Canosa, riscoprendo le radici della lunetta storica e artistica posta sul Portale dell'Antico Convento in quel "Giglio fiorentino per padre Pio": ora l'attendo con fiducia e gioia.

San Giovanni Rotondo è l'ostensione permanente delle Opere di Padre Pio e della Sua santità, che donano bene a tutti nel corpo e nello spirito: dal 1° giugno, quell'antico borgo di pastori del Gargano del 900, visitato e raccontato da mia nonna Rosinella negli anni 50, sarà nella Chiesa l'ostensione permanente del corpo di San Pio da Pietrelcina, che continua a testimoniare le sue stimate e a pregare per noi all'ingresso del Paradiso, dove ha dichiarato di vegliare per la salvezza di tutti i devoti e cristiani, continuando quasi a confessare dal cielo il perdono della Divina Misericordia.
Rileggiamo le parole di Padre Pio ad Antonietta Pompilio: "Col Signore ho fatto il patto che quando l'anima mia sarà purificata nelle fiamme del Purgatorio, e sarà degna di entrare in Paradiso, io mi metterò sulla porta del Paradiso, e non vi entrerò se prima non avrò visto entrare fino all'ultima delle mie figlie e dei miei figli".
Preghiamo a te, san Pio, nella Lode del Signore.

A devozione
Giuseppe Di Nunno da Canosa di Puglia
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