Stilus Magistri

“Mio marito con l’aratro ed io a zappare la terra, poi insieme a pregare”

Ricordi di nonna Rosa a 90 anni


Una nonna mite e serena, Rosa Caporale, si affaccia con passi affaticati alla vetrina di casa sua, di fronte alla Scuola Materna dell'Immacolata, al numero civico 13, ma 13 è il giorno della sua nascita nel mese di giugno.
Sono trascorsi, per la mia vita di maestro di scuola, ventuno anni, da quando accolsi suo nipote Vincenzo Del Vento, come alunno in via Santa Lucia; sono trascorsi 16 anni da quando accolsi come alunno, suo fratello Sabino, che saluto oggi nel loro lavoro.
Oggi, 13 giugno 2014, sono trascorsi 90 anni da quando è nata la loro nonna materna, accolta in festa dalla comunità francescana secolare, essendo lei, la francescana più grande di età.
La ministra, Maria Grimaldi, con sua figlia, la piccola Antonia, anche lei in festa per il suo onomastico, si sono recati a casa della nonna Rosa, per accompagnarla nella sala dell'Istituto Immacolata, dove l'accoglienza è stata fraterna e festosa, insieme alle Suore Francescane Alcantarine dell'Istituto Immacolata.
Intervistiamo la nonna, ripercorrendo alcuni momenti della sua vita, della sua fede, che riportano anche aspetti della cultura contadina del 900.
Chiediamo della sua età di scolara e lei risponde "sono andata a scuola fino alla terza classe, poi in casa ad aiutare mia madre".
Chiedendo del suo lavoro di donna di casa, nonna Rosa ricorda: "mio marito con l'aratro andava nei campi, ma anche io andavo con lui a zappare".
Chiediamo della sua fede cristiana e della sua Chiesa e lei attesta: "andavo alla Chiesa della Saletta, dove si pregava con don Biasòne (Biagio Saraceno); ero bambina e mio padre Giuseppe pregava al mattino prima di andare in campagna; pregavamo insieme all'inizio della giornata e mi ha insegnato questa preghiera".
È una preghiera in dialetto, che la nonna Rosa, recita ancora, evocandola nella sua festa di fronte alla comunità e che raccogliamo nella memoria morale e storica dei nostri padri.


IL ROSARIO
Cùsse Resàrie c'àme dìtte
'n gìlle stèce scrìtte,
l'Angele accumbagnète
e u Resàrie appresendète.
Jò prèghe a Gesù mòje (tre volte),
quést'àneme poverédde,
svundurète e peccatròce.
O Maria piena di grazia,
la Madre del Signore,
o Bambino Gesù".

(Questo Rosario che abbiamo detto,
in cielo sta scritto,
l'Angelo che ci accompagna
e il Rosario presentato.
Io prego a Gesù mio,
quest'anima poveretta,
sventurata e peccatrice.
O Maria piena di Grazia,
Madre dei Signore,
o Bambino Gesù).


Ma il suo Rosario, non sta scritto solo in cielo, ma anche in Terra, a Casa sua, che si presenta come una cappella devozionale con le immagini sacre, cui la nonna Rosa si rivolge ogni giorno con fede e con mite umanità. Oggi sorride commossa, mentre soffia sulla novanta candeline delle sue primavere.
Auguri, nonna Rosa! Canosa, 13 giugno 2014
maestro Peppino Di Nunno,
congiuntamente ai figli della nonna e alla comunità secolare della Francescane.
10 fotoNonna Rosa di Canosa
Nonna Rosa di CanosaNonna Rosa di CanosaNonna Rosa di CanosaNonna Rosa di CanosaNonna Rosa di CanosaNonna Rosa di CanosaNonna Rosa di CanosaNonna Rosa di CanosaNonna Rosa di CanosaNonna Rosa di Canosa
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