Stilus Magistri

“Memoria della posterità”, ai cinquecento Caduti di Canosa nella Grande Guerra 1915 - 1918

Con le storiche e smarrite insegne lignee delle Sezioni, rischiavano di estinguersi anche i quadri storici e la bandiera del 1925


Ci recavamo a Canosa, negli anni 70 e 80, in corso Garibaldi, con gli alunni di Scuola Elementare a visitare la Sezione dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, al numero civico 19, e, al numero civico 24, la Sezione dell'Associazione Nazionale fra Mutilati ed Invalidi di Guerra, di cui abbiamo alcune foto documentali, che riportano una generazione ormai estinta, ma presente nella memoria storica, affettiva e spirituale, cui apparteneva mio nonno Peppino Mastrapasqua. Con le storiche e smarrite insegne lignee delle Sezioni, rischiavano di estinguersi anche i quadri storici e la bandiera del 1925, finiti sotto la polvere degli intonaci e salvati dal diligente Cesare Rella, Presidente dell'Associazione locale dei Bersaglieri in via Nicola Nicolini, che abbiamo visitato più volte con la cortese collaborazione di Pasquale D'Agnelli, che ringraziamo.
  • Il quadro storico
Il quadro storico, che meritava di figurare in copia nella mostra sulla Grande Guerra a Barletta e che abbiamo trasmesso in ricerca alla diligente Dirigente dell'Archivio di Stato di Barletta, dott.ssa Seccia Filomena, rappresenta una memoria dei nostri padri, che hanno servito in armi la nostra Patria, contadini e medici, artigiani , braccianti e avvocati, analfabeti e laureati.
Il quadro, nelle dimensioni di cm. 120 x 160, con una cornice lignea larga cm. 14, riporta un titolo di dedicazione: "I Mutilati di Canosa ai Compagni caduti nella guerra 1915 – 1918". In basso viene riportato l'autore: " A cura del Fotografo S. Violante".
  • Il fotografo autore
Mi madre ricorda il fotografo di Canosa dell'inizio del 900, Violante, con lo studio di fronte alla Cattedrale San Sabino, nella stradina di via Vittorio Alfieri, a fianco al Palazzo Boemondo. Saverio Violante era originario di Ceglie Messapica nel 1881 e muore a 60 anni a Canosa nel 1941; i vegliardi di oggi lo ricordano col disagio fisico del dorso, al tempo in cui la gobba era provocata dalla diffusa Tubercolosi spinale, accanto a quella polmonare. Rendiamo onore e merito al fotografo Violante che raccolse 120 foto in bianco e nero, che si conservano integre con i nominativi dei Canosini caduti nella Grande Guerra del 15-18.
  • I cinquecento Caduti canosini
Ma i Caduti canosini furono ben cinquecento, come scopriamo in un manifesto pubblico del 4 Novembre 1921, che ritroviamo nell'Archivio Storico Comunale, con cui Canosa, con il Regio Commissario Giovanni Magnifico, esprime pubblicamente l'intento di "innalzare un Monumento per i Caduti", perché nei "seicentomila Morti d'Italia", " i cinquecento gloriosi Fratelli non vadano dimenticati nella posterità" e "si tramandi la loro memoria alle generazioni avvenire".
  • La bandiera italiana del 1925
Con due quadri storici i benemeriti Bersaglieri dell'Associazione hanno recuperato e custodiscono una bandiera d'Italia, dove l'asta del Tricolore riporta un'incisione storica: "Combatti senza odio e vinci senza premio. 22 Marzo 1925".
È un messaggio ed un valore che dalle trincee di Guerra di Cento anni fa, si tramanda oggi "alle sante battaglie del pensiero e del lavoro", all'impegno civile e politico, alla lotta dei valori, non ai pregiudizi faziosi o persecutori alle persone, al riconoscimento senza premio, dove la sola coscienza interiore attesta il credo ed il tributo.

Ob amorem patriae
maestro Peppino Di Nunno

N. B. Divieto di riproduzione delle foto del quadro, realizzate volontariamente da Sabino Mazzarella e Luigi Barbarossa, che ringraziamo. Nella diffusione, si prega di citare l'autore della ricerca storica.
Associazione Mutuilati ed Invalidi di GuerraAssociazione Mutuilati ed Invalidi di GuerraAssociazione Mutuilati ed Invalidi di GuerraReduci con l'elmettoAssociazione Mutuilati ed Invalidi di GuerraNonno Peppino soldatoAssociazione Mutuilati ed Invalidi di GuerraBersagliere e maestro Peppino
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