Madonna du tùppe tùzzele
Madonna du tùppe tùzzele
Stilus Magistri

Memoria della “Madonna du tùppe tùzzele"

L’Addolorata del Giovedì Santo che “bussa” in cerca del Figlio

Nei riti del Sacro della Settimana Santa dal Giovedì al Sabato Santo, abbiamo rievocato la devozione della Processione della Madonna "du tùppe tùzzele" (tuzzulà dallo spagnolo tozàr e dal greco τύπτω (tupto), bussare), che, avvolta da un velo bianco, uscendo dalla Chiesa del Carmine e del Purgatorio del Rione Castello a Canosa di Puglia(BT) andava in cerca del Figlio, bussando alla porta della Chiesa Madre di San Sabino, accompagnata dai "cantori di San Biagio" nel Corso San Sabino. Proseguiva con i fedeli nella sera del Giovedì Santo, nella visita di Sette Chiese dei "Sepolcri" ad adorare l'Eucarestia.È una tradizione popolare testimoniata dal racconto del Maestro Tommaso Greco, soppressa intorno al 1950, di cui resta una pregevole statua di Addolorata col manto nero e lo spadino nel cuore, custodita in una teca di vetro nella Sacrestia della Chiesa di Santa Lucia, nel Rione Castello. É nostro intento conoscere e recuperare le radici storiche, devozionali nella memoria del Giovedì Santo, dopo l'Eucarestia del Cenacolo, nel percorso tra VIA MATRIS della Vergine Dolorosa e VIA CRUCIS di Gesù. La ricerca è stata motivata da Don Peppino Balice, Parroco della Chiesa della Beata Vergine del Carmelo, da cui aveva origine il culto e la processione.

Ritroviamo così l'Addolorata del Giovedì Santo che cerca il figlio "carcerato" dopo l'agonia del Getsemani, l'Addolorata del Venerdì Santo che accompagna il Cristo Morto, l'Addolorata del Sabato Santo, la "Desolata" di Canosa che giace presso il Sepolcro del Signore, epilogo dei Sette Dolori di Maria. L'Addolorata del Giovedì Santo è l'immagine della Chiesa sposa che cerca l'Amato del suo cuore. A Orsara di Puglia, in provincia di Foggia, il Giovedì Santo l'Addolorata è portata in processione giungendo alla Chiesa Madre; attende alla porta, bussa, entra ma non trova l'Amato Figlio e prosegue il cammino visitando le Chiese in cerca per cercarlo. Da Foggia a Lecce la Madonna che cerca il Figlio carcerato per le vie del paese è l'immagine tradizionale rievocata nel Giovedì Santo. A Taranto dopo la Messa "in coena Domini" prima di Mezzanotte parte la processione dell'Addolorata dalla Chiesa di San Domenico per i vicoli della città vecchia. A Martina Franca dal 1999 la Processione è stata ripristinata nella sera del Giovedì Santo. A Fasano il corteo processionale con l'Addolorata del Giovedì Santo si fermava dinanzi alle porte chiuse della Chiesa Madre, dove «il crocifero bussava con la croce astile». A Barile in provincia di Potenza, il Giovedì Santo si svolge la commovente Processione dell'Addolorata attraverso le principali Chiese con la statua lignea della Beata Vergine, alla ricerca del Figlio. Dalla Puglia alla Sicilia e alla Sardegna ritroviamo il culto dell'Addolorata del Giovedì Santo. Ad Ispica (RG) in Sicilia nel pomeriggio del Giovedì Santo si svolge la processione dell'Addolorata che cerca il Figlio e Lo incontra "a Culònna" della flagellazione, dove si inchina per tre volte in silenzio.A Nuoro, in Sardegna si svolge a tarda sera del Giovedì Santo, nella visita di Sette Chiese, la processione dell'Addolorata, detta de "sas chircas" , della Vergine Maria che "cerca" il Figlio.Ritroviamo le radici spagnole nelle processioni in uso della Virgen Dolorosa de Jueves Santo. E nel Giovedì Santo, nell'istituzione dell'Eucarestia nei cosiddetti "Sepolcri" riscopriamo la figura della Vergine Maria, "Stella del Giovedì Santo" che educa al mistero dell'Eucarestia del Cenacolo.

Nella Catechesi questa dottrina è ripresa nel VI Capitolo, ultimo dell'Enciclica "Ecclesia de Eucharistia" intitolato "Alla Scuola di Maria, donna 'eucaristica'". L'Enciclica fu scritta da Papa Giovanni Paolo II il 17 aprile, Giovedì Santo, dell'anno 2003. Se ci chiediamo sulla presenza della Vergine Maria nell'Ultima Cena del Cenacolo di Gerusalemme, l'arte sacra raffigura la Madre di Gesù, come nell'Ultima Cena del Beato Angelico, dove la Vergine, con le stesse vesti bianche del Cristo, è inginocchiata nel venerare e ricevere l'Eucarestia al lato sinistro della Mensa.Contattando Padre Gabriele Maffina, che ci "augura ogni bene" e ci concede dalla Basilica minore di Santa Maria Regina degli Apostoli alla Montagnola in Roma, la foto del paliotto dorato dell'altare maggiore che raffigura il Cenacolo con la Vergine Maria che sta entrando sulla sinistra per partecipare all'Ultima Cena, mentre Giuda sta uscendo sulla destra. Da fonti indirette di testimonianza, come Giuseppe Fallacara, abbiamo la conferma della presenza di un velo bianco sul manto nero dell'Addolorata del Giovedì Santo di Canosa di Puglia. Così veniva rappresentata nella Chiesa del Carmelo nel Giovedì Santo nella venerazione dell'Eucarestia, in quell'itinerario impropriamente detto dei "Sepolcri" delle Sette Chiese, che rappresentano la Chiesa universale, come riporta l'Apocalisse di San Giovanni. Il velo bianco è presente anche nella Virgen Dolorosa del Giovedì Santo in Spagna.

La ricerca incontra nella Domenica delle Palme la voce di nonna Vincenza Tamburrano di 85 anni di Minervino Murge, madre del Parroco Don Peppino Balice. Alla parola dialettale "tuzzelè", evoca spontaneamente una filastrocca popolare sulla figura della Madonna del Giovedì Santo.
tup, tup a lu purtóne,
chi è, chi non è!
È la madre Maróje,
vàche acchiànne u figghje móje.
- Vàje o pònde de Pilàte,
cad è u trùve fragellàte


È intento primario non porsi la richiesta di ripristinare la Tradizione della Processione, ma recuperare la memoria storica dei nostri padri, di cui "siamo eredi e custodi", nella formazione della coscienza individuale e comunitaria alla luce delle fonti storiche, ecclesiastiche ed evangeliche in un tempo lacunoso trascorso che richiede conoscenza, formazione, catechesi, spiritualità. È un percorso che vale per tutte le tradizioni popolari ha bisogno di un discernimento tra pietismi esteriori e pietà popolare densa di umanità, spiritualità e fede; tra pietà popolare e PIETAS dell'Imago della Vergine Maria Addolorata, come la ritrae l'affresco pregevole dell'Ingresso del Palazzo del Monte di Pietà, oggi sede della Prefettura a Barletta. Più deleteri però oggi si affacciano il consumismo che inaridisce e la globalizzazione che ci aliena dall'identità, fino a toglierci le "lacrime" come a volte ha detto Papa Francesco. È la PIETAS dell'Addolorata del Giovedì Santo, che bussa, " du tùzzele" al nostro cuore in cerca di Gesù. È la sera del Giovedì Santo; la memoria rituale dei nostri padri rievoca la Mater Dolorosa del Giovedì Santo alla ricerca del Figlio "carcerato" , bussando alla Chiesa Madre, visitando Sette Chiese per adorare con i Fedeli l'Eucarestia del grano germogliato nel buio dei "Sepolcri", partecipando al Mistero dell'Eucarestia istituita nel Cenacolo, Lei, "Donna Eucaristica" del Giovedì Santo in comunione al mistero pasquale, presagio di Risurrezione.

Reso noto l'Itinerario di Memoria di Giovedì Santo 29 Marzo nel Rione Castello in PIAZZA ANTICA a Canosa di Puglia
Alle ore 17,00, momento di Memoria e Catechesi nella Chiesa di Santa Lucia con la venerazione del simulacro della Vergine Addolorata, ivi custodita e la preghiera mariana. Alle ore 19,00 sarà celebrata la Messa in Coena Domini nella Chiesa della B. V. del Carmelo. Alle ore 22, 00, Adorazione Eucaristica itinerante con inizio dalla Chiesa del Carmelo, con visita ornate alla Chiesa di San Francesco e termine nella Chiesa di Santa Lucia. La comunità civile, scolastica, religiosa è invitata a partecipare.
Ricerche storiche a cura del maestro Giuseppe Di Nunno
Foto a cura di Savino Mazzarella
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