Stilus Magistri

La Troccola del Venerdì Santo

Riscoperta pellegrina nelle radici delle chiese spagnole

È trascorso circa mezzo secolo da quando ero bambino e impugnavo come chierichetto una tavoletta di legno, in Chiesa presso la Sagrestia nella Cattedrale San Sabino di Canosa di Puglia, facendola risuonare con contenuto stridore nei riti del Venerdì Santo.
È la Troccola del Venerdì Santo in un esemplare recuperato, risanato dal tarlo e custodito in Cattedrale, mentre sono stati ricostruiti altri modelli simili con la collaborazione volontaria dell'artigiano del legno Angioletto Favore e dell'artigiano del ferro Angelo Acquaviva.

Sono le Troccole riproposte all'inizio della Processione dei Misteri del Venerdì Santo, che prende avvio dalla Parrocchia della B.V. del Carmelo.
La Troccola è uno strumento liturgico sacro del Venerdì Santo, presente nei riti del Venerdì Santo in tutta la Puglia, da San Severo, dal Gargano (San Giovanni Rotondo e Monte Sant'Angelo) al Salento, a Taranto con i Troccolanti, nell'Italia meridionale, in particolare nella Sicilia, dove, a Siracusa, viene detto che "Lu Venniri è di lignu la campana" (Il Venerdì è di legno la campana), che sostituisce nei riti cristiani le campane che tacciono nel giorno della Crocifissione e Morte di Gesù.

Non solo nell'Italia meridionale, ma altrove, compare la Troccola, come nella Chiesa di Settefrati (Frosinone) nel Lazio..
Si può erroneamente pensare che questo strumento a percussione di ferro su legno o di ruota dentata di legno, sia una cosa da Museo o folcloristica, ma guardando la devozione dei Troccolanti a piedi scalzi di Taranto, riflettiamo sulla sacralità della campana di legno, che veniva benedetta come i Sacri Bronzi dei Campanili delle Chiese.

• Le tenebre sulla terra scossa dell'ora nona
"Sarà solo lei, povero attrezzo di legno, a scandire le ore più importanti dell'anno liturgico", attesta l'Associazione Arneotrek Terra D'Otranto, riferendosi ai riti in Gallipoli.
Era l'ora nona, quando " si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio" ( Marco, cap, 15, 33), quando Gesù spirò e "il velo del tempio si squarciò in due, la terra si scosse" (Matteo, 27,51) in quel fragore della storia, evocato dalla Troccola.

La Troccola infatti, come attestano molti sacerdoti, veniva usata al termine dell'Ufficio delle Tenebre (Officium tenebrarum), e ancora oggi evoca nelle radici storiche del Vangelo il fragore della terra su cui scesero le tenebre con la morte di Gesù, in quel buio che avvolge le Chiese, prima della luce della Resurrezione pasquale.

L'antico, diventa vecchio, se viene svuotato dalla cultura originaria. Le tradizioni diventano folclore o elementi museali, se ignorate nei significati e valori portanti. Le innovazioni non devono poi soppiantare le tradizioni, per il distorto principio della modernizzazione, ma devono con spirito nuovo vivificare il costume antico del popolo, custode di radici secolari.

Le stesse osservazioni emergono nella tradizione dei grani pallidi dei Sepolcri del Giovedì Santo presso l'Eucarestia, come per la Troccola del Venerdì Santo, chiamata anche "battola" o "raganella".

• La Troccola nelle radici spagnole

Nelle ricerche storiche religiose della Settimana Santa, la Provvidenza ci ha messo in contatto con i padri Redentoristi dell'Accademia Alfonsiana di Roma, dove abbiamo comunicato con padre Emilio Lage, spagnolo, di 76 anni, presente in Italia da quaranta anni.
"Sono nativo de La Coruña, a Nord Ovest della Spagna e usavo questo strumento liturgico da bambino nella Chiesa di Santiago (Iglesia de Santiago); ma la Troccola è presente ancora oggi in molte chiese e riti religiosi del Venerdì Santo nella Spagna, sotto il nome di carraca o matraca. Di dimensioni imponenti essa viene usata anche nel Campanile della Cattedrale di Leòn e nella Torre della Cattedrale di Santiago de Compostela".

La Carraca o matraca, instrumento musical litùrgico, è stata poi trapiantata anche nell'America Latina ed in particolare nl Messico". Anche nel Museo del Brasile è custodita una tavoletta a quattro sonagli.

Una matraca gigante viene usata ancora oggi, come attesta l'editoriale del 2012, nel Campanile della Catedral de Morelia, capoluogo dello Stato messicano di Micoacàn nel Messico Centrale ( si può ascoltare il suono nel sito www.flickr.com con la Procession de la Passion en Putla Oaxaca (Messico), dove un devoto parrocchiano impugna la matraca come a Canosa di Puglia (el fervor del feligres).

La matraca installata nel Campanile risuona due giorni all'anno: es la matraca de Catedral, con la que este viernes y sábado Santos se llamará a los fieles a los oficios religiosos.
Lo strumento figura anche nella dimensione civile, nella Festa dell'Indipendenza della Patria.
Cogliamo pertanto il legame storico e cristiano tra i riti della Settimana Santa in Spagna, della "Semana santa aragonese", e i riti dell'Italia meridionale, fino alla Puglia e a Canosa di Puglia.

Abbiamo così avuto preziose indicazioni a ricercare l'uso dello strumento nelle chiese spagnole ( en todas le iglesias catolicas).
La Confraternita dell'Ecce Homo nell'Iglesia de San Pablo en Zaragoza usa con gli Incapucciati la matraca nella processione del Venerdì Santo, con la simile processione dei Perdoni a piedi scalzi dei Troccolanti di Taranto.
È una testimonianza di comunione di cultura cristiana e di Chiese nei riti della Settimana Santa, che lega in particolare l'Italia Meridionale con gli Aragonesi.

Nelle Chiese spagnole "è la hora de la Matraca" che risuona nel giovedì Santo ed in particolare nel Venerdì Santo, a Utrera in Siviglia, nella Torre della Iglesia de Santa Maria de la Mesa, ad Alicante, che si affaccia sul Mar Mediterraneo sulla Costa Bianca, a Lorca, a Villafàfila, nella prestigiosa Catedral de Leon, a Zaragoza (Iglesia de San Pablo Apòstol de Zaragoza, con la Confraternita Ecce Homo). Qui si può visitare il sito www.eccehomozaragoza.org, dove figurano gli Incappucciati con una matraca complessa.

E come nella Catedral de Morelia in Messico, anche in Spagna, come ci ha detto il padre Redentorista di Roma, Emilio Lage, una matraca gigante risuona nella Torre della Cattedrale di Santiago de Compostela, sulla Via Francigena, presso il suo paese natio di A Coruña .
Dopo 50 anni in disuso per il logorio del tempo, le braccia di due metri della Campana di legno dentata sono state state restaurate nel 2010 per essere usate ancora oggi ( si può seguire il video in Intyernet).
"La Carraca suena en la Catedral de Santiago de Compostela".
Señal de duelo por la muerte de Cristo, la carraca es un colosal instrumento de percusión que sustituye a la campana. Esta representa la voz de Jesús, pero la carraca la reemplaza durante los días en que Cristo permanece muerto y, por tanto, su palabra se apaga. Se podrá escuchar el viernes, a las 12 y a las 18 horas, y el sábado, a las 12, a las 18 y a las 22.

Da Santiago de Compostela, dall'Apostolo Giacomo, incontriamo nella Chiesa di San Giacomo in Barletta, il giovane sacerdote don Sabino Lattanzio, legato nel nome nel patrimonio storico ecclesiale alla Cattedrale di San Sabino di Canosa.
Don Sabino riporta l'uso della Troccola nella liturgia in Chiesa come nella Processione del Venerdì, dove "ogni Confraternita ha la propria Troccola.
Anche Le Suore di clausura del Monastero delle Benedettine di San Ruggero in Barletta usano la Troccola per incontrarsi nella preghiera.
Sono stato negli anni scorsi in pellegrinaggio in visita alla Cattedrale di Santiago de Compostela in Spagna, dove la guida ci parlò anche della Matraca nella Torre campanaria".
Contattando la Cattedrale di Barletta, troviamo la presenza della Troccola nella Processione del Venerdì Santo.

Ma anche nelle Chiese Orientali si ritrovano i cosiddetti "instrumenta tenebrarum": questi derivano dai "semantron", ossia da tavole di legno, ancor oggi usate nella Chiesa cristiana ortodossa e cattolica di rito orientale. Nei monasteri vengono usati per convocare alla processioni e per risuonare le ore liturgiche della Settimana Santa.

Dalla Cattedrale San Sabino di Canosa di Puglia, dalla Chiesa della B. V. del Carmelo del Venerdì Santo con gli Scout che impugnano la Troccola, dalla Puglia alle Chiese della Spagna, alla Chiesa di Santiago della Coruña di Padre Emilio Lage, alla Catedral de Santiago de Compostela, fino al Messico e alla Catedral de Morelia, "quasi alla fine del mondo", come evocano le parole di Papa Francesco nell'elezione del Successore dell'Apostolo Pietro.

La Troccola pellegrina dall'Italia alla Spagna, al Messico, risuona l'ora del Venerdì Santo, lungo la Via Crucis, che risalì il Golgota e che ancora oggi risale le nostre strade nella Croce del mondo, come sulla "Salita Calvario" del borgo antico di Canosa di Puglia.

Il termine cambia da Troccola, che deriva dal greco Trokalos, alla Matraca o Carraca, pur avendo in comune l'espressione linguistica onomatopeica, ma il suono dall'Italia, alla Spagna, al Messico è identico e parla al cuore dell'uomo, della fede, della storia.
Accostiamoci con devozione evangelica al povero strumento liturgico della Troccola, a quel crepitio delle tenebre che avvolse la terra e scosse il Calvario, facendo eco alla voce di Gesù che "dando un forte grido, spirò" (Marco, 15,37), Redentore sulla Croce di legno e di ferro.

A quel crepitio evangelico, che si fa preghiera nel silenzio del Venerdì Santo, seguirà nella notte di Pasqua l'Exultet, l'esultanza delle campane di bronzo, che annunceranno nella gioia: RESURREXIT , sicut dixit, è Risorto, Alleluia..
Anche nella Pasqua Ortodossa si evoca la Resurrezione con le parole scritte sul Santo Sepolcro: Χριστός Ανέστη (Christòs Aneste), "Cristo è risorto", cui si risponde, Alethòs Anéste! ("è veramente risorto").

Buona Pasqua!

maestro Giuseppe Di Nunno da Canosa di Puglia

Settimana Santa dell'A. D. 2013

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