Stilus Magistri

La pagnotta del Carabiniere in mostra a Canosa di Puglia, con la Lucerna

Nel Bicentenario della Fondazione della Benemerita

"Quando eravamo povera gente", si mangiava a volte solo "pène, scùrze e meddòche" (pane, crosta e mollica), ma quest'anno 2014, il pane, la crosta e la mollica, datati 2014, hanno avuto un banco antico d'onore nella sede del Museo dei Vescovi, alla Mostra dei Cappelli storici dell'Arma dei Carabinieri.
Il pane, la crosta e la mollica, sono stati impastati e sfornati dalle mani del panettiere Clemente del rione antico del Castello, plasmati in versi in dialetto dal maestro Peppino Di Nunno, recitati in mostra da una bambina di Scuola Primaria, donati in un quadretto con dedica al Ten. Elpidio Balsamo della Compagnia dei Carabinieri di Barletta, custode referente della mostra con il concorso del Corpo dei Carabinieri della Stazione di Canosa e del curatore del Museo, dott. Sandro Sardella.
Durante una lezione a Scuola, una bambina, figlia di panificatore, di classe quinta, ha detto: "io la conosco", ma poi ha chiesto: "e perchè si chiama?".
Risponde alla storia dei nostri padri e alla gente di oggi, la Lucerna, l'antico cappello dell'Arma dei Carabinieri, in Mostra nel Museo.
Il panem nostrum cotidianum, non si è fatto solo nutrimento e preghiera, ma anche "cappello" della figura del Carabiniere, radicato nell'immaginario collettivo e nei panifici di Canosa di Puglia.

maestro Peppino Di Nunno
6 fotoLa pagnotta del Carabiniere in mostra a Canosa di Puglia
La pagnotta del CarabiniereClemente e la pagnottaLa pagnotta del CarabinierePeppino e RosannaLa pagnotta del CarabinierePagnotta inaugurale
La pagnotte du Carabbenìre

M'arrecòrde, scève accattè le pène,
e u furnère umbastève che le mène,
angòre jòsce addumànne o panettìre,
' me dè na pagnòtte du Carabbenìre?'.

La màngene Canusòne e péure frestìre,
la pagnòtte de grène du Carabbenìre,
tène la fòrme du cappìdde andòche,
ma jà de pène, scùrze e meddòche.

Auànne jìnde o fùrne, sàupe o Castìdde,
Cleménde l'ò fàtte cume a nu cappìdde,
e l'ò purtète o Musèe, jìnd'o pertàune,
a la storie, a la mostre du cappeddàune.

Du séchele òne passète a li Carabbenìre,
fèste d'Italie ca se vèste che la bandìre,
e dù a Canàuse se mange u Carabbenìre.

Auguri all'Arma dei Carabinieri
da Canosa di Puglia, nella Mostra dei
Cappelli Storici della Benemerita, per
il Bicentenario della fondazione.

maestro Giuseppe Di Nunno

Canosa, 8 maggio 2014



La pagnotta del Carabiniere

Mi ricordo, andavo a comprare il pane,
allora il fornaio lo impastava a mano,
ma ancora oggi io chiedo al panettiere,
"mi dai una pagnotta del Carabiniere?".

La mangiano Canosini e pur forestieri,
la pagnotta di grano dei Carabinieri,
ha la forma del cappello antico,
ma è di pane, crosta e mollica.

Quest'anno nel forno, sopra al Castello,
Clemente l'ha fatta come un cappello,
e l'ha portata al Museo, nel portone,
alla storia, alla mostra del cappellone.

Due secoli son passati ai Reali Carabinieri,
festa d'Italia che si veste con la bandiera,
e qui a Canosa si mangia il 'Carabiniere'!

Duecento Auguri!

maestro Giuseppe Di Nunno da Canosa di Puglia, nella Mostra dei Cappelli Storici.

Canosa, 8 maggio 2014





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