Stilus Magistri

Il primo tempio cristiano di Barletta, edificato dal Santo Giovane Sabino nel VI sec..

Accoglienza e intercultura con l’Oriente

Accostandoci alla figura del Vescovo Santo Sabino, canosino e Patrono di Canosa di Puglia, Vescovo nel 514 all'età di 53 anni, riscopriamo le sue opere, da giovane sacerdote, quando non era ancora Vescovo, al tempo di Papa Gelasio, come riporta il paragrafo § I dell'opera storica del Prevosto Angelo Andra Tortora del 700: Gesta S. Sabini nondum Episcopi tempore S. Gelasii Papae.

Lo storico "Anonimo" del IX secolo, scrivendo la Vita di S. Sabino (461-566) lo definisce: Vir Venerabilis Restaurator Ecclesiarum. In realtà non fu soltanto restauratore, ma anche Edificatore (Verum non solum restaurator fuit, sed etiam Ædificator).
  • Il molo di Barletta, Porto romano di Canosa.
"C'era infatti nelle vicinanze di Canosa un famoso e antichissimo Molo (Pila), in seguito restaurato dall'Imperatore Eraclio, come si riporta, costruito sull'Adriatico, per ragioni di sicurezza e per agevolazione del commercio" (Prope enim Canusium famigeratissima et antiquissima extabat Pila, (deinceps restaurata ab Heraclio Imp. ut sertur) commercii securitatis et commoditatis causa super Adriaticum extructa. Da questo prese il nome di Barulum (Barletta), la Città in quel luogo edificata (Ex hac denominationem accepit Barulum (Barletta) Civitas satis ampla amaena eo loco postea edificata).

Le fonti storiche riportate dal Tortora sono attestate dallo storico canonico, padre Giovan. Paolo Grimaldi, Gesuita napoletano, nella VITA DI S. RVGGIERO, del MDCVII, ove sono citati peraltro gli altri Vescovi Santi di Canosa, Probo, Rufino e Memore.
  • Un tempio sabiniano per viandanti Cristiani, Pagani ed Eretici.
Ma il giovane sacerdote Sabino promuove verso l'Adriatico un legame con l'Oriente in Barletta. "Qui infatti, il Santo Giovane Sabino decise di edificare e dedicare un tempio a S. ANDREA Apostolo, là solamente senza (niente), affinchè i viandanti Cristiani avessero un luogo, dove potessero assistere al culto sacro, e anche, essendo di passaggio, sia i Pagani, sia gli Eretici, che approdavano da ogni parte dall'Oriente, e che entrando nel Tempio, attratti se pure dalla curiosità, potessero ricevere un'istruzione cristiana (Hic igitur S. Juvenis Sabinus excitare Templum Divoque ANDREÆ Apostolo dicare statuit, eo dumtaxat fine, ut viatores Christiani locum haberent, ubi sacris assistiterent, et pertranseuntes etiam sive Gentiles, sive Hæretici, qui ex Oriente illuc passim appulebant, curiositatem saltem allecti Templum ingredientes Catholicas exciperent instructiones). Emerge la figura nel giovane Sabino, di evangelizzatore, dove la formazione cristiana è proposta a tutti, e di interlocutore con la terra d'Oriente, dall'Adriatico, terra di frontiera, da Barletta, Porto d'approdo dall'Oriente. Lo stesso Sabino, divenuto Vescovo autorevole in parola e opere (Potens in opere et sermone), sarà poi Vescovo Ambasciatore in Oriente a Costantinopoli, come delegato (Legatus) di Papa Agapito nel 536.
  • La Chiesa di S. Andrea Apostolo
La sua vocazione di Ambasciatore verso l'Oriente, nasce e matura anche a Barletta, nella Chiesa di S. Andrea Apostolo, che Papa Gelasio, in seguito consacrerà con S. Sabino, venendo a Canosa (Canusii igitur agens Pontifex…inde ad memoratum S. Andrea Templum dedicandum perrexit). Successivamente si recheranno sul monte Gargano (cacumine Gargani montis prope Canusium) per la consacrazione della Grotta (speluncam) di S. Michele Arcangelo.
  • Il sigillo sabiniano nella Cattedrale di Barletta
Le tracce delle opere di S. Sabino in Barletta, si ritrovano anche nella Cattedrale di Barletta, dove è custodito il bollo sabiniano nel museo lapideo ipogeico, mentre il Parroco don Angelo Dipasquale fa visita alla Cattedrale di Canosa, incontrando don Felice Bacco.
Nel testo "Cattedrali di Puglia", l'emerito prof. Damiano Fonseca attesta le tracce della storia di Canosa, nei monumenti degli insediamenti costieri di Bardulos (Barletta) e di Turenum (Trani), "Al tempo del Vescovo Sabino, quando Canosa godeva di grande prestigio religioso ed economico". " I mattoni con il monogramma di Sabino, inseriti nelle murature della Chiesa di Bardulos (Barletta), confermerebbero questa ipotesi". Con la collaborazione di Paolo Pinnelli ed in particolare della ricerca di Giuseppe Dimiccoli, operatori della Gazzetta del Mezzogiorno nella sede di Barletta, abbiamo ricevuto foto e fonti presenti nell'area archeologica della Cattedrale di Barletta, dove le tracce attestano un "edificio sacro paleocristiano del VI sec., che rappresenta la più antica testimonianza del culto cristiano a Barletta". Dell'impianto della "basilica paleocristiana appare certa la committenza di San Sabino, Vescovo della Diocesi di Canne e Canosa dal 514 al 566 d. C.; sono stati rinvenuti infatti diversi mattoni in cotto con il monogramma del Vescovo canosino".
  • La Chiesa di S. Giacomo in Barletta
Come riporta il testo del dott. Renato Russo sulla Cattedrale di Barletta, oltre alla Chiesa paleocristiana sabiniana del VI sec. di S. Maria De Baruli, "la Chiesa alto-medievale di S. Maria De Ausilio del IX sec., fu edificata da Canonici in fuga da Canosa invasa e incendiata dai Longobardi". Le tracce sabiniane si ritrovano così presso l'antica Prepositura curata di San Giacomo Maggiore, sede un tempo di un antico monastero benedettino. Il Parroco don Sabino Lattanzio, nei suoi studi ci parla nella tradizione di una località adiacente alla Chiesa, detta Pozzo di San Savino, con Chiesa al tempo edificata . Il quartiere, posto fuori le mura della città distrutta, ricostruito da Canosini e Cannensi, fu detto Borgonovo e dedicato a San Sabino, venerato nella liturgia ancora oggi nell'antica Chiesa di San Giacomo, dove un calendario liturgico prezioso riporta la memoria al 9 febbraio, S. Sabini Epis. Can.

Nella Chiesa è custodito anche un prezioso busto argenteo di S. Sabino, del 700, dove un reliquiario sul petto riporta il sigillo "Ex ossibus S. Sabini". Il busto si congiunge al busto gemello di San Ruggero Vescovo, che fu presente alla consacrazione della Basilica di San Sabino di Canosa avvenuta il 7 settembre del 1101 alla presenza di Papa Pasquale II, come attesta la lapide monumentale della Cattedrale, che lo riporta primo fra cinque Vescovi: RVCERIVS CANNENSIS EPISCOPUS.
Lo stesso Parroco nel 1997 è stato il committente di due pregevoli icone, custodite nella Chiesa di Barletta, che raffigurano San Sabino, con il nome scritto in greco e l'incontro del Vescovo Sabino con l'abate San Benedetto. Le due icone sono opera dell'artista bulgaro Gheorghi Dimov. Il nome, Savino o Sabino, si ritrova ancora oggi a Barletta nel nome di Battesimo di numerose persone, come il rev.ndo Parroco di San Giacomo, Savino come suo nonno, pellegrino ogni anno nella Cattedrale San Sabino di Canosa nel dies natalis del 9 febbraio e come Savino Silecchia, Luogotenente del Comando Stazione dei Carabinieri di Canosa, originario di Barletta.

Quest'anno 2014 don Sabino Lattanzio nella sera della vigilia celebra la Santa Messa nella Cattedrale S. Sabino di Canosa, nel culto del Vescovo Sabino. Lo stesso Sindaco di Barletta, dott. Pasquale Cascella, ci ha inviato nel 2013 un messaggio di apprezzamento della figura di S. Sabino radicata nel territorio e a Barletta. La Chiesa e il nome sono un legame nel territorio del Vescovo Sabino, che ha oltrepassato i confini regionali, verso l'abate Benedetto di Montecassino, verso l'Oriente e la terra bizantina, in un dialogo di intercultura e di cristianità, sulle vie della fede e del dialogo, dove le pietre edificate sono in piedi e ancora viventi.

maestro Peppino Di Nunno
Canosa, 9 febbraio 2014
6 fotoIl primo tempio cristiano di Barletta
San Sabino  Barletta - busto argenteoCattedrale S.SabinoChiesa di San Giacomo BarlettaDon Sabino LattanzioMemoria liturgica San SabinoSan Sabino
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