Stilus Magistri

Il nobile triclinio dell’Annunciazione

Il saluto in latino nel Beato Angelico

Il nobile triclinio dell'Annunciazione.
Il saluto in latino nel Beato Angelico

Il 25 marzo ricorre la solennità dell'Annunciazione, nel saluto dell'Angelo alla Vergine Maria e nel concepimento verginale di Gesù.
Non essendoci riferimenti cronologici specifici nei Vangeli, la data del 25 marzo viene fissata nove mesi prima del 25 dicembre del Natale. E se la Natività ricorre nella festa del Sol Invictus, nel Solstizio d'Inverno, la festa dell'Annunciazione ricade intorno all'Equinozio di Primavera, riportato dal Vangelo di Luca, nel saluto dell'Angelo alla piena di Grazia (Luca, 1,28).
Nella promozione dell'arte e dell'arte sacra nella storia e nella Scuola, vogliamo accostarci alla lettura dell'Annunciazione del Beato Angelico, già proposta in precedenza nelle iscrizioni in Latino.
Il pittore italiano Fra' Giovanni da Fiesole, detto Beato Angelico, ha realizzato diverse versioni, custodite nel Museo Diocesano di Cortona, in Provincia di Arezzo, nel museo di San Giovanni Valdarno (AR), nel Museo del Prado a Madrid, nel Museo San Marco di Firenze (corridoio Nord).
Quest'ultima pittura è molto nota nella nostra terra ed è stata esaminata nei nostri studi nell'iscrizione in latino, ritrovata nella pregevole icona mariana della Cattedrale di Barletta e scoperta nei testi di San Bonaventura: "Virginis intacte cum veneris ante figuram, pretereundo cave ne sileatur Ave" (quando sarai giunto davanti all'immagine della Vergine casta, nel passare oltre, bada che non venga omessa l'Ave). Si noti che il dittongo finale "ae" di "intacte" non compare nel latino medievale.
L'altra iscrizione, che sfugge alla lettura visiva, ci è stata indicata negli anni recenti direttamente dalla Direttrice del Museo San Marco di Firenze, dott.ssa Magnolia Scudieri, e riporta il saluto dell'Angelo, dove l'artista si fa teologo mariano ispirandosi al testo di Luca, cap. 1, v.35.
Così leggiamo in basso al dipinto dell'Annunciazione: Salve Mater pietatis et totius Trinitatis nobile Triclinium (Ti saluto o Madre di amore e nobile Triclinio dell'intera Trinità).
Il testo è ripreso dal poeta canonico Adamo di S. Vittore del XII sec. nella sequenza mariana, riportata anche in San Tommaso d'Aquino.
Così la Vergine Maria, già denominata "trono della Trinità" nel V secolo in Oriente, diventa dimora della Trinità, nel nobile triclinio, che era, presso i Romani, la sala da pranzo con tre letti, dove si sedevano i commensali.
In fatti il Triclinio, che deriva dal greco τρι (tre) e κλίνη (klìne, letto), nel Beato Angelico simboleggia la Trinità, che discende nel grembo di Maria, mensa eucaristica.
In questo evento dell'inabitazione del divino nell'umano, accostiamoci all'arte sacra dell'Annunciazione, patrimonio spirituale della storia dell'umanità.
Nell'arte, nelle religiosità cristiana, nell'annuncio dell'Angelo, porgiamo gli auguri alle Annunziate, a Nunzio, a Nunzia, di famiglia, di amicizia, di Scuola, di paese.
Auguri Nunzia! Auguri Nunzio!

Nella Cattedrale di Andria ha inizio l'anno giubilare, con la Sacra Spina, che rinnoverà il prodigio l'anno prossimo nel 25 marzo 2016, quando l'Annunciazione coinciderà con il Venerdì Santo, nel sangue di Maria e di Gesù, mentre la terra si bagna del sangue dei Martiri cristiani.
Nell'Amore e Onnipotenza di Dio, ci vediamo l'anno prossimo.

maestro Peppino Di Nunno
Canosa di Puglia, 25 marzo 2015
Annunciazione
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