Fioroni
Fioroni
Stilus Magistri

I fioroni dei Santi di Giugno

In dialetto “chelumbre di Canosa e columbari del Salento”

Oggi 15 giugno porgiamo gli auguri per l'onomastico di Vito, mentre rievochiamo la memoria e la tradizione gastronomica dei "chelùmbre a San Vito", dei fioroni che seguono la scansione del mese di giugno con i chelùmbre a san Vito del 15 giugno, de San Giovanni nel 24 giugno e di San Pietro e Paolo nel 29 giugno. La buonanima di mio padre Giovanni, agricoltore, sorridendo e portando dai campi a casa al mattino i fioroni diceva proverbiando: "fiorone mio cortese, ti ho aspettato un anno, ti aspetto un altro mese". Maturando e arricchendo il lemma dialettale già riportato nel mio libro "Sulle vie dei ciottoli", ricerchiamo la radice etimologica dei "chelùmbre". Contattando la valente signora Maria Grazia presso il Museo Archeologico Nazionale di Canosa, accogliamo la stessa denominazione salentina a Parabita: "colùmbi o columbari", riportati in Terra d'Otrantoe confermati dalla dott.ssa Vita Conte del Salento, a cui diamo gli auguri.

Ragionando sul lemma fiorone, accrescitivo di "fiore", ritroviamo nel dizionario di Latino la radice "corymbus", infiorescenza dell'edera, presente anche nel lemma in greco κόρυμβος, con lo stesso significato.
Infatti nelle verifica scrivendo in greco Korimbos e cercando in "immagini", ci compare l'infiorescenza.
Questo grappolo di bacche di edera nella decorazione floreale mitologica greca e romana si ritrova in Virgilio, in Plinio (libro XVI, cap. 34) e in Ovidio come mi indica il mio dizionario di Liceo: «vocatur corymbus, a quo corymbifer, qui fert corymbos sive hederam» .
Dall'infiorescenza dell'edera con la connotazione floreale, deriva poi la connotazione del frutto "corimbo" infiorescenza del fico.
Ricerchiamo il passaggio evolutivo dal latino classico al latino medievale e quindi al dialetto pugliese, ritrovando lo stesso lemma nel Glossarium latinitatis del Du Cange e graecitatis ad scriptores.

I chelùmbre a Roma
Nei contatti sociali e culturali inviamo un messaggio di condivisione agli amici Dino Lagrasta a Milano, agli amici di Canosiamo trapiantati a Roma, alla diligente Avv. Tiziana Di Chio e al caro Presidente Salvatore Paulicelli, Questi con nostalgia delle radici obietta che "li chelùmbre" di San Vito non si trovano a Roma!
Ma noi nell'archeologia dei "fioroni" e dei "colùmbi" li ritroviamo a Roma. Nel 2019 negli scavi dei Fori Imperiali è emersa una testa di Dioniso (Bacco per i Romani) con "due fiori di corimbi congiunti con benda di edera", "segno dionisiaco" nelle celebrazioni dell'Antica Grecia e nell'Antica Roma del culto dionisiaco.
Caro Salvatore nella tua Roma ci sono i corimbi floreali archeologici, mentre qui a Canosa nativa e in Puglia, ci sono i saporiti frutti di infiorescenza, grandi a diventare "fioroni".
Li maturiamo frizionando con la meni come faceva e diceva mio padre, evocando le stesse emozioni e gli stessi sapori di oggi nelle nostre mani, alla ricerca dei rari fioroni, che vanno salvaguardati: sànde Vóte Putegnène, se nand'ammatéure téu, t'ammatéure jó che le mène" (a San Vito, se non sei maturo, ti faccio io maturo con le mani). Buoni fioroni a tutti!
Maestro Peppino Di Nunno
  • Dieta Mediterranea
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