Gina Paulicelli
Gina Paulicelli
Stilus Magistri

C’era una volta la camiciaia...

Gina Paulicelli, Francescana non è più tra noi

C'era una volta la camiciaia... "qunàne s'embastève a mène", "quando si imbastiva a mano", unendo due lembi di cotone con cucitura provvisoria, nella connotazione della figura femminile che "sapeva tenere l'ago in mano". Così raccontava Gina Paulicelli un tempo camiciaia, Terziaria Francescana, deceduta all'età di 90 anni presso l'Ospedale di Canosa, dopo essere stata ospite dell'Oasi Minerva, nel conforto delle amiche della Fraternità francescana e dei suoi parenti e nipoti. Ho avuto il piacere di incontrala nella sua abitazione, in un 'sottano' a livello di strada, seduta sull'uscio, nei suoi 86 anni, ascoltando e apprendendo la sua arte di camiciaia e di esperta dei tessuti che abbiamo riportato nel libro di dialettologia "Sulle vie dei ciottoli del dialetto canosino". Nel chiedere conoscenze sul "trecò" di cui parlava la buonanima di mia madre Rosetta, così mi parlò, come riportiamo nel libro, cui si interessò molto dopo la pubblicazione.

Trecò (sost. m.). Significato: tessuto resistente di cotone grezzo. Mia madre cuciva i pantaloni di tricot per mio padre in campagna. Etimologia francese "tricot" (tessuto di cotone). E la nonna Gina Paulicelli, camiciaia, "qua- ne s'embastève a mène", ci descrive i vari tipi di panni in dialetto: la fustàgne (tessuto di cotone doppio); la flanélle (cotone dop- pio caldo); il macò (makò, cotone merce- rizzato dell'alto Egitto) con la cimosa blu; panama; teritàl (fibra sintetica resistente, derivato da ter(eftalico)-ital(iano); per- càlle (cotone lischio e fresco per lenzuola d'estate); pélle d'ùve (pelle d'uovo); lòne (lino); chàntu (shantung in seta, origina- rio della provincia cinese di Shan-tung); taffetà (seta grezza operata, derivata dal persiano taftah, cioè intrecciata); velléute (velluto), come sentivo a Scuola: "mu vène u sugneròne du velléute!". E ancora nonna Gina, senza figli, ma con tante amiche fraterne ci ha riportato molti proverbi nella sua sapienza popolare. Un particolare proverbio ci ha consentito la scoperta delle lunazioni nella cultura popolare. Lo rievochiamo dal libro "sulle vie dei ciottoli" al n. 242 dei Proverbi o meglio "de li pecàbele" (dal lat. vocabulum), come diceva mia nonna Rosinella sulla Via della Passione di paese.

Le lunazioni, quando eravamo povera gente.
Dùdece so li móse, trìdece so le léune,
ma la nòtta cchiù lònghe, quàne te ne vè a còcche disciéune.

(Dodici sono i mesi, tredici sono le lune, ma la notte più lunga, è quando vai a letto digiuno).

Il bel proverbio mi è stato trasmesso da una ottantenne terziaria francescana, Gina Paulicelli. Il proverbio evoca le tredici lunazioni, legate ad antiche tradizioni pagane e popolari. L'anno solare contiene 13 lunazioni con denominazioni rituali della fecondità della terra, legate alle fasi lunari di 28 giorni; l'ultima è la "luna blu". La luna blu, evocata anche dalla canzone "blue moon" del 1934, rappresenta la seconda luna piena di un mese solare, fenomeno raro, che si è verificato nell'agosto del 2013 e nei due pleniluni del Luglio 2015. Ora la notte più lunga è stata quella della morte per la cara nonna Gina e la nuova lunazione ha svelato in cielo il volto di Dio nella sua fede cristiana. Lei aveva conosciuto e stimato Don Peppino Giuliani, partecipando alla vita comunitaria della Chiesa di Gesù e Maria di Canosa di Puglia(BT). La nonna camiciaia non è tra le persone illustri di paese, ma illustra le figure femminili lavoratrici del '900 e ci è maestra con la sua semplicità e memoria popolare. Ti accompagni la nostra preghiera alle tue mani che in vita hanno cucito con ago e filo e ora sono giunte con la Madre Celeste Vergine Maria, con le mani giunte della Fraternità Francescana di Canosa, con la Ministra Maria Grimaldi e le sue amiche fraterne.
Addio nonna camiciaia!
maestro Peppino Di Nunno
Canosa di Puglia, alle idi di marzo 2017
Gina Paulicelli
     Stilus Magistri

    Stilus Magistri

    Maestro d'altri tempi

    Indice rubrica
    Ospiti a Tavola 28 Ospiti a Tavola 28 Bartolomeo Scappi, il cuoco privato dei Papi
    Riscoperta “l’arena” di Margherita di Savoia Riscoperta “l’arena” di Margherita di Savoia Parola in dialetto, italiano e latino
    Il dio Giove a Canusium Il dio Giove a Canusium Scende sulla passerella di Giove Toro
    Pereunt et imputantur Pereunt et imputantur Dal latino al dialetto con Fernando Forino
    A Scuola nella Chiesa di S. Lucia A Scuola nella Chiesa di S. Lucia Lettura delle pietre sacre nel borgo antico del Castello
    La stella del mare fra le dodici stelle bibliche. La stella del mare fra le dodici stelle bibliche. La Festa dell'Immacolata Concezione
    La ricetta dei mostaccioli La ricetta dei mostaccioli Dall’Antica Roma ai nonni di Puglia
    Le 25 impronte di un cammino sacerdotale Le 25 impronte di un cammino sacerdotale I 25 anni di Don Felice Bacco a Canosa
    Milites  Publicae  Securitatis Milites Publicae Securitatis L’Arcangelo Michele, Patrono della Polizia di Stato
    MILITES  REI  AERARIAE MILITES REI AERARIAE San Matteo, Patrono della Guardia di Finanza
    Il Ponte di Canosa: Monumento sulle palafitte Il Ponte di Canosa: Monumento sulle palafitte Frontiera di civiltà e monumento senza frontiere
    Dolore e coscienza del terremoto Dolore e coscienza del terremoto Dal lutto nazionale al problema nazionale
    Le stampe antiche “del più grande dei suoi figli” Le stampe antiche “del più grande dei suoi figli” Cinquantenario di San Sabino a Canosa
    Binario morto di Puglia Binario morto di Puglia La cronaca delle esequie funebri
    © 2005-2017 CanosaWeb è un portale gestito da 3CPower srl Partita iva 07161380725. Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
    CanosaWeb funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.