Stilus Magistri

ARA CRUCIS , l’altare della Croce di Padre Pio: la teologia delle iscrizioni

A cura del maestro Peppino Di Nunno

Era il 16 giugno 2002 con la mano pastorale di Giovanni Paolo II: a dieci anni dalla canonizzazione di Padre Pio, vogliamo porgere una lettura dell'altare su cui il padre Cappuccino stigmatizzato del Gargano, celebrava l'Eucarestia.
Ogni sacerdote, anche se peccatore, come diceva San Francesco d'Assisi, ha più valore per gli uomini del proprio Angelo Custode, che vive al cospetto di Dio. Egli infatti può dare il perdono di Dio, può dare l'Eucarestia.
Mi è capitato nei primi anni del 2000, uscendo dall'Ospedale Casa Sollievo di San Giovanni Rotondo, di accostarmi dinanzi al mosaico di Santa Maria delle Grazie con la figura di San Pio, e di venerare l'Eucarestia esposta in un ostensorio sull'altare: intorno alla pietra sacra ho potuto leggere le lettere di un "Paradiso che scende sulla terra durante la Messa".
Ho ricercato queste parole nel 2011, chiedendo la lettura del testo agli operatori del Convento Cappuccini, ma non le ho ritrovate, avviando così una ricerca culturale e spirituale.

Con l'aiuto prezioso della giornalista Paola Russo di Teleradio Padre Pio (connessione in digitale sul canale 145) e con la Redazione di Voce di Padre Pio, abbiamo riscoperto le parole pronunciate da Padre Pio alla figlia spirituale Cleonice Morcaldi e pubblicate nel libro "La mia vita vicino a Padre Pio".
Su lato destro dell'altare era scritto "DURANTE LA MESSA TUTTO IL PARADISO SI RIVERSA SULL'ALTARE". Sul lato sinistro era scritto: "Tutto ciò che avviene sul Calvario avviene sull'altare".
Dico "era scritto", in quanto l'altare originario su cui celebrava Padre Pio fu incorporato da un altare successivo del Giubileo, sui cui furono riportate le suddette iscrizioni. L'altare, di ridotte dimensioni, è stato poi dismesso e sostituito da quello attuale per esigenze liturgiche.

Quello che avvenne sul Calvario, avviene sull'altare, secondo la dottrina del Concilio di Trento del 1562, di cui ricorrono 450 anni, dottrina riportata in Italiano nel Catechismo della Chiesa Cattolica approvato da Giovanni Paolo II nel 1992 e nel 1997.
Vogliamo rileggere il testo tridentino in Latino:
"in divino hoc sacrificio quod in missa peragitur , idem ille Christus continetur et incruente immolatur, qui in ara crucis semel seipsum cruente obtulit" (Concil. Trid. Sess. XXII, cap. 2).

"In questo divino sacrificio , che si compie nella Messa, è contenuto e immolato in modo incruento lo stesso Cristo che si offrì una sola volta in modo cruento sull'altare della Croce" (Catechismo della Chiesa Cattolica, 1367, nota 190).
Restano ancora oggi quelle parole di Teologia dell'altare di Padre Pio, che suggerirei di far scrivere su un pannello accanto all'altare.
L'altare è stato per Padre Pio il momento eucaristico dell'offerta sacrificale della Messa in cui il santo riviveva la flagellazione, l'incoronazione di spine, il dolore della spalla oppressa dal patibulum e mostrata a Giovanni Paolo II, il mistero della Croce e della Redenzione sostenuto dalla Vergine Addolorata : "Non scenderei mai dall'altare…e scendo dall'altare per salire sulla Croce ". E' l'ARA CRUCIS, L'Altare della Croce del Golgota ad avvolgere la santità di Padre Pio.

Dall'Altare alla Croce, dalla Croce all'altare con l'Eucarestia; PANIS VIVUS QUI DE COELO DESCENDI (Giovanni, cap. VI, v. 51), come è scritto nella Cattedrale San Sabino sulla Cappella del Santissimo: "Io sono il Pane vivo disceso dal cielo".
Scende dal cielo questo pane e durante la Messa il Paradiso si riversa sull'altare, perché Cristo il Vivente (zoon in greco) è in mezzo a noi, fino a finire sotto le macerie del terremoto d'Emilia, come ha detto papa Benedetto XVI.
Gli ultimi istanti della vita di padre Pio, del Dies Natalis, sono avvenuti nella sera del 22 settembre vacillando in piedi sull'altare, trapassando dal Paradiso disceso sull'altare al Paradiso dei Santi nella gloria di Dio.

Canosa di Puglia, 16 giugno 2012
Devoto maestro Peppino Di Nunno
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