CAMPOSANTO CANOSA
CAMPOSANTO CANOSA
Stilus Magistri

Alle umane spoglie dei morienti nel bacio della Croce

Il CAMPOSANTO di Canosa: radici storiche e spirituali

Nella Commemorazione dei Defunti del 2 Novembre posiamo lo sguardo mesto e vivo di pietà nell'ingresso del Cimitero monumentale di Canosa di Puglia(BT). Il toponimo della via che conduce fra due file di Cipressi al Cimitero di paese, VIA AGLI AVELLI, designa le tombe, gli "avelli" dove riposano i nostri padri. Sotto la Croce illuminata anche di notte, la designazione CAMPOSANTO si staglia con le grandi lettere di bronzo di circa 40 cm. che richiedono un risanamento. Il nome originario indica una campo un tempo incolto fuori della città che diventò "sacro", come riporta la lapide monumentale in copia dell'originale smarrito eretto nel MDCCCXLII (1842) quando "alle umane spoglie dei morienti nel bacio della Croce la pietà dei Canosini questo recinto sagrava". Questo campo "consacrato" e quindi "santo" custodisce le umane spoglie e ritroviamo la stessa designazione nel Camposanto monumentale di Pisa del XVIII secolo, dove i campi furono colmati dalla terra santa del Calvario di Gerusalemme, trasportata dai Crociati nel loro ritorno.

Nella fede cristiana che "maestosa sedente sulle tombe, i viventi ammaestra nel silenzio degli estinti", la cultura popolare dei nostri padri si rivolgeva al culto delle "anime del Purgatorio" a cui pregavano spesso Padre Pio e i nostri nonni. La nostra comunità civile e religiosa custodisce nel borgo antico la "Chiesa del Purgatorio" del 1800 e della prima metà del 900, che merita nel toponimo di essere citata nel pannello marrone lacunoso sul sagrato. Si chiamava Chiesa del Purgatorio, da noi riscoperta nella campana del 1861 e nell'Archivio storico diocesano di Andria nella designazione manoscritta "Ecclesia Curata Sancti Purgatorii". Era sede della Arciconfranternita del Purgatorio e la stessa Piazza Antica era denominata Piazza Purgatorio, mentre resta Vico Purgatorio a destra della Chiesa e Salita Purgatorio, da noi risanata di recente con l'amico Francesco e che conduce alla Chiesa dalla Salita ai Mulini.

Visitando il Camposanto nella dimensione collettiva la nostra pietà umana e cristiana si posa sulle fosse comuni senza nome, sulle otto botole in pietra dell'Ossario comunale a destra della Cappella Maggiore e sulle dodici botole in pietra delle fosse comuni dell'Epidemia della Spagnola del 1918, da noi recuperate nel 1996 con un progetto volontario che ha riconsegnato "il carnaio" alla dignità umana. La nostra città storica custodisce molti sepolcri negli Ipogei della Daunia e la pregevole Necropoli di Santa Sofia, oggi divenuta bene della Curia Pontificia. In questa Necropoli è stato riscoperto il monogramma in greco di Cristo, che veniva posto sulle tombe dei Cristiani nei primi secoli e che ritroviamo in alto sulla lapide monumentale storica dello stesso Camposanto del 1842 e su alcune cappelle gentilizie della parte monumentale. Sono le prime due lettere XP (Chi Ro) intrecciate del nome in greco di Cristo (Christòs).

Sostiamo all'ingresso del Camposanto e leviamo lo sguardo immortale di affetti e di fede all'iscrizione della Cappella Maggiore dedicata alla Madonna del Suffragio, di cui si conserva una stampa antica nell'ufficio del Custode. La leggiamo in latino e nel suo significato: DEIPARAE GRATIARUM DOMINAE DEFUNCTOS SOSPITANTI, Alla Madre di Dio (Deiparae), Madonna delle Grazie che protegge e salva (sospitanti) i Defunti. Siano queste parole la nostra preghiera alle Anime del Purgatorio.
Maestro Peppino Di Nunno
Cimitero Canosa di Puglia(BT)Canosa: 2  Novembre 2018Cappella Maggiore Camposantocimitero1Cimitero Canosa di Puglia(BT)Monogramma di Cristo nel Camposanto di CanosaLapide alla spagnola CanosaFosse comuni Canosa
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