S.Caterina
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Storia e dintorni

Santa Caterina sulla Via Francigena

I Templari suggellano la Chiesa di Canosa

Ricorre il 25 Novembre la Festa di Santa Caterina d'Alessandria, patrimonio cristiano di intercultura, Patrona dell'Università di Parigi e di Padova e venerata nella Chiesa del Borgo Antico di Canosa in Via Santa Caterina. Alcuni Comuni d'Italia, come nello Ionio e in Provincia di Caltanisetta, sono intitolati a Santa Caterina: Santa Caterina allo Ionio, Santa Caterina di Villarmosa e Santa Caterina Frazione di Nardò. La Santa ci riconduce al Monastero di Santa Caterina ai piedi del Monte Sinai, Patrimonio dell'Umanità e sorge a Canosa nella venerazione di una prestigiosa Chiesa sin dal 1382.Possiamo sfogliare le fonti documentali, che ci educano ad interpretare la storia, mentre le nostre conoscenze non restano 'ambulanti', ma diventano 'epistemologiche'. 'studiose', attingendo dalle fonti che illuminano d'immenso il sapere, la cultura, la storia, l'arte e la devozione.

Epoca di fondazione - 1382
L'Arch. Emerito Michele Menduni da Firenze, studioso sabiniano dell'Archivio Prevostale ci trasmette le origini a cura del Prevosto di Canosa Johannes Pictivini di Nardò, peraltro subcollector del tempo della Chiesa Avignonese in cui c'erano quattro Collector, Dignitari fiscali. La ricerca attinge dalla pergamena molto raggrinzita e lacera del Codice Diplomatico Barlettano acquisita dalla Prof.sa Angela Di Gioia, come riportano le "Ricerche Storiche" Canosa del 2006, e dalla collaborazione di Don Lello Iacobone.
Cattedrale – Canosa A.D. 1382 – 2O giugno - V Indizione Anno IV di Papa Urbano VI.
La Chiesa doveva sorgere presso la Badia di Santa Caterina Vergine e Martire.

Epoca dal 1600 al 1854.
Lo studio personale volontario presso l'Archivio Storico Comunale, riscopre per la prima volta le fonti di questa prestigiosa Chiesa comunale e del restauro della "novella Chiesa" soggetta a vincolo della Sottintendenza ai Beni Culturali. Da ricerche presso l'Archivio Storico Comunale (A.S.C.) di Canosa di Puglia, cart. 34, risalendo nel tempo al 1854 e 1857 ritroviamo le pagine manoscritte in chiara grafia dell' "ampliamento della Chiesa comunale di Santa Caterina". Trattandosi di un bene culturale nel borgo antico della Collina dei Quaranta Martiri (Rione Castello), i lavori della "novella Chiesa di Santa Caterina" erano soggetti al Sottintendente (oggi Soprintendente), nella nota del Sindaco Ferdinando Lopez del 20 maggio 1855.Una pagina dell'Archivio attesta quanto segue:"La Chiesa di S. Caterina per fondazione apparteneva alla famiglia di Touto Caputo. Essa fondazione è anteriore al 1651. Per disposizione testamentaria del detto Caputo il Capitolo mandava a celebrare nella suddetta Chiesa la Messa mattinale in ogni dì festivo.

Il sigillo dei Templari e la Via Francigena
Il legame della Chiesa del borgo antico di Canosa con i Cavalieri Templari ha una duplice connotazione: la devozione a Santa Caterina, venerata dai Crociati e dai Templari nel Monastero di Santa Caterina presso il Monte sacro di Mosè, il Sinai e l'ubicazione di Canosa lungo il percorso della Via Francigena, in cui accanto ai pellegrini (viatores) figurano i Cavalieri Templari. Bene ha presentato Mons. Felice Bacco nella venerazione del Vescovo San Sabino, Vir Dei. Occorre innanzitutto verificare la presenza di Canosa nella Via Francigena, avvalendoci del contributo di Michele Menduni che ci indica l'opera, "La Via Fancigena" di Franco Cardini, noto storico, saggista e medievalista che descrive la Via Francigena del Sud, la quale giungeva a Roma e dopo l'Urbe si indirizzava a Benevento e lungo la Via Traiana passava per Canosa. I Cavalieri Templari lungo la direttrice del viaggio sostavano quindi in devozione nella Chiesa di Santa Caterina di Canosa, lasciando il "signum" della Triplice Cinta, simbolo sacro filosofico e religioso che rappresenta il pellegrinaggio verso la Città Santa di Gerusalemme protetta da tre cinta di mura nell'alleanza tra l'uomo e Dio. Ritroviamo il simbolo inciso in altri edifici di culto sulle pietre della Cattedrale di Ruvo, di Lucera, di Vieste, a Monte Sant'Angelo, nella Chiesa del Santo Sepolcro di Barletta, ad indicare non un gioco, interpretato erroneamente, ma un simbolo sacro, percorso anche della propria spiritualità ed insegna di ospitalità verso gli altri pellegrini. In tal senso scrive la studiosa Marisa Uberti nel libro "I Luoghi della Triplice Cinta in Italia" del 2008, che presenta gli "hospitali" , luoghi di sosta e di ristoro dei Templari. Accanto alla Triplice cinta sulla facciata della Chiesa di Canosa riscopriamo anche il simbolo dell'Alquerque, segno di un gioco arabo e spagnolo, che assume connotazioni sacre quando associato alla Triplice Cinta, come ci ha comunicato lo studioso Umberto Cordier, autore della "Guida ai luoghi misteriosi d'Italia".

Ripristiniamo il riconoscimento della Chiesa di Santa Caterina di Canosa, quale "bene culturale", nella continuità del vincolo alla Sottintendenza attestato nell'800 nell'Archivio Storico Comunale. Inseriamo ufficialmente la presenza di Canosa nella Via Francigena del Sud e nel legame alla Chiesa Madre di San Sabino promuoviamo un breve corteo storico di figuranti Templari dalla Cattedrale di San Sabino, con il Canonico che celebrava la "Messa mattinale", alla Chiesa del Borgo Antico nella Festa di Santa Caterina del 25 Novembre. Le radici storiche vanno custodite e valorizzate in una Chiesa vivente di Santa Caterina, che oggi nella persona del Parroco Don Peppino Balice, ha inoltrato al Sindaco del Comune e all'Assessore alla Cultura un'istanza di suddetto riconoscimento nel contesto del Borgo Antico.

La fanòve di Santa Caterina
La tradizione popolare che precede il Natale ci illumina e ci riscalda con i quattro falò con la degustazione delle frittelle, che costituiscono momento di vita popolare, di socialità e di festa. Il fuoco dalle origini della civiltà è l'elemento rituale più rappresentativo nelle cerimonie sacre e lo stesso termine dialettale della "fanòve", come riporta il Libro di dialettologia da me curato, "Sulle vie dei ciottoli...", deriva dal greco φανός (fanòs), fiamma, fuoco sacro nell'Antica Grecia. Riscopriamo una comunanza del falò a Santa Caterina nella sera della vigilia del 24 Novembre con il Comune di Santa Caterina di Villarmosa, in Sicilia, con "li Vampi di Santa Caterina". Il lemma dialettale "vambe" nel libro di dialettologia riscopre la radice del tardo latino "vampa" nell'Italiano volgare di Dante Alighieri. Accendiamo "le vambe a la fanòve" di Santa Caterina fra le pietre del Borgo Antico in Piazza Santa Caterina a Canosa.

Buona Festa di Santa Caterina! La Comunità della B. V. del Carmelo – Parroco Don Peppino Balice
. Ricerche storiche a cura del maestro Peppino Di Nunno - 25 Novembre A. D. 2017
Foto a cura di Savino Mazzarella
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