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Nuova legge regionale, giro di vite all'orizzonte per i B&B pugliesi

Norme restrittive, ad oggi 2.800 i bed and breakfast monitorati nella regione. Due le tipologie distinte dal provvedimento

E' arrivata negli scorsi giorni l'approvazione a maggioranza (2 astensioni) del disegno di legge della Regione Puglia sui Bed and Breakfast. Una legge molto attesa che fa un po' di chiarezza nel settore turistico pugliese, anche se restano ancora delle questioni non risolte e delle voci dissenzienti. In pochi anni i B&B regionali monitorati- al netto del "sommerso"- sono diventati oltre 2.800, perdendo così la filosofia e lo spirito dell'ospitalità all'inglese su cui si basa il concetto di "Letto e colazione". Sostanzialmente la legge disciplina due tipologie di Bed & breakfast: quella a conduzione familiare (non continuativa) e quella imprenditoriale (continuativa). Per 10 anni in Puglia una legge poco chiara ha consentito ''investimenti anche grossi per cui il B&B che, per principio non e' un impresa, operava al pari di un albergo avendo i costi dell'80% in meno rispetto a una struttura con licenza. Il B&B imprenditoriale deve invece avere una serie di obblighi, come licenze, registro imprese, partita Iva, rispetto delle norme sui disabili, avvicinandosi da questo punto di vista agli affittacamere.

Con il provvedimento si profila così all'orizzonte un "giro di vite" per i Bed and Breakfast pugliesi. Il provvedimento distingue due tipologie di B&B: il primo a conduzione familiare non continuativa; il secondo a condizione imprenditoriale continuativa. La prima non necessità dell'iscrizione al registro delle imprese e deve essere svolta dal titolare nell'immobile in cui abita stabilmente per un periodo tra i 90 e i 270 giorni. E' inoltre previsto anche il rispetto delle norme igienico-sanitarie, l'obbligo di esporre il marchio regionale identificativo e l'elenco dei requisiti minimi per l'attività.

La legge è il "punto di arrivo di un percorso fatto di approfondimenti, incontri, valutazioni – commenta Silvia Godelli, assessore regionale al Turismo – sia tra le diverse componenti politiche che con le parti sociali, allo scopo di regolamentare in maniera chiara l'attività ricettiva dei Bed and breakfast alla luce delle nuove disposizioni nazionali". D'altra parte il vicepresidente regionale di Federalberghi, Francesco Caizzi, si è detto soddisfatto anche per ''il ruolo di stimolo'' che ha svolto la sua associazione. ''Abbiamo accompagnato tutte le fasi di questo ddl - spiega all'Adnkronos - con spirito collaborativo sin dalla sua prima bozza licenziata dall'assessore Silvia Godelli. Da 10 anni non si riusciva a fare questa legge. Abbiamo convinto le diverse componenti politiche e lo stesso assessore a recepire i nostri emendamenti proprio perchè da troppi anni questo segmento dell'accoglienza regionale ha rappresentato, in larga parte, mancanza di regole e di trasparenza, fino a divenire un vero e proprio elemento distorsivo del mercato turistico-alberghiero''. ''La nuova legge, inoltre – ha concluso Caizzi - favorisce l'emersione proprio di quei B&B che hanno operato sempre con correttezza nello spirito originario dell'accoglienza di tipo familiare".
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