Canosa
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Vita di città

Due pesi due misure

Inteviengono gli attivisti M5S

Sembra proprio questo il modus operandi dell'amministrazione La Salvia su un tema molto delicato come quello dell'amianto. In effetti, rileviamo che per i privati cittadini valgono tutte le disposizioni di legge, che impongono la rimozione e lo smaltimento dei manufatti contenenti amianto ; non è altrettanto per gli edifici di proprietà comunale. In particolare, il giorno 8 di aprile 2016 viene emessa ordinanza n.40 del sindaco, nei confronti di un cittadino proprietario di un immobile, in cui, a seguito di una segnalazione, viene rilevata la presenza di manufatti contenenti amianto. Si legge nel documento che, entro 30 giorni, lo stesso dovrà provvedere a sue spese alla rimozione e allo smaltimento dell'amianto, secondo quanto previsto dal art. 12 della legge 257 del 1992 e dal D.M. 6 /9/1994.In caso contrario, il comune procederà con i lavori in danno dello stesso proprietario. Fin qui niente di strano. Le nostre perplessità nascono nel caso di amianto presente in edifici di proprietà comunale, come le abitazioni, alcune delle quali dismesse, altre ancora abitate del rione "capannoni". I tetti di questi edifici, tra cui la chiesa di Sant'Antonio, sono verosimilmente di eternit, materiale contenente amianto. Il cattivo stato di conservazione ne richiese già diversi anni fa la messa in sicurezza mediante incapsulamento. A distanza di anni, la vernice protettiva si è disfatta, scoprendo le lastre di eternit, molte delle quali, risultano visibilmente danneggiate. Lo sfaldamento dei manufatti contenenti amianto, come è noto, produce il rilascio di particelle nell'aria che se inalate per anni, come nel caso specifico, possono recare danno alla salute dei cittadini residenti in quel luogo. In effetti a supporto di quanto detto vi sono le parole dell'assessore all'ambiente del comune di Canosa che, circa un anno fa, dichiarava: "il problema dell'amianto é la sua tendenza a diffondersi nell'aria in forma di fibre di piccole dimensioni che possono essere inspirate con gravissimo danno per la salute. Per questo l'amministrazione ha lavorato affinché questo fosse eliminato nel più breve tempo possibile dai due edifici in cui vi è l'amianto". Nello stesso comunicato, veniva dato per certo il finanziamento di 94 mila euro del bando provinciale a cui il comune aveva partecipato,per la bonifica di edifici comunali e precisamente i "capannoni" e l'ex mattatoio. Purtroppo, la politica degli annunci molto cara ai nostri amministratori si scontra spesso con la dura realtà e inesorabilmente ne mostra tutti i limiti. Leggendo la delibera di giunta n.45 del 5 marzo 2015 in cui tra l'altro viene approvato in linea tecnica l'intervento da finanziare, appare subito una palese contraddizione: l'intervento di incapsulamento e quindi di messa in sicurezza è subordinato all'ottenimento del finanziamento stesso, in quanto non è previsto nessun contributo da parte del comune. In definitiva se non arrivano i soldi, la salute dei cittadini può attendere! A distanza dì un anno, ben oltre i 30 giorni concessi dall'ordinanza del sindaco al privato cittadino, per rimuovere l'amianto nella sua proprietà, la situazione del rione "capannoni" è rimasta immutata, nessun intervento di messa in sicurezza è stato realizzato. Ad oggi quindi, non abbiamo certezza che il finanziamento sia stato erogato, anche perché l'intervento così come deliberato un anno fa, avrebbe dovuto essere inserito nel piano delle opere pubbliche 2015/17 ,purtroppo nel suddetto piano non siamo riusciti a trovarlo. Vorremmo, almeno questa volta essere smentiti dai nostri amministratori. In definitiva chiediamo al sindaco di intervenire immediatamente nella messa in sicurezza di tutta l'area realizzando quanto necessario affinché quei cittadini non siano soggetti ai pericoli derivanti dall'esposizione prolungata alle polveri contenenti amianto, indipendentemente da chi deve metterci i soldi, per intenderci. Il nostro dubbio è che si utilizzino due pesi e due misure anche per la salute dei cittadini, in relazione al proprio stato sociale.
Cristian Panarelli, Tonio Lenoci, Lavacca Donato
per il Gruppo Attivisti del Movimento 5 Stelle di Canosa
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