Guardia Finanza13
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Cronaca

Denunciati 290 percettori del reddito di cittadinanza

Dalla Guardia di Finanza dei Reparti del Comando Provinciale di Barletta

Nell'ambito delle specifiche competenze della Guardia di Finanza a tutela della spesa pubblica nazionale, i militari dei Reparti del Comando Provinciale di Barletta hanno svolto una serie di attività ispettive al termine delle quali sono stati individuati circa 290 soggetti che risultavano aver percepito indebitamente il reddito di cittadinanza. L'attività operativa delle Fiamme Gialle della BAT, in collaborazione con l'INPS, si è sviluppata avvalendosi di apposite analisi di rischio svolte attraverso autonoma attività info-investigativa nonché di quelle elaborate a livello centrale dai Reparti Speciali della Guardia di Finanza, che hanno consentito di verificare i requisiti per la legittima percezione del beneficio di una vasta platea di percettori in tutto il territorio di competenza. I controlli eseguiti hanno permesso di rilevare che l'importo dei contributi indebitamente percepiti ammonta a circa 1.900.000,00 euro. Le erogazioni pubbliche ritenute indebitamente percepite, sono state segnalate per le competenti valutazioni alla Procura della Repubblica di Trani e di Foggia, qualora la percezione poteva configurare ipotesi di reato, ed all'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale il quale, all'esito delle segnalazioni pervenute, e previa istruttoria dei casi segnalati, procede a revocare l'erogazione del contributo agli indebiti beneficiari.

Il reddito di cittadinanza è riconosciuto ai nuclei familiari in possesso, all'atto della presentazione della domanda e per tutta la durata dell'erogazione del beneficio, di particolari requisiti di cittadinanza, residenza, soggiorno, reddituali e patrimoniali, nonché di ulteriori presupposti di compatibilità (tra i quali la mancanza di condanna definitiva, intervenuta nei 10 anni precedenti la richiesta, e di interdizione dai pubblici uffici), ovvero l'omessa comunicazione di variazioni che inibivano la continuazione della percezione della misura di sostegno rispetto alle condizioni possedute all'atto della domanda. Tra le ipotesi riscontate risultano: soggetti che non hanno il requisito della residenza, altri che non hanno comunicato di avere un componente del nucleo familiare sottoposto a misura cautelare; alcuni non hanno indicato tutti i redditi percepiti o vincite a giochi online o il possesso di immobili, mentre altri sono stati sorpresi in attività lavorativa "in nero" nonostante ciò fosse vietato e, per tale ipotesi, si è proceduto a segnalare la condotta anche a carico dei datori di lavoro. L'attività della Guardia di Finanza finalizzata, tra le altre, a reprimere le condotte illecite sull'impiego delle risorse finanziarie del bilancio pubblico, mira a garantire l'effettivo sostegno alle fasce meno abbienti della popolazione evitando il dispendio di risorse a beneficio di soggetti non aventi diritto.
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