Consiglio comunale Canosa
Consiglio comunale Canosa

Campagna elettorale 2022: “Volemosebbene”

Lettera aperta dell'avvocato Leonardo Mangini

"La politica non è credibile", "io a votare stavolta non ci vado", "io di quelli non mi fido". Queste frasi ormai appartengono al nostro quotidiano. Per ora. Nel corso del 2022, senza però una data ancora certa, si terranno le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale a Canosa di Puglia e la nomina (o la riconferma, chissà) di un sindaco. E ognuno di noi, in una realtà piccola come quella di Canosa, avrà certamente uno o più (… più...) parenti e amici che ambiranno allo scranno di consigliere. E quindi la corsa alle urne è pressoché certa.

Alle prime luci di una mattina di inizio novembre, una data Coalizione già "scopre le carte" ed annuncia il proprio candidato sindaco. Si annuncia quale "Coalizione Civica" e, in ossequio alla sua mostrata natura, sceglie una persona proveniente dalla cosiddetta Società Civile. I partiti che la formano, invece, hanno un determinato presente (ma non necessariamente un passato) che li colloca in prossimità della galassia afferente al Presidente della Regione. Quindi, sulla carta, vi sarebbe una certa "tendenza a sinistra". Eppure, nel blocco delle liste civiche (o comunque di matrice regionale), mancano i principali partiti proprio di quella sinistra con cui sarebbe naturale una collaborazione. Perché? Per ipotizzati e/o ipotetici accordi "non graditi" in ambito locale di (o tra) alcune delle liste più rilevanti a livello nazionale?

Si parla di autorevolezza, credibilità, dialogo, nessun "o noi o loro"; addirittura ci si riferisce al sinodo in quel testo condiviso. Bellissime parole. Però, nella pratica, "alcuni" vengono aprioristicamente, e nemmeno tanto implicitamente, esclusi dall'ambito di quelle nobili espressioni. Nonostante, sulla carta, sarebbero gli alleati più ovvi.

Una persona importante una volta ha scritto che solo gli stupidi non cambiano mai idea. Per assioma, quindi, dopo anni di lotte anche tra opposte barricate, si arriva alla pace e al compromesso. A quello che, in un gergo anche un po' dispregiativo, si riassume in una parola: "volemosebbene". Tuttavia è stato proprio questo "volemosebbene", spesso a fasi alterne e non organiche, a creare confusione. Non nei politicanti, ovviamente. Ma nell'elettorato attivo. Quelli che (vi) votano, per intenderci. Non è facilissimo percorrere lo status attuale delle liste, a partire dal nazionale per scendere fino al locale e passando dal regionale. Città per città, regione per regione, ma anche in Parlamento non vi è una compattezza tra i singoli partiti. Esempi grammaticali. Nel paese A, X sta con Y e Z; nel B, Y sta con X ma non con Z; nel C, X, Y e Z corrono ognuno per conto proprio, però Z non sa se allearsi con X; ma nel D, dove X e Z stanno insieme, Y è spacciato. Insomma, si perde il filo logico nel seguire gli avvicendamenti politici. Una telenovela, iniziata negli anni '80 e mai conclusa, ha una trama più semplice.

Ciò, comunque, sta a significare che l'ideologia è andata (quasi) completamente persa e si segue "la persona", "la persona", solo "la persona". Poco importa se a sinistra, destra, centro, sopra o sotto: le liste diventano solo meri raccoglitori. Degli scatoloni colorati pieni di mattoncini, a loro volta, di colori e forme diverse (e magari con un mattoncino al suo interno un po' più grande degli altri).

Per quanto possa apparire paradossale, però, non è il momento di essere schizzinosi e quegli scatoloni andrebbero impilati con un certo ordine. In primis proprio da quelle stesse persone che, fino a qualche tempo fa, almeno stando alle cronache locali alla portata di chiunque, non sembravano volersi poi "così bene" (tornando al gergo di cui sopra), a ma ora sottoscrivono patti congiuntamente. Atteggiamento senza dubbio soddisfacente, maturo e onorevole. Ma dovrebbe essere sempre valido nel tempo. E costante. Anche per dare credibilità alla Politica (con la P volutamente maiuscola). Non si intende assolutamente offendere chicchessia, né fare morali di sorta (chi è senza peccato...). È giusto ribadire come in questo paese ci si conosca personalmente e molti di noi – compreso chi scrive – conosce anche bene diversi componenti che hanno firmato il comunicato stampa della mattina del 2 novembre (in realtà non proprio il giorno migliore, per chiunque sia un tantino superstizioso).

Un po' troppo in anticipo, forse. Perché gli avversari compariranno poi (specie quelli identificabili storicamente nel centro-destra) e, nel frattempo, avranno tutto il tempo di organizzarsi (sapendo anche di un "tendente" centro-sinistra spaccato). A meno che non si vada realmente ad un confronto costruttivo a tutto campo, a prescindere dagli schieramenti. Inedito ma non così surreale od osceno. Concreto e non celato dietro parole che suonano di facciata e nascondono un certo rancore. "Ci conosciamo tutti", dopotutto. Ed è tempo di "volersi bene". Solo per noi stessi. Non è il momento di essere schizzinosi. Appunto.

Oltre alla crisi degli ideali stiamo vivendo un periodo storico molto particolare: è uno di quei momenti in cui una reale maggioranza – o comunque chi ambisce a voler governare un territorio – dovrebbe limare le proprie divisioni o i propri capricci e convenire globalmente verso l'interesse generale. Nel nostro caso, è indispensabile riscoprire una comunità ferita, che continua a perdere pezzi. Obiettivamente, per questo motivo, a poco serve una gara a mostrarsi prima per sentirsi dire "ma che bravi!". Anzi, a volte è anche controproducente e porta a perdere i reali obiettivi che servono a questo... fine Comune. Buona campagna elettorale.
Leonardo Mangini (avvocato)


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