Stilus Magistri

Tanto per scacciare le mosche, quanto per fare vento

Il ventaglio di San Sabino

Dialettando "Sulle vie dei ciottoli del dialetto canosino"
vendàgghje (sost. m.). Sign. ventaglio.
Et. fr. éventail (ventaglio).
L'etimologia del tardo latino rimanda al termine ventaculum, che troviamo nel Glossarium mediae et infimae latinitatis del MDCCXXXVI (1736): ventaculum deauratum unum (un solo ventaglio dorato).
Fras. Il ventaglio popolare canosino era di legno e cartone, nel mese di Agosto a devozione : "u vendàgghie de san Zavòne". Lo abbiamo trovato visitando la bottega del carissimo artigiano scomparso Sabino Di Gennaro proveniente dalla tipografia Francesconi di Minervino Murge; è un esemplare antico e raro del '900.
Il termine classico in Latino è "FLABELLVM", di uso liturgico, con pergamena e manico di ebano, custodito nel tesoro della Cattedrale di San Sabino.
Archeologia letteraria del libro" Sulle vie dei ciottoli del dialetto canosino" di Giuseppe Di Nunno.
L'uso liturgico medievale del Flabellum, viene attestato da Gregorio Magno e da Sant'Ulrico di Augusta del IX sec.: l'uso era presente già in Oriente (apud Graecos) col nome di "ripis" e nella Chiesa Romana (in Ecclesia Romana), quando il Diacono usava il flabellum, "tam ad abigendas muscas, quam ad auram concitandam" (tanto per scacciare le mosche, quanto per fare vento).
Nell'Oriente cristiano nel IV secolo viene citato il flabellum con il nome di ῥιπίδιον (trasl. rhipìdion) o rhipis.
Così scrive Ulrico di Augusta, quando indica la presenza di due diaconi vicino al Sacerdote intenti ad usare il flabellum dall'infestazione delle mosche. Udalricus lib. 2. cap. 29. pag. 142 :
Unus autem ministrorum, quisemper duo debent esse, stans cum Flabello prope Sacerdotem, ex quo muscarum infestatio exurgere incipit, donec finiatur, eas arcere a sacrificio et ab altari, seu ab ipso sacerdote non negligit. Flabellum argenteum.
In conclusione in Greco, in Latino o in dialetto canosino, nella liturgia della santa Messa o in casa, si usava il ventaglio a mano… "che caccè le mòsche e che manè u vìnde", prima dell'arrivo del condizionatore.
Ricordo le mie care colleghe di Scuola, nel Collegio dei Docenti di Luglio, con i loro tipici ventagli, cui dedicai la poesia "il Ventaglio", nel linguaggio psico-motorio femminile.
Era il primo settembre di un'estate afosa
nel convegno delle maestre di Canosa,
città di principi, vescovi e maestri
dai tempi in cui si facevan canestri.
Dai tempi di Roma ancor si usa il ventaglio,
oggi le maestre lo usan di petto e di taglio,
ognuna con la mano ha il suo stile
e rende il volto più fresco e gentile.
Si usa pure in Chiesa dai tempi di San Sabino
"il flabellum" fa bene pure a quello di vicino.
Buon ventaglio di San Sabino!
maestro Peppino Di Nunno

Canosa, 1° Agosto 2016
Citare le fonti e l'autore della ricerca nella divulgazione.
Il ventaglio di Mastro Sabino Di GennaroFlabellumIl ventaglio S.Sabino
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