Stilus Magistri

Papa Benedetto XVI a Montecassino!

Possa questa preziosa statua figurare in Chiesa nella devozione popolare

Nella domenica dell'Ascensione Papa Benedetto XVI ai piedi dell'abbazia di Montecassino ha celebrato la comunione eucaristica e la comunione sociale con la "ferita della disoccupazione". La Sua figura affaticata dal sole torrido di Maggio, ma sostenuta dalla Parola di San Paolo e di Cristo ha rivolto il suo messaggio accanto alla figura di San Benedetto, alla regola del monachesimo "Ora et Labora", alla cultura custodita nell'antica abbazia di Montecassino, distrutta per ben quattro volte. La distruzione è avvenuta nel 581 da parte dei Longobardi, nell'883 da parte dei Saraceni, nel 1349 ad opera di un terremoto, nel 1944 nel bombardamento del II° conflitto mondiale.

Ma il suo patrimonio è stato salvato e le sue pietre sono state ricostruite per quattro volte. La figura di San Benedetto, che ha conosciuto ed incontrato San Sabino di Canosa di Puglia, viene venerata anche ma abbandonata nella Chiesa rupestre di Maria SS. di Costantinopoli, che custodisce una statua lignea con veste sacerdotale, logorata dal tempo e dal tarlo. Il simulacro si collega nell'800 alla devozione del canonico Benedetto Forina, la cui spoglie mortali riposano in dignità nella cappella funeraria annessa. La statua di San Benedetto a Canosa è molto rappresentativa nel gesto della mano e dell'indice che richiama "il silenzio della vita monastica".

San Benedetto a Canosa: "è da salvare!". Le motivazioni sono riferite alla figura di San Sabino che ha conosciuto San Benedetto, al Patrono d'Europa, al nome di papa Benedetto XVI. La spiritualità del Vescovo canosino San Sabino è maturata anche negli incontri con San Benedetto come riporta San Gregorio Magno nei Dialoghi. Rivolgiamo l'appello al Sindaco per questo patrimonio cittadino, alla Parrocchia di Maria SS. del Rosario, agli Enti che vogliano contribuire all'opera, agli eredi del Canonico Forina.

Possa questa preziosa statua figurare in Chiesa nella devozione popolare e nella storia del popolo canosino.
maestro Peppino Di Nunno
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