Stilus Magistri

I mille passi di S. Sabino del 29 giugno

Diede inizio alla traslazione del corpo di S. Sabino dalla Basilica paleocristiana di S. Pietro Riproduzione vietata anche parziale


Nella cripta della Cattedrale di S. Sabino una pietra tombale ai piedi dell'Altare riporta l'iscrizione che attesta la traslazione del corpo di San Sabino ad opera dell'Arcivescovo canosino Pietro: PETRVS CANVSINVS ARCHIEPS POSVIT HIC CORPVS BEATI SABINI.
Oltre questa pagina di pietra, vogliamo attingere alle pagine antiche del 1700 scritte dal Prevosto Tortora, Prevosto nella Chiesa di Canosa dal 1752 al 1780, sepolto nella "tomba dei Prevosti" in Cattedrale. È lo storico che riporta le fonti dello scrittore Anonimo del IX secolo sulla Vita Sabini, del Vescovo SABINO, 'cinque volte canosino', per aver avuto i natali a Canusium, per essere stato Arcivescovo della Chiesa Canosina, per essere stato Edificatore e Restauratore di Basiliche canosine, ove ha lasciato il suo sigillo, per essere morto nel dies natalis a Canosa, per essere stato eletto Sanctus Patronus Principalis di Canosa.
  • La traslazione del corpo di S. Sabino
Le fonti letterarie dello storico Prevosto Tortora riportano la "Translatio Corporis S. Sabini a vetere Cathedrali ad aliam Ecclesiam illi subrogatam".
  • La vecchia Cattedrale di S. Pietro
La vecchia Cattedrale si individua nella Chiesa paleocristiana di San Pietro del VI sec., presso l'omonimo colle, dove il Vescovo Sabino, in concetto di santità, fu sepolto nel VI secolo, " in regio sacello, a latere Ecclesiae Cathedralis Apostolo Petro sacrae, collocatum fuit", ad opera della Duchessa di Benevento Teodorada ( sepulchrum et Altare supra illud a Theodorada extructum).
La vecchia Cattedrale versava in condizioni architettoniche di degrado, anche perché danneggiata, come la città, dalle incursioni dei Longobardi (cum Urbe per Longobardorum incursionem ruinis deformata), richiedendo la traslazione del Corpus S. Sabini, "quidquid antiquae Cathedralis, e Theodorae Cappellae reliquum erat totum sere collapsum est".
  • Il giorno 29 giugno dei SS. Pietro e Paolo
Era il 29 giugno dell'anno paulo post 800 (poco dopo l'800), quando venne aperto il sepolcro presso San Pietro (apertum marmoreum conditorium est), con un profumo effuso dal corpo di San Sabino, come riporta l'Historia Inventionis ( suavissimus late odor diffusus, che emanava anche il giorno dopo dalla tomba, nel profumo di santità).
Lo scrittore Anonimo del IX sec. attesta: "unde praefixa solemnissima die SS. Petri et Pauli Martyrio sacra, ut corpus Sancti Sabini ad eandem transferret".
  • La nuova Cattedrale
Il Tortora riporta dalle fonti la nuova Cattedrale, sede Vescovile della Città di Canosa (sedem pontificalem Canusinae urbis), posta alla distanza di mille passi (puto mille passibus distabat).
Se consideriamo l'unità di misura del passus di mt. 1,48, equivalente a cinque piedi, calcoliamo che mille passi corrispondono a circa un Chilometro e 400 metri, che si possono ritrovare scendendo dal Colle dalla via della Murgetta fino alla Cattedrale di San Sabino.
"Traslatum sacrum corpus ad Cathedralem mille passibus distantem", "illi subrogatam", cioè rinominata a San Sabino, dalla denominazione precedente.
  • Le Calende di Agosto
Infatti il corpo viene inumato e posto "sub altari SS. Joannis et Pauli splendide ac pie reposuit Kalendis Augusti", in una fossa profonda e impreziosita sotto l'altare consacrato ai Santi Martiri Giovanni e Paolo.
L'Arcivescovo Canosino Pietro "cum magna laetitia in camera subtus Altare Beatissimorum Martyrum Joannis et Pauli, die Kalendarum Augustarum collocavit".
Canosa di Puglia è "Città di Vescovi", e di Vescovi Santi, fra i quali splende la perla del Vescovo Canosino Sabino, ma nel giorno del 29 Giugno, dedicata alla memoria dei Santi Pietro e Paolo, vogliamo rendere omaggio e lode per la traslazione, all'Arcivescovo Pietro: "in memoria aeterna benedictionis fuit semper nomen Petri Episcopi Canusini".
  • I mille passi
Ripercorriamo i mille passi, da rievocare ogni anno in un corteo storico lungo un itinerario di storia, ancora da riscoprire: era il 29 giugno dell'anno 800, in attesa del giorno delle Calende di Agosto, quando la Chiesa e la Città festeggeranno la santità e la protezione del Vescovo Sabino, Vir Dei, con la guida di mons. Felice Bacco, nella materna devozione a Maria SS. della Fonte e nella fede del Signore Gesù, cui si rivolse in morte il Vescovo Sabino.
(Fonti letterarie latine : Tortora, Ecclesiae Canusinae Praepositus, Romae MDCCLVIII).

Ob amorem patriae
maestro Peppino Di Nunno
Colle S. PietroS. Sabino Cripta CattedraleS. SabinoS. SabinoVescovo Pietro
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