Stilus Magistri

Ma Scipione a Canosa di Puglia non era ancora Africano!

Facciamo riscoprire il verso “dell’elmo di Scipio” del Canto degli Italiani

"Delenda est Carthago", evocava Catone il Censore e certamente il condottiero che salvò la Saturnia Tellus dai Cartaginesi, di ritorno da Cartagine, avrà portato sulla sua pelle il caldo del incendio e dell'Africa sahariana.
Ci sembra però riduttivo assemblare la figura di Scipione all'anticiclone sahariano che in questi giorni si è esteso sulla penisola italiana. Certo Scipione l'Africano ha impensierito a Canosa anche l'Assessore Princigalli, con il dott. Capogna e con il Corpo dei Vigili Urbani, pronti ed efficienti a far fronte agli incendi in città; ma le decisioni amministrative assunte vanno apprezzate, condivise e sostenute. Rivolgiamoci anche al servizio volontario O.R. antincendio, il cui numero telefonico deve essere reso noto.
Peraltro la figura di Scipione va riscoperta come fiero e integerrimo condottiero, come padre della matrona Cornelia, la prima donna cui Roma eresse una statua per la sua figura educativa.

Facciamo riscoprire il verso "dell'elmo di Scipio" del Canto degli Italiani che viene evocato oggi sui campi di Europa stadio; facciamo riscoprire che il giovane tribuno diciannovenne Publio Cornelio Scipione rifugiatosi ed ospitato a Canosa dopo l'eccidio di Canne del 2 agosto 216 a.C., non era Africano, ma Romano e visse un legame italico di amicizia con Canosa fedele e non voltabandiera con il potente Annibale, come attesta il principe degli storici Tito Livio di Padova nell'opera Ab Urbe Condita.
Dopo averlo fatto diventare famoso come l'Africano della meteorologia in questi giorni torridi, riscopriamo Scipione nello storico passaggio a Canosa di Puglia , dove ha lasciato un'aquila romana sulla stele della Villa comunale .
Riscopriamolo nel canto di Mameli per le sue virtù italiche, trasmesse e apprezzate dagli Amici del Comune di Pederobba nel Veneto, che hanno apprezzato nella persona dell'Assessore alla Cultura prof. Agostino Vendramin la memoria ed il revival storico Ab Urbe Condita di Canosa.
E nell'afa africa riscopriamo in questa terra assolata la fetta del Tricolore da gustare, del melone mediterraneo.
Quando eravamo povera gente, i nostri padri portavano il melone solo per la festa di San Sabino, mentre oggi nonostante la crisi economica, possiamo gustarlo ogni giorno.

Omaggio a Scipione il cannense
maestro Peppino Di Nunno da Canosa di Puglia
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