Stilus Magistri

La sapienza popolare in dialetto.

A Rozzano, la commedia "Pàsse jòsce e vène crèje"

Tempus fugit, dicevano i latini, "panta rei"(in greco πάντα ῥεῖ ), "tutto scorre" diceva il filosofo greco Eraclito,ma anche i nostri padri del '900 ci hanno consegnato la sapienza popolare in dialetto canosino di questo scorrere ineluttabile del tempo e dell'attesa del domani. In questo tema filosofico popolare condividiamo e apprezziamo il tema della commedia "Pàsse jòsce e vène crèje" della compagnia "IDEATEATRO" di Fernando Forino che si presenta al Teatro "Federico Fellini" di Rozzano(MI) con la nuova opera teatrale in vernacolo, in 3 atti. L'appuntamento con la commedia teatrale in dialetto canosino è in programma quest'oggi alle ore 15,00 per l'ingresso mentre il sipario si alzerà alle ore 15,30. Sul palcoscenico si esibiranno: Nunzia Barbarossa, Rosanna Pastore, Cosimo Bonavita, Lina Mosca, Giuseppe Minerva, Tommaso Luisi,Giuseppe Mandritta(all'esordio, lo studente della II A del Liceo "E.Fermi" di Canosa), Fernando Forino nella duplice veste di attore e regista mentre dietro le quinte opereranno Nicola Pastore, Rita Candio per le scene ed Angelo Carucci l'hair stylist tra i promotori dell'iniziativa insieme al presidente Gino Serlenga del Comitato S.Sabino a Milano. L' incontro con gli emigranti, che sono "spatriète" da Canosa, come scrivo nel mio libro sul dialetto, ma non sono "sparpagghiète", perchè le comuni radici linguistiche e culturali popolari della "lingua parlata" (dialektos) dei nostri padri li conservano uniti. Per l'occasione presento uno stralcio del Saggio "Sulle vie dei ciottoli del dialetto canosino", con l'augurio di un dialetto che è teatro popolare. Anche alle nuove generazioni trasmettiamo e tramandiamo il dialetto come patrimonio culturale del popolo e storia patria.

Proverbi sul tempo che scorre

Proverbio n. 129: "Allàsse, ca crè fèce jùrne arrète".
(Lascia , perché domani fa di nuovo giorno), con l'invito a lasciare il lavoro di sera e a riprederlo il giorno dopo. Detto da cumbè Ceccìlle D'Ambrosio nel negozio di Canosauto ricambi.

Proverbio n. 361: "S'arrecorde le bigne 'n mézze a la chiàzze".
(Si ricorda la vigna in mezzo alla piazza). Il detto canosino si riferisce al tempo passato, quando cresceva la vite (le bigne vicchie) in piazza Galluppi.

Proverbio n. 838 "mùre jòsce e càmbe crè" (muori oggi e vivi domani) a significare l'opportunità del vivere oggi.
Filastrocca a pag. 253
Ce mùnne jà cùsse!

Ce mùnne jà cùste,
pàsse jòsce
e vèna crè,
jàlzete e cùcchete,
spùgghjiete e vìstete.
Che mondo è questo!
Passa oggi
e arriva domani,
ti svegli e vai a dormire,
ti spoglie e ti vesti.

(Detto riferito da mia madre Rosetta e riportato da sua nonna, nononna Nanélle, Di Palma Savina, morta il 1953, che ricordo vagamente e che premetteva al detto il suo pensiero: "la vita è come un giorno").

L'orologio di Peppino (recitata dall'autore nella presentazione del libro il 2 febbraio 2016)

Peppino, Peppino,
l'arlògge non cammina,
cammina a vendiquattr'ore
e mumbréste so' do' jòre,
mu pàsse la vecchjarélle
cu cùle a panarèlle,
mu pàsse u guardiàne
e te métte 'ngarceràte.


L'ho evocata insieme a mia madre Rosetta, ma la filastrocca, presente nel barese, si attribuisce a chi perde tempo, mentre si fa sera (due ore di notte). È stata recitata dall'attore Michele Placido all'Arena di Verona invitato dal cantante Albano il 29 maggio 2015.

Conclusione del libro, a pag. 260: "crèje jà n'àute jùrne se Gèse Crìste vòle!" (domani è un altro giorno, se Gesù Cristo vuole!), come dice Flavio Insinna ad Affari Tuoi su RAI UNO.
maestro Peppino Di Nunno
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