Stilus Magistri

C’erano una volta “li chiazzìre”

Memoria di Piazza "Pasquale Galluppi"

Agosto, è tempo di ripartire per i nostri familiari e amici emigrati e trapiantati nelle Regioni d'Italia, custodi delle radici canosine e dei luoghi dell'infanzia e dell'adolescenza. Incontriamo due coniugi in un negozio di ferramenta e Lei, Sabina Decorato, nell'apprezzare il libro "Sulle vie dei ciottoli del dialetto canosino" apporta i suoi ricordi a Piazza Galluppi, inviandoci al suo ritorno a Pavia una poesia in dialetto e una foto: """ che mi ritrae da piccola con il nonno Saverio Misurelli (l'uomo con il cappello) alle mie spalle, con mio fratello Saverio e lo zio Mimmo fratello di mia madre accovacciato. Inoltre nella foto, in primo piano c'è la nonna Giuseppina presumibilmente con una banconota tra le mani e, a fianco, mio padre Decorato Anastasio. La foto ritrae il punto vendita di frutta e verdura dei nonni genitori materni.(ù bancàune de la frutte). L'albero di Natale era meraviglioso, lo zio Mimmo era bravissimo nell'allestirlo. Maria du fùrne era la donna del forno che ancora esiste in piazza; zio Ceccìlle Furnìdde aveva un banco di salumi. Con Canosa nel cuore,le fotodei miei ricordi indelebili """. Nella foto pervenuta la ritrae bambina davanti al bancone di suo nonno fruttivendolo, Saverio Misurelli, alle sue spalle con il berretto e con sua nonna che nostra una banconota, con suo fratello e suo padre accanto a sua nonna. Il nonno Misurelli, nato nel 1919 e i fratelli erano "li chiazzìre", in una categoria di lavoro riportata dagli stessi atti dell'Anagrafe di "lavoratore in piazza". All'inizio del '900 c'erano tante piazze a Canosa: Piazza Castello, Piazza Antica, Piazza Tiberia, Piazza Tarpea, Via piazza Vecchia, Piazza Cimbra, Piazza Santa Chiara, Piazza Bruzia, Piazza Colonna, Piazza San Sabino e Piazza Galluppi. Ma questa piazza era nota nella voce del popolo canosino senza nome, ed era chiamata "la chiàzze", "la piazza" per antonomasia, usando il nome comune al posto del nome proprio. Era il luogo quotidiano del mercato, scenario dei frutti della nostra terra, della spesa quotidiana che conserva nella nostra memoria l'eco della voce maschile e femminile dei "piazzieri". Piazza Pasquale Galluppi evoca un personaggio che abbiamo già presentato nel portale di Canosaweb, nella memoria del filosofo morto a Napoli a 76 anni nel 1846, riportato a Canosa nelle radici del Regno di Napoli.

"Piazza Galluppi - come riporta la toponomastica dell'Archivio Storico Comunale - comincia dal Vico Pasquale Galluppi e. girando intorno, finisce allo stesso vico", che "già Caiola, comincia dal corso San Sabino, interseca la piazza Galluppi e finisce al Vico Marzocco". Un tempo la piazza senza nome, era un largo sterrato dove cresceva anche la vite evocata in senso figurato nel proverbio canosino, "s'arrecòrde le bìgne 'n mézze a la chiazze", a significare un tempo remoto. E Lei, Sabina Decorato ricorda la vita della piazza trascritta nei suoi versi in dialetto che di seguito riportiamo. Anche un altro caro amico, Nunzio Inchingolo, ci ricorda altri personaggi: sua madre 'Ninétta de galùppe', per i cavalli allevati dal nonno, 'Graziélle' con i suoi "cachìdde", 'u Ruvestóne', il formaggiaio proveniente da Ruvo, "u callaréle" Sica, Diadòre (Lima), Minerva 'la panettère', 'la carvenère' che vendeva i carboni e altre famiglie del nostro patrimonio popolare del '900.
Maestro Peppino Di Nunno

Ricordi d'infanzia della signora Sabina Decorato di Piazza Galluppi di Canosa di Puglia

La Chiàzze

La Chiàzze,
tànda crestiène a fè la spàse ognè matóne,
tànda cheléure tutte appóse:
paparéule rùsse, premedurìdde, jàgghie, cepòdde e diavilìcchje forte.
Melàune gialle, chelùmbre, fecherìlle de tutte le cheléure, tutte meschète.
Tutte cà grìdene la mérce cà ténne e stè nu 'nnànze e rète 'mbressiunànde!
Jà assè la fòdde e adà aspetté.
U preféume de le pène de Maria jà assè forte e fece venó na fème da lèupe.
Jà troppe bùne le pène de Maria e cù presùtte de lo zio Ciccio angòre de cchiéù.
A la fundène le criatéure 'n mézze à la chiàzze iénghiene li sìcchie d'àcque.
Li nonne se stànghene tutte li jùrne 'n mézze à la chiàzze a vénne la frutte, ma sò cundénde.
Tànta allegróje e pòje stèce Sciusciù ca ce fecè venè da róde e stèce pèure Totò Mangiacrèpe.
Stànne péure le criatèure mèzze allanéute che le pite sùzze ca fanne despiaciàre.
A la chiàzze de Canàuse stevéne tutte, segnèure e poverìdde!
Le stradòtte che le cascettèdde de precòche canusóne nànze a le càsere.
Cè preféume! Cè addàure! Tanda stòrie, tanda fàtte.
Ma la chiàzze cè fóne o fàtte?
La chiàzze de jòsce nà jà la stéssa chiàzze!
Lundène do pajóse, tànde saléute che tànda recùrde!

Sabina Decorato

La Piazza
La piazza,
tanta gente a fare la spesa ogni mattina,
tanti colori, tutti appesi,
peperoni rossi, pomodorini, aglio, cipolla e peperoncini piccanti.
Melone giallo, fioroni, fichi d'India di tutti i colori, tutti mescolati.
Tutti gridano a vendere la merce che hanno e c'è un via vai impressionante.
C'è tanta folla e devi aspettare.
Il profumo del pane di Maria è molto forte e ti fa venire una fame da lupo.
È troppo buono il pane di Maria e con il prosciutto di zio Ciccio è ancora di più.
Alla fontana i bambini in mezzo alla piazza riempiono i secchi di acqua.
I nonni si stancano tutto il giorno in mezzo alla piazza a vendere la frutta, ma sono contenti.
Tanta allegria e poi sta Sciusciù che ci fa ridere e sta anche Totò Mangiacapra.
Ci sono pure bambini per metà nudi e con i piedi sporchi, che ti fanno dispiacere.
Nella piazza di Canosa ci sono tutti, signori e poveretti.
Le stradine con le cassette di percoche canosine davanti alle case.
Che profumo! Che odore! Tante storie, tanti fatti!
Ma la piazza, che fine ha fatto?
La piazza di oggi non è la stessa piazza.
Lontano dal paese, tanti saluti con tanti ricordi.
Sabina Decorato - Da Pavia a Canosa di Puglia -

La Redazione di Canosaweb ringrazia la Signora Sabina Decorato per i ricordi in rima e foto che trascrivono la nostra memoria, la nostra storia di popolo, le nostre radici, la nostra identità in un mondo globalizzato; sono i monumenti per i nostri discendenti, dove il tempo fa coesistere passato, presente e futuro. Il filosofo santo che ricorreva ieri, sant'Agostino, così scrive nelle Confessioni, al libro XI: "Un fatto è ora limpido e chiaro: né futuro né passato esistono. È inesatto dire che i tempi sono tre: passato, presente e futuro. Forse sarebbe esatto dire che i tempi sono tre: presente del passato, presente del presente, presente del futuro. Queste tre specie di tempi esistono in qualche modo nell'animo e non le vedo altrove: il presente del passato è la memoria, il presente del presente la visione, il presente del futuro l'attesa". È il sentimento del tempo!
Piazza Pasquale GalluppiPiazza Pasquale GalluppiSabina Decorato con il nonno Misurelli
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