Stilus Magistri

C’era una volta “u parète” della Festa di S. Sabino

Rifacciano un drappo sul sagrato della Cattedrale




Ricordi di ragazzo negli anni Sessanta, ricordi di bambino a Canosa, nella Festa d'agosto di San Sabino, nella gioia che illuminava la città e il cuore: "on'appeccète u parète!". Ma prima di quelle luminarie della seconda metà del 900, con le lampade colorate sui telai di legno, vogliamo ripercorrere l'inizio del 900, quando nella festa c'era "u parète". Come nel dialetto, così nella lingua italiana, il "parato" (sm.) è un drappo posto per ornamento e addobbo e l'arte dei parati, presente in Chiesa, si trasferiva per strada, per il Corso San Sabino, (allora esistente), con pali fasciati di bianco e di rosso nei colori del Regno d'Italia, con archi e drappi di rosso cardinale, che addobbavano la piazza e la strada della città.

Sul bordo di legno degli archi comparivano i bicchieri colorati portalampade, un lampadario grande so sospeso al centro del primo arco, come rileviamo da due foto dell'Archivio fotografico di Gianni Foto. Due sagome di ancelle reggono alcune luci e figurano sul primo arco del Corso San Sabino.
Nella foto del Corso San Sabino all'ingresso di Piazza XX Settembre, già Piazza Colonna, leggiamo un quadro di storia di festa di Popolo: a sinistra figura il banco delle "BIBITE", mentre alcuni venditori, stanchi giacciono seduti o sdraiati per terra.
Il mio sguardo si è posato attento in basso al palo di sinistra dove figura lo Stemma antico dell'800 di Canosa, con l'Aquila, ritrovato nell'Archivio Storico Comunale.

Poiché l'attuale stemma entra in vigore il 1 gennaio del 900, si deduce che la foto sia datata alla fine dell'800 o al più ai primi del 900, mentre sul corso, come in piazza, si scorgono i lampioni a petrolio, quasi ad altezza d'uomo; si scorgono anche i uomini con il cappello in testa e qualche donna con il fazzoletto sul capo . La foto in Piazza San Sabino ritrae la Processione, dove si apprezzano gli uomini tutti con il capo scoperto per rispetto al Sacro, con i drappi sobri e sontuosi sui pali "du parète".
Si scorge l'immagine sacra della Madonna della Fonte, con una imponente corona di addobbo sull'antica icona.

È trascorso un secolo dal tempo du parète, che ha dato spazio alle belle luminarie di oggi, spesso troppo tecnologiche, ma nel segno della tradizione popolare e dell'arte creativa e viva del tessuto, sarebbe bello fare un drappo simile sul Sagrato della Cattedrale San Sabino, da utilizzare ogni anno. U parète si trova in Chiesa, ma sarebbe bello vederlo sul portale della Cattedrale a vestire anche la Città, in una proposta che indirizziamo al Comitato Feste Patronali. Erodoto, storico greco del V sec., cita, a indicare la prima ora della sera, "l'ora in cui si accende la lucerna", ma stasera è la festa di San Sabino a Canosa di Puglia; andiamo alla Processione, "on'appeccète u parète!"

Buona Festa di Chiesa e di Popolo ai Canosini e agli Emigranti

maestro Peppino Di Nunno
N.B. Divieto di uso o riproduzione delle foto allegate.
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