Stilus Magistri

150° Anniversario della memoria “Madonna del Perpetuo Soccorso”

Canosa riscopre l’icona bizantina del 1883

Nella Chiesa di Sant'Alfonso all'Esquilino in Roma, il 26 aprile 2016 si è celebrato il 150° Anniversario della memoria della B.V. del Perpetuo Soccorso, la cui icona fu consegnata da Papa Pio IX alla Congregazione del Santissimo Redentore. In onore dell'occasione Papa Francesco nell'Udienza Generale del mercoledì 23 Marzo 2016 ha benedetto l'icona pellegrina riprodotta in visita alle Cattedrali del mondo indirizzando il seguente messaggio: "In occasione del 150º anniversario della consegna a codesto istituto, da parte del Beato Pio Nono, dell'Icona di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso, il Santo Padre auspica che la significativa ricorrenza susciti una rinnovata ed autentica devozione alla Vergine Santa, spronando l'intera famiglia religiosa e quanti ne condividono il carisma a rendere una sempre più incisiva testimonianza evangelica".

Da Canosa di Puglia(BT) sentiamo di condividere il messaggio del Santo Padre, presenti spiritualmente e culturalmente nelle celebrazioni della Chiesa romana di Sant'Alfonso, con il messaggio inviato da Mons. Felice Bacco, Parroco della Cattedrale di S. Sabino per la riscoperta e venerazione dell'icona nella Chiesa Rettoria della Passione che fu edificata nel 1776 in Via Busa a Canosa, presso la Cattedrale.L'icona originale prodigiosa (miraculorum gloria insignis), icona bizantina più diffusa nel mondo, fu riprodotta nel 1883 su committenza del Padre Redentorista Antonio Maria Losito, Venerabile, impreziosita di cornice artistica e di corone di argento, benedetta da Papa Leone XIII e consegnata alla Chiesa del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo (Pro Eccl. Pretiosissimi sanguinis D.N.I.Ch., Civitatis Canosa di Puglia, Dioc. Andriensis, ad Septennium), con l'onere di Lire 306,10, sostenuto "a divozione dei coniugi Vincenzo Sinesi e Barbara Fragiacomo". Nel recente restauro della Chiesa ottocentesca, la scoperta del titolo da parte di Don Felice e gli studi del maestro Giuseppe Di Nunno della pergamena suggellata con cera lacca nel sigillo dei Redentoristi, hanno consentito la riscoperta dell'icona venerata a Canosa, di cui si era persa l'identità dal '900, con la collaborazione dell'Istituto Storico di Roma dei Padri Redentoristi, Diretto da Padre Adam Owczarski, del Museo Bizantino Cristiano di Atene, con la traduzione dei testi a cura di Fr. Rosario Scognamiglio op. Docente emerito di Patrologia presso la Facoltà Teologica Pugliese di Bari.

La ricerca storica è stata eleborata e curata in un pieghevole a proprie spese, consegnata alla Cattedrale e inviato su richiesta dall'Istuto Storico dei Padri Redentoristi di Roma. L'icona bizantina originaria proveniente da Creta è stata riscoperta nel titolo della Chiesa Ortodossa, Παναγία του Πάθους, (pr. Panaghìa tu Pàtus), "Madonna di Passione", che rappresenta il turbamento del Bambino Gesù, rivolto nel presagio verso i simboli della Passione, retti dagli Arcangeli Michele e Grabriele, e aggrappato teneramente alla mano della Madre che offre Perpetuo Soccorso. La "Madonna di Passione" nell'itinerario della Provvidenza del 1883 è approdata alla Chiesa della Passione di Canosa, che oggi riscopre nella Cattedrale la venerazione ed il culto, tracciando un ponte con l'Oriente e con la Chiesa di Sant'Alfonso di Roma nel legame con i Padri Redentoristi. Con l'affidamento alla Madre del Perpetuo Soccorso, nelle radici cristiane.
maestro Peppino Di Nunno
B.V. del Perpetuo Soccorso- CanosaPergamena sigillata del 1893Preghiera per Padre A.Maria LositoB.V. del Perpetuo Soccorso
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